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  1. Massimo Parma Rispondi
    C'è un altro aspetto rilevante da sottolineare al riguardo: se non c'è un "costo standard per malattia" , ma tutto affoga in un trasferimento procapite, non sarà possibile stabilire cosa lo Stato intende rimborsare a fronte di ciò che paga. Non mi riferisco tanto ai LEA, quanto piuttosto a valutazioni di qualità nella cura delle malattie, in particolare quelle croniche. Cioè lo stato paga non solo il fatto che la cura di una malattia sta dentro il protocollo nazionale, ma anche quali elementi base deve pretendere dalla struttura che riceve i soldi del trasferimento. Cioè per poter ricevere i soldi pubblici la struttura non deve solo essere a posto con tutti i parametri (frequenza infortuni e decupiti, incidenza infermieri, inservienti, medici ecc.) , ma deve garantire e documentare che le prestazioni svolte per la specifica malattia oggetto di trasferimento avvengano garantendo il rispetto di standard qualitativi prefissati. Non solo "costi standard", ma per quanto possibile anche "prestazioni standard", tendendo ad uniformare le pratiche di ogni struttura alle best practices. Ciò che evidentemente non è possibile per singola pratica, dovrebbe poterlo essere in media.