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  1. antonio Rispondi
    E il signoraggio,la mancanza di sovranità monetaria,la mancanza di banche centrali pubbliche non influiscono sul debito pubblico?
    • PierpaoloPierpaoli Rispondi
      "L’elevato livello di corruzione del nostro paese ha influito sulla crescita del Pil e di conseguenza ha peggiorato la situazione della nostra finanza pubblica". Ne siete sicuri? Correlazione non è causazione. Inoltre l'indicatore "corruzione percepita" indica non quanto un paese sia corrotto, ma quanto i suoi cittadini lo percepiscano corrotto. E quando il pil cresce e tutto va bene la gente certo non pensa alla corruzione. Quando invece il pil scende e la gente perde il lavoro cerca sempre il capro espiatorio, il responsabile: la corruzione è il colpevole perfetto. Ma quando è che sale il debito pubblico? Ovviamente negli anni di crisi! E così il mistero è svelato. Scoppia la crisi. Il debito/pil sale, perchè scende il pil. La gente perde il lavoro e non arriva più a fine mese. La gente è scontenta e cerca il colpevole. Tutti i media non fanno altro che ripetere che i politici sono corrotti (avete mai visto Travaglio in tv?). E la corruzione è proprio il colpevole perfetto a cui imputare le proprie disgrazie. "Ho perso il lavoro perchè i politici se so magnati tutto". Ed ecco che la percezione della corruzione sale. C.V.D. Ma la corruzione reale sale davvero?Ne dubito fortemente...
  2. M.S. Rispondi
    Mi rendo conto che il tema offuschi la razionalità, tuttavia a me piacerebbe si discutesse di quell'indicatore: che cosa dice esattamente? Perché usiamo solo dati molto d'opinione sulla corruzione? L'Italia si è dotata di strumenti importanti dopo tangentopoli. Tutte le basi dati sono sempre imperfette, ovviamente, ma chi lavora seriamente (si offenda pure chi non lo fa..), i dati li utilizza o cerca di utilizzarli al meglio, non si rifugia in banali pretesti. Non c'è in questo una polemica con il Prof Del Monte, ovviamente, ma molte affermazioni sulla corruzione suonano troppo spesso aprioristiche, non verificate, stereotipate....
  3. Pietro Rispondi
    Quoto Marco di Marco. La burocrazia e l'eccessiva regolamentazione alimentano il fuoco della corruzione. Durante un'intervista a seguito della visita dell'Emiro del Qatar all'allora primo ministro Monti fu riportato dai giornali: "CORRUPTION» - A rafforzare il concetto il premier ha raccontato che persino l'emiro del Qatar, «non il re di Norvegia», quando gli chiese come mai non avessero investito di più in Italia negli anni precedenti gli rispose: «Corruption!"
  4. Lorenzo Luisi Rispondi
    Nel grafico il punto più basso nell'indicatore della corruzione è nell'anno spartiacque fra la politica riformatrice seguita a mani pulite e quella controriformatrice dominata dalla convergenza degli interessi fra un popolo che non vuol cedere di un millimetro sui diritti (parassitismi) acquisiti e uno statista (?) autoproclamatosi come il migliore dall'avvento dell'Italia unita. Per carità fuori i nomi!
  5. Marco Di Marco Rispondi
    Un ulteriore effetto negativo si ha con la selezione avversa della classe dirigente. Finiscono in Parlamento e ai vertici di istituzioni ed enti pubblici persone disposte a chiudere uno o tutt'e due gli occhi. Di solito sono le meno competenti.