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  1. marco Rispondi

    Purtroppo siamo molto indietro e l'introduzione del FOIA sarebbe un gran passo in avanti...I cittadini italiani devono maturare il fatto che abbiamo bisogno di una grande stagione riformatrice che dovrà inevitabilmente spazzare via i metodi le consuetudini le facce della prima e della seconda repubblica in nome di forme di democrazia partecipate dirette trasparenti in cui lo Stato e le istituzioni siano i cittadini e premino i bravi e i volonterosi con forme di controllo oculate e meritocratiche.

  2. Dario Quintavalle (Twitter: @darioq) Rispondi

    La normativa italiana sulla trasparenza - pur insufficiente - ha sofferto moltissimo di non avere dietro di sè un "champion" nella persona di un'Authority, al contrario della normativa sulla Privacy. Il risultato è che da noi "c'è la Privacy!" è la risposta (spesso a sproposito, ma non si sa mai) a qualunque tentativo di far chiarezza e luce. Comunque l'Associazione Dirigenti ex allievi della SSPA è stata tra le prime ad aderire alla campagna pro-FOIA, segno che nel pubblico c'è molta più sensibilità al problema della trasparenza di quanto non si creda.

  3. Leandro Solimene Rispondi

    Come diceva proprio ieri sera il Dott. Davigo, magistrato e consigliere di cassazione, non dovrebbe essere difficile fare le riforme in Italia. Puntualizzando il fatto che anche nel caso in cui non avessimo idee riformatrici basterebbe, semplicemente, andare a copiare da una parte ciò che i paesi che noi stessi consideriamo all'avanguardia hanno legislato da anni, e dall'altra andare a riprendere i trattati e convenzioni internazionali. Sarà ovviamente dura. Come già voi avete preannunciato nell'articolo, vi sarà un'opera di ostracismo inaudita. Basta tener presente che l'informazione, quella della carta stampata per esempio, è finanziata direttamente dallo stato per essere al servizio dello stato. Fatto che insieme a tanti altri è inconcepibile all'estero.