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  1. Massimo Parma Rispondi
    Essenziale che il potere decisionale sia in mano al realizzatore del cambiamento. Difficile pensare che un fornitore della PA (quindi un esterno) possa svolgere un ruolo manageriale. Possibile invece trasferire momentaneamente il dirigente "propositivo" con adeguato incentivo in parte garantito (in fondo è interesse della PA trasferire le best practis) ed in parte a risultato conseguito, sulla base dei risparmi effettuati. Contemporaneamente spostare il dirigente della PA ricevente al posto suo: entrambi i dirigenti farebbero il possibile per accorciare il tempo di realizzazione del cambiamento per rientrare. Stesso disocrso per eventuali altre figure apicali indispensabili al progetto. Tutto ciò ovviamente, in concomitanza dei passaggi cruciali del progetto, per un periodo limitato (qualche mese) e solo dopo che un organo centrale ha validato l'iniziativa. In questo modo non solo il dirigente propositivo avrebbe incentivi, visibilità ecc., ma anche il ricevente farebbe "pratica" (attività di formazione dei dirigenti) in una struttura già rodata e non remerebbe contro.
  2. Fernando Bertini Rispondi
    Non capisco perché non si proceda attraverso strumenti organizzativi centralizzati. Una volta individuata la soluzione migliore tra quelle già operative perché non adottarla per tutti gli uffici ricorrendo ad una struttura centralizzata a livello nazionale di Server/mainframe ? Si potrebbe organizzare uno o più team per il trasferimento del know-how nelle sedi periferiche man mano che si adotta il nuovo sistema e sicuramente si avrebbero risparmi sia in HW che in SW che in personale tecnico-informatico attraverso la soluzione centralizzata. Qual'è la controindicazione ?
    • Alfonso Gambardella Rispondi
      Senz'altro. Resta che bisogna trovare un modo per far sì che chi trasferisce sia motivato a farlo, chi riceve faccia lo sforzo giusto e che entrambi non si blocchino per paura che l'altro non faccia quello che deve fare. Il contratto che proponiamo bilancia il potere contrattuale di entrambi e aiuta a fare questo. E' sempre più chiaro che la crescita dipende da piccole cose, spesso a livello di qualità manageriale e di processi di trasferimento delle competenze (vedi Bloom, Van Reenen & co.)