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  1. Roberto Rispondi
    L'ultima frase dell'articolo esemplifica uno dei tanti problemi italiani, cioè creare degli strumenti che poi vengono utilizzati per fini diversi. Su questo aspetto concordo che bisogna iniziare a rimettere le cose al posto giusto. In linea generale, la scelta migliore è lasciare al lavoratore la possibilità di decidere cosa fare del proprio tfr. Questo però va fatto solamente dopo aver informato il lavoratore dei benefici e dei rischi che derivano da tale scelta. In particolare in un paese come l'Italia che per buona parte è privo di cultura finanziaria.
  2. Paolo Vitale Rispondi
    Se il fondo di garanzia trasferisce parte dei costi dell'eventuale insolvenza di un'impresa, anche indirettamente, al proprio dipendente, dal punto di vista di mera scelta di portafoglio non ha senso prestare soldi (attraverso i contributi per il TFR) al proprio datore di lavoro. Infatti, i rendimenti dell'investimento finanziario nell'impresa, attraverso i contributi per il TFR, sarebbero fortemente correlati con il proprio reddito. In queste condizioni, il portafoglio ottimale escluderebbe totalmente, per ovvi motivi di "hedging", questo tipo di investimento.
  3. blackpower Rispondi
    troppo difficile pensare di affidare obbligatoriamente il TFR al fondo pensione negoziale o aperto a libera scelta del lavoratore e poi affidare al fondo pensione il compito di far fronte ad eventuali esigenze di liquidità ampliando temporaneamente le anticipazioni? Ma forse il retropensiero di qualcuno ( compreso Reichlin) è diamo tutti i risparmi della previdenza complementare allo stato ( magari all'Inps per far fronte a esigenze pensionistiche nel breve) poi ci penserà chi vivra... terribile ragionamento di un governo miope a cui non sfugge nemmeno al cosiddetta sinistra "illuminata"
  4. concetta lo porto Rispondi
    condivido la replica di Boeri
  5. Hk Rispondi
    Un solo inghippo e l'ennesimo aggravamento dei costi del lavoro. Come ha ricordato un lettore il TFR è nato come protezione per il licenziamento. Esattamente come si prevede ora con il contratto a tutele crescenti. Ora le aziende si troveranno il costo del TFR più il costo di sostituirsi allo stato per l'indennità di disoccupazione. Questo il vero fine dell'operazione!! Mi sa che presto assisteremo allo sciopero generale delle assunzioni.
  6. Andrea Rispondi
    Concordo in pieno, specialmente con il punto 3. Oggi la possibilità che un'azienda chiuda e non abbia i soldi per corrispondere tutto o parte del tfr ai lavoratori è molto più di una probabilità. Per questo anche io mi dico favorevole alla possibilità di avere in busta paga il tfr, poi sta alla volontà del singolo decidere se spenderlo, accantonarlo o farci altro. Ovviamente l'obbiettivo di chi ci governa è quello di aumentare i consumi ma non so se in questo senso, avrà dei benefici.
  7. Manrico Tropea Rispondi
    Sacrosanto.