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  1. Marco Spampinato Rispondi

    Ho seri dubbi sul fatto che l'aumento di separazioni dipenda da cause post-divorzio come l'eccessiva negoziabilità degli assegni di mantenimento. Ma la legislazione italiana è sicuramente molto favorevole alla litigiosità, e concordo che vada semplificata, riducendo discrezionalità e motivazioni per attivare litigiosità economiche (e non solo). Ci sono anche aspetti ulteriori che consigliano di semplificare la legislazione. Il fatto che il divorzio impoverisca e che la legge possa essere maleutilizzata non mi sembra tuttavia offrire una buona spiegazione causale dell'aumento di separazioni e/o divorzi (che dò per scontato sia vero rispetto ad altri paesi: non ho letto i dati). Forse la causa è un'altra: nelle realtà più tradizionali i matrimoni possono diventare modalità quasi uniche, obbligate, per l'uscita dalle famiglie di provenienza, e per l'indipendenza individuale. Questo fattore incrementa, non riduce, il peso dei fattori economico - patrimoniali. Giacché la causazione originaria è inversa, l'assenza di sviluppo economico (e di prospettive di vita autonoma) a sua volta rafforza la dipendenza economica e cutturale dei figli dalle famiglie di origine.

  2. Diego Alloni Rispondi

    Grazie per la straordinaria chiarezza. Per essere concreti: dove si trovano queste scale di equivalenza? Gli studi di Perali e del progetto CHILD indicavano, alcuni anni fa, in circa 300 euro mensili il costo di un figlio da 0 a 18 anni, che dovrebbero essere suddivisi tra i due genitori in base ai rispettivi redditi. E' evidente che l'assegno dell'"obbligato" sarebbe decisamente inferiore rispetto al 17% (1 figlio) e 24% (2 figli) di qualche stato americano; ed è sicuramente inferiore ai criteri presenti nella riforma del diritto di famiglia di Stalin del 1935, riproposti tali e quali in rete ed attuati al Nord: 25% (1 figlio), 40% (2 figli) e 50% (3 figli). Quindi le metodologie proposte necessiterebbero di armonizzazione. L'analisi è più in linea con altre pubblicazioni (Cattolica di Milano), in cui i costi di un figlio vengono portati fino a 800 (!) euro mensili, anche se si riconosce che la spesa alimentare per un bambino può scendere fino a 60 euro/mese. Una soluzione potrebbe essere il garantire a tutte le PERSONE del nucleo familiare un reddito almeno pari alla soglia assoluta di povertà indicata dall'ISTAT. Ma ciò contrasta con gli interessi della "fabbrica del divorzio".