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  1. Giancarlo Fichera Rispondi

    Sono ingnere gestionale di professione e per capire perchè il mondo della giustizia in 60 anni non è ancora riuscito a trovare il sistema di accelerare i processi civili, mi sto laurendo a mia volta in giurisprudenza. Avviso i signori giuristi che con la loro attuale mentalità non riusciranno mai a fare progressi: c'era bisogno di questo studio sul multitasking per capire che è proprio così, cioè che bisogna concentrarsi su poche cause alla volta per riuscire ad accelerare tutta il resto della catena in coda? bastava chiedere a qualsiasi caporeparto di produzione di un'azienda! metalmeccanica! E' incredibile come nel mondo del diritto manchino i più semplici concetti relativi ai processi di produzione!

  2. Alessandro Rispondi

    Condivido (da addetto ai lavori) l'idea che affrontando una causa alla volta alcuni giudizi potrebbero chiudersi nel giro di pochi giorni (a leggersi naturalmente le carte prima). Quelli più complessi potrebbero avere una organizzazione diversa. Però sulla giustizia bisogna investire: personale (giudicante e non) e informatizzazione vera prima di tutto. Poi, invece di inventarsi cose strane (vedi media-conciliazione) basterebbe prevedere la condanna alle spese per l'avvocato (oggi è prevista solo per le parti) per le cause manifestamente infondate, vedremmo il contenzioso calare drasticamente. Per il resto gli argomenti sono noti (inutilità, se non dannosità, dei giudici speciali: a che servono TAR, Giudice di pace, Commissioni tributarie, Tribunale delle acque ecc. se non a frammentare le risorse?), indiscriminato doppio grado di giurisdizione e carriera dei giudici non legata alla qualità del loro lavoro (purchè siano messi in condizione di fare un lavoro di qualità).

  3. luca Rispondi

    Perchè troppe cose? perchè sono pochi. e ogni anno che passa sono meno. la soluzione è semplice: aumentare la pianta organica. se tutti i tribunali hanno una carenza di personale decennale non sanata e che si aggrava di anno in anno, basterebbe semplicemente incrementarne il personale. ma da decenni lo stato dimezza i fondi per la giustizia. ora, la disoccupazione giovanile cresce. i concorsi non coprono neppure le uscite dalla pianta organica. a questo punto mi chiedo se invece che bandi da 300-400 posti all'anno, con stipendi da 3000 - 4000 euro, non sarebbe più intelligente dimezzare gli stipendi dei nuovi magistrati e raddoppiarne il numero. che senso ha avere per dire 5000 laureati in giurisprudenza a spasso, un vuoto organico da 5000 posti e bando per 250? meglio coprire tutto il vuoto organico e ridurre lo stipendio. si darebbe un lavoro ai giovani disoccupati, si colmerebbero i vuoti in organico. vittoria per tutti. ma è una mossa troppo intelligente perchè chi ci governa possa farla propria.

  4. New deal Rispondi

    Qualcuno ancora si meraviglia del perchè il questo paese non c'è crescita, sviluppo, iniziativa imprenditoriale e investimenti esteri. Azienda italiana filiale di una multinazionale estera. Iniziamo una causa per il recupero di un credito commerciale di ben Euro 368.000 nell'aprile 2009 presso tribunale di Milano. Oggi mi viene comunicato che l'udienza prevista per domani è stata rimandata al Maggio 2013: dicasi 4 4 anni e siamo ancora al primo grado. Altre aziende nel frattempo per simili importi sarebbero già fallite. Questi sono i problemi della giustizia che trova il tempo di occuparsi di calciopoli....

  5. Marco S. Rispondi

    Che una parte del drammatico calo di produttività del lavoro dell'ultimo decennio possa essere attribuita anche al multitasking, ed altre pratiche organizzative errate, è un'ipotesi interessante. E' ovvio che i lavori non siano tutti eguali, ed anche che il multitasking può assumere "forme" differenti. Ad un estremo si può costringere un dipendente a svolgere molte piccole attività, ciascuna di per sè molto facile, impedendogli di elaborare / portare a compimento progetti più complessi, di una dimensione significativa, dotati di senso. In questo modo il dipendente può perdere la capacità di riconoscere le proprie capacità, despecializzarsi, e comunque perdere buona parte del proprio capitale umano. Queste dinamiche interessano ovviamente soprattutto i knowledge workers, cioè tutti coloro che lavorano con la conoscenza. E sono aggravate dalla burocratizzazione, largamente presente nel settore pubblico. Sopravvivere ad una mentalità improduttiva, meramente burocratica o meramente adempimentale è difficilissimo per chiunque abbia una istruzione elevata e non accetti di perdere ogni capacità acquisita con la propria istruzione e con la propria esperienza.

  6. michele Rispondi

    perchè non intodurre nelle cause civili e di lavoro, la possibilità per il giudice di conludere in tempi brevi il procedimento con un'ordinanza motivata, se il caso in esame è identico o molto simile a uno trattato con precedenti sentenze della Cassazione Lavoro a sezioni unite? il riferimento è alle sezioni unite, e non alle sentenze di una singola Corte di Appello, perchè solo queste perchè di fatto già sono una giurisprudenza costante della Cassazione, mentr eil precedente vincolante (o autovincolante per una singola Corte) non sono nè previsti nè di prassi in Italia. la Corte di Giustizia europea utilizza da anni questo strumento per affermare che le sentenze sono un precedente (non autovincolante per la Corte) cui i giudici comuni devono attenersi, e per filtrare un numero eccessivo di ricorsi che ne paralizzerebbe l'attività. come per la Corte UE, l'ordinanza non dovrebbe essere utilizzabile se il ricorso contiene riferimenti e citazioni della precedente giurisprudenza, e ne motiva le differenze, che quindi richiedono un esame nell'ambito di un procedimento dedicato.

  7. Vincesko Rispondi

    Lo sosteneva già Adam Smith 250 anni fa ("La ricchezza delle Nazioni") e chissà forse già Senofonte 2500 anni fa ("Economico"). Ps: Naturalmente, la prima misura da prendere è quella di riformare i codici, oltre a mettere il numero chiuso a Giurisprudenza.