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CHI C’È DIETRO A BEPPE GRILLO

Il presidente Napolitano ha scelto di sminuire il successo elettorale dei grillini, ricordando nostalgicamente che il vero boom ebbe luogo negli anni 60. Per molti commentatori politici, si è trattato di un (inutile) voto di protesta da paragonare all’astensione. Il voto degli scontenti. Forse è perché oggi sono in molti in Italia ad essere scontenti, ma gli elettori dei grillini non possono essere descritti come persone che vivono ai margini della società. Anzi. Si tratta per la maggior parte di uomini tra i 35 e i 45 anni, con un elevato titolo di studio, che risiedono nelle grandi città. Gli elettori del Movimento 5 Stelle non sono dunque solo indignados, giovanissimi che, come in Spagna, vedono il loro futuro ipotecato dalla crisi economica, né donne in cerca di maggiori spazi in una società ancora troppo maschilista. Sono piuttosto i rappresentanti di una delle fasce d’età tipicamente più dinamiche della società e del mercato del lavoro, che dovrebbe essere in prima fila per contribuire alla rinascita ed alla crescita del paese. E che invece in Italia si ritrova senza presente, con un lavoro incerto, in un paese ingessato dai corporativismi, e dalla gerontocrazia, che ha smarrito da troppi anni la via della crescita economica. Se si tratta di un voto di protesta è una protesta che viene dal cuore della società, e che deve far riflettere sul futuro del paese. Gli anni 60 sono lontani. Le elezioni amministrative hanno mostrato che oggi c’è bisogno di un profondo rinnovamento della classe politica. Ciò è possibile. Alcuni esempi: nuove regole elettorali, come il doppio turno di collegio, che consentano ai cittadini di eleggere veramente i propri rappresentanti anche nelle elezioni politiche, garantendo però nel contempo la governabilità, così come appunto succede con i comuni. Drastica riduzione dei deputati e senatori, affinché il rapporto numerico tra rappresentanti e cittadini sia in linea con quello degli altri paesi europei. Modifica della legge sui finanziamenti ai partiti, che vanno immediatamente ridotti, con sistemi di rimborso che non premino solo coloro che in quel momento sono al potere.

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LA FUGA DI CAPITALI NEI CONTI DELLA BANCA D’ITALIA

56 commenti

  1. Adriano Scaletta

    Il vero problema dell’Italia sta nel suo funzionamento. O ci si libera dalla morsa della PA inefficiente ed arrogante individuando i centri di responsabilità oppure non c’è speranza. Tutto dipende e discende da lì. Se e quando l’economia mondiale andrà riprendendosi, noi pagheremo un ritardo potenzialmente fatale. I problemi sono ovunque, a tutti i livelli, ma le condizioni di lavoro e l’irragionevolezza delle scelte politico-amministrative degli enti locali è il vero allarme. Si dirà, ci sono le eccellenze, è sbagliato generalizzare. E’ vero, ma in una società e in una economia sempre più complessa inondata da dati statistici più o meno buoni, più o meno affidabili (i sondaggi!), il tema è come riconoscerle, come affrontarle, come replicarle, capendo davvero quali sono i meccanismi locali e generali che funzionano e quelli che non funzionano. Non è più il tempo del cosa, non c’è più tempo. E’ quanto mai urgente concentrarsi sul come. Ma su un come fondato sulla conoscenza.

  2. Maurizio Nizzola

    Sono d’accordo praticamente su tutto il contenuto e le proposte che emergono dall’articolo. Solo sarei dell’dea di eliminare e non ridurre il finanziamento ai partiti, come del resto era stato espresso dal popolo italiano nel vecchio referendum. I partiti si possono tranquillamente finanziare erogando servizi, ricevendo quota parte dei lauti compensi di deputati e senatori e…sopratutto in via indiretta contenendo le spese. Le innumerevoli storie di corruzione politica di questi anni ci insegnano che “magna fame pecunia” rimane pur con i generosi finanziamenti ricevuti, i compensi individuali tra i più elevati al mondo e le ulteriori prebende della casta.

  3. Andrea T

    I finanziamenti ai partiti vanno eliminati,come da volontà popoalare espressa nel ’93, non ridotti. Il M5S non li ha presi ed è attualmente la III forza politica, destinato crescere, quindi basta far passare il messaggio che siano necessari per governare e fare campagna elettorale. Poi basta co sto rinnovamento della classe politica, non sono più credibili! Il patto con gli Italiani è stato tradito. C’è un divorzio tra cittadini e la casta in atto, il processo è irreversibili. Ma la vita continua ed i cittadini onesti ed intelligenti prima si riapproprieranno delle istituzioni, poi dei beni comuni… M5S per una società sostenibile dal punto di vista ambientale, libera e felice…

  4. Filippo Roda

    In base a quali dati l’elettorato di Grillo è in prevalenza composto da individui di 35-45 anni? Il movimento 5 stelle mi sembra abbia avuto un grande successo soprattutto nei piccoli comuni, escludendo qualche eccezione (vedi Calise/Favia)…

  5. annata77

    Sminuire il successo deli “grillini” è una tecnica per evitarte che lo stesso si alimenti. Parlare di un successo porta ad un maggiore successo, e quindi perchè parlare del successo dei grillini? Non potendo parlare di sconfitta, non potendo affermare che si tratta di un fenomeno trascurabile, “il grillismo” viene ignorato proprio al fine di evitare che il fenomeno si estenda, per evitare che possa suscitare ulteriori consensi, per evitare un più grande tracollo di quei partiti che cambiano il nome ma restano gli stessi nell’essenza perchè le persone che li guidano sono le stesse da troppo tempo.

  6. Marco Magnani

    Al di là della natura parodistica del titolo, non mi è chiara una questione: chi (quali dati, sondaggi, statistiche) permettono di affermare che la maggior parte di chi ha votato Grillo, o meglio, il Movimento 5 Stelle, appartiene alla categoria descritta? Da quello che ho potuto vedere, a riscaldare le piazze abbocca spesso il popolo che facilmente si lascia trasportare dal populismo dilagante, dai lamenti di chi aizza le folle a suon di espressioni colorite, di chi dice alla gente (poco informata, di per sé) quello che vuole sentirsi dire. Ho qualche dubbio sui votanti con “elevati titoli di studio”; ho qualche dubbio perché a sentire le parole di Grillo, una persona mediamente informata ed istruita difficilmente potrebbe trovarsi d’accordo. Torniamo alla lira? Sì, certo, una proposta sensata e ragionevole… Forse al bar Margherita di Pupi Avati, dove si incontrano gli anziani che ormai hanno finito le primavere, non certo in ambito accademico dove, escludendo forse qualche outside, un’iniziativa del genere fa inorridire per l’ovvia inapplicabilità.

  7. gino paolo sulis

    condivido pienamente l’articolo. Se le proposte i progetti e le sollecitazioni della voce divenissero parrimonio delle masse il grillismo non attecchirebbe. Insomma bisogna lavorare sulla cultura delle persone..

  8. carla rampichini

    Mi sento in linea con il commento e le proposte espresse in questo commento. Spero che ci governa capisca e ascolti. Come farci sentire?

  9. Giuseppe Palermo

    Condivido il no al finanziamento pubblico solo se accompagnato da altre due riforme: 1) Tetto per le spese elettorali e divieto di alcune forme specifiche di propaganda (spot televisivi, cartelloni, manifesti e altro ancora); 2) riforma del diritto interno dei partiti, a cominciare dal controllo dei bilanci da parte della Corte dei Conti, dalla trasparenza sulle contribuzioni e dalla disciplina dei conflitti d’interessi. Altrimenti, malgrado le buone intenzioni, si favorirà solo chi, come p. es. Berlusconi, si finanzia da solo e si fa pure la propaganda gratis con le sue Tv. Queste cose le diceva don Sturzo tanto tempo fa (ma chi lo legge ormai, anzi chi l’ha mai letto?).

  10. Maria Cristina Simeone

    … e io che mi credevo di leggere un articolo che rendesse conto di chi finanzia e promuove le attività del sig.Giuseppe Grillo.

  11. michele

    Tutto vero. Completamente d’accordo. Ma era vero, e in tanti lo sapevano, anche molto prima che un comico (diciamolo) un po’ ambiguo e forse peggio, si accorgesse quasi per caso che mescolando sé stesso con un po’ di Cav. e un po’ di Bossi, poteva anche lui reclutare legioni di persone perbene, soprattutto giovani, stanche dell’incredibile inettitudine della classe politica e dell’intero ceto dirigente del Paese, proponendosi come “megafono” e “punto di riferimento”. I problemi cominciano ora che la manovra è riuscita. Perché Grillo e i suoi, una volta scesi dall’onda perfetta che li ha trascinati dove ormai sono, scopriranno forti diversità. Spetterebbe alla politica provvedere,

  12. Andrea C.

    Per Marco Maragni: non sono solo un votante bensì anche un attivista/promotore della lista nel mio comune ed in quelli limitrofi. Ho 35 anni, sono Avvocato, ho 2 lauree, 1 Master di II livello e parlo 3 lingue straniere. non credo proprio di far parte della tua lista dei c.d. votanti del Movimento 5 Stelle, non ti sembra?

  13. GOSSNER JOHANN

    Sì, dietro a Grillo c’è una generazione di persone che non ne può più di questa classe dirigente fatta da vecchi ottusi, irrigiditi nei loro privilegi e nella ferma convinzione che la ricchezza prodotta dai cittadini sia di loro proprietà. Attraverso l’attuale sistema fiscale hanno creato il desertificato l’apparato produttivo, attraverso la cultura gestita dallo Stato hanno inaridito la conoscenza delle nuove leve, attraverso il corporativismo sindacale hanno disperso il valore profondo del lavoro, attraverso la corruzione hanno alterato l’efficiente allocazione delle risorse, attraverso la burocrazia inetta hanno vessato tutti.

  14. Fernando Luigi Fiori

    Napolitano nel dire che il boom era quello degli anni 60 non ha voluto sminuire il “successo” di Grillo, ha solo risposto alla una domanda estemporanea di un giornalista: non mi sembra che abbia voluto sminuire o offendere nessuno. Ciò premesso, se la vostra analisi sulla composizione dell’elettorato del movimento cinque stelle è esatta penso che non ci sia da stare allegri: se persone colte e preparate dopo anni di cialtronismo esasperato al potere, che ha sovvertito le regole basilari di una moderna democrazia, sentono il bisogno di un altro uomo della provvidenza ( non certo divina) che promette mari e monti ben sapendo che tra il dire ed il fare la differenza c’è ed è tanta, vuol dire che siamo messi molto male.

  15. Carlo Turco

    Sicuramente, come si sostiene nell’articolo, dietro al successo del movimento di Grillo ci sono elementi di protesta reali e fondati. Purtroppo, come abbiamo visto sistematicamente in Italia, una protesta con ottime ragioni spesso non ha avuto altro sbocco che populismi e demagogia (Mussolini, Giannini, Bossi, Berlusconi, per citarne alcuni) e ora, forse, Grillo. Non bastano lauree e master ad assicurare un giudizio politico assennato; e non può considerarsi assennato l’appoggio a qualcuno che considera il rifiuto del pagamento del debito come coniglio dal cilindro per la soluzione della crisi.

  16. Marco Magnani

    Io non credo che si possano fare statistiche guardando l’orticello dietro casa. Non voglio generalizzare (non dico, quindi, che tutti coloro che votano Grillo sono ignoranti da paesello), ma sarei curioso quali dati portano a dire che la maggior parte (quindi più del 50%) dei votanti del Movimento 5 Stelle appartengano a quella categoria. Per me non è vero. Sia ben chiaro, il Movimento 5 Stelle a livello locale (erano amministrative, ‘d’altronde) è composto da una moltitudine di persone diverse, non vedo l’uniformità che può avere un grande partito, e lì vi sono convogliati pensieri differenti, esponenti che militavano precedentemente nel PD, nell’IDV, nella Lega. Una persona istruita può votare un sindaco del movimento di Grillo perché effettivamente capace, ma al di là dell’entusiasmo suscitato dall’essere un pensiero anti-questo ed anti-quello, cosa dice davvero Grillo? Che bisogna tornare alla lira? Siamo seri?

  17. gerardo lisco

    Nell’attuale contesto c’è uno scontro tra modelli culturali e conseguentemente di egemonia. Le oligarchie hanno bisogno di una politica liquida e non strutturata. In vista delle elezioni politiche del 2013, per sancire in via definitiva l’egemonia sul sistema, hanno bisogno di un quadro politico disgregato e frammentato, caratterizzato da partiti politici non credibili e incapaci di formare una maggioranza alternativa all’egemonia neoliberista. Grillo è l’ utile idiota al servizio del sistema di potere oligarchico perchè, con lo scarso potere coalizionale che ha, spingerà le forze politiche di sinistra – centro, a partire dal PD, a sostenere di nuovo un governo tecnico.

  18. Franco

    Anch’io stavo per cadere nella provocazione complottistica del titolo se non mi avesse trattenuto la conoscenza personale di iniziative politiche effettuate da componenti e simpatizzanti del Movimento 5 stelle. Si trattava di difese della Costituzione repubblicana, di marce e staffette da Venezia a Mestre a sostegno della Magistratura impegnata nelle inchieste per i collegamenti politico-mafiosi, delle campagne referendarie per la difesa dei beni comuni -acqua in primis-, per il conflitto del coacervo di interessi privati nella RAI TV, motivazioni e campagne tutte in linea con la necessità di vera partecipazione democratica nella determinazione della politica nazionale. Dietro il comico non c’è nessuno. Davanti a lui c’è la potenziale classe dirigente che, risvegliata finalmente dalle stridule monocordi grida degli spropositi e delle invettive grilliani, viene richiamata al suo dovere morale di essere protagonista responsabile e non più consumistica fruitrice della democrazia e della libertà conquistata a prezzo di ben più radicali e duri sacrifici dai loro nonni e dalle loro nonne.

  19. fabio pignotti

    L’articolo mette in guardia dal sottovalutare il fenomeno e, su questo, non si può che concordare. Ma proprio l’età dei votanti il movimento mette in luce, a mio avviso, anche un fattore diverso: la mancanza di voglia o di tempo di costruire sull’esistente. Il 5 stelle offre la possibilità del “nuovo” senza idee fondanti che d’altra parte sono anche limiti,modificare non da buttare. Partire da zero come se niente fosse esistente con la presunzione di sapere ciò che deve essere meglio degli altri. Insomma una scorciatoia verso il successo….politico.

  20. Emilio

    Analisi assolutamente corretta, ma vorrei aggiungere che noi tutti abbiamo assistito (con il nostro voto) ad un decadimento progressivo della qualità delle persone che si dedicano alla politica, decadimento che va avanti da almeno un trentennio. In ogni comune, provincia o regione (senza arrivare in Parlamento) abbiamo preso atto (con il nostro voto) di come si avvicinasse alla politica un sempre maggior numero di persone con scarse capacità e prive di motivazioni, abbiamo tollerato e quindi, di fatto, avallato la nascita e la prosperità di “piccolissimi, piccoli e grandi comitati d’affari” ben distribuiti su tutto il territorio nazionale e ad ogni livello di “potere” (dalle Circoscrizioni in sù). Non abbiamo fatto nulla (sempre con il nostro voto) per favorire un diverso “reclutamento” rivolto verso i migliori (non di togliattiana memoria), ma più semplicemente verso persone perbene, serie, capaci e responsabili e ci siamo ritrovati a votare chi si “rendeva disponibile”. Poi i meccanismi di “carriera” hanno fatto il resto. Ogni botte dà il vino che ha e chi ha cominciato male non può finire che peggio.

  21. leonardo

    Il mio amico Beppe per quello che riguarda il rapporto con i media tradizionali adotta la figura retorica della reticenza. Quello che credo sia necessario fare è non dare in tv e sui giornali più copertura se non accetta di rispondere alle domande. Non penso che per lui convertitosi da tempo al digitale sia un problema, tanto i suoi elettori le notizie le recuperano on-line.

  22. guglielmo

    L’ho trovata una caduta di stile del Presidente della Repubblica abbastanza irritante. Ma non mi sono stupito, però, perché Napolitano rappresenta un pezzo di quella politica che ha creato questi disastri in Italia. Forse qualcuno si è dimenticato l’appoggio che i suoi uomini davano, incondizionatamente, a Craxi a Milano e sappiamo quale verminaio c’era dietro.

  23. marco

    Beppe Grillo si è arricchito negli anni riempiendo i palazzetti di gente con i suoi spettacoli sfruttando una sua capacità: quella di far ridere. Messi si è arricchito sfruttando una sua dote: sa giocare a calcio. Celentano si è arricchito sfruttando una sua dote: sa cantare e far spettacolo. Domani mattina, ognuno di noi, se ne ha le capacità, può far lo stesso. Beppe Grillo non si è arricchito con i soldi pubblici e sarebbe potuto restare nella sua casa a far vita da ricco! Invece ha deciso per l’impegno e la lotta civile-lui non si candiderà -il suo scopo è quello di cambiare il modo di far politica. La politica deve tornare ad essere l’attività più nobile ed essere al servizio del cittadino non del capitale, si può creare un sistema senza partiti fondato su movimenti basati sulla partecipazione sul volontariato e sulla democrazia della rete. I temi affrontati dai cittadini del 5 stelle sono reali e urgenti volti al bene comune, i partiti e i ladroni che si sono arricchiti con i soldi pubblici rovinandoci ovviamente non vogliono che si tolgano i soldi dalla politica e temono i 5 stelle. Napolitano ha firmato leggi indegne e nominato un ministro indagato per mafia-è di parte

  24. MARIA

    Nel movimento 5 stelle ha trovato spazio il pragmatismo che non riesce a trovare risposte nei partiti. Cadute le ideologie si sono persi i riferimenti politici che ne erano diretta espressione I partiti non attirano i giovani , i movimenti si , perchè non cè più storia nella politica. Occorre che i partiti cominicino a ridiventare dei movimenti politici e a mettersi in gioco. il movimento 5 stelle crescerà perchè i giovani o gli anapartititici vogliono cambiare, ad là di grillo che è solo uno strumento, un mezzo.

  25. Giulio PCM

    Ho trovato un compendio informativo sull’argomento.

  26. Marcello Novelli

    Io la penso come Bracconi, la penso cosi. Ieri votavano Lega perchè bisogna cacciare gli immigrati e non pagare le tasse o votavano Berlusconi perchè ha fatto i soldi e ha il Milan, oggi votano i Grillini così glielafannovedereloro ai partiti. Non stiamo facendo passi avanti.

  27. Piero

    Noi abbiamo bisogno, non di una legge elettorale, ma costituzionale, affinché il premier possa governare 5 anni, non vi debbono essere più i governi tecnici del presidente che fanno solo macelleria sociale, un governo eletto dal popolo di destra o di sinistra mai si sarebbe affiancato alla Merkel e preferire la moneta alla vita umana, non ricordo in passato suicidi ne con governi di destra ne di sinistra. Questo fatto non fa riflettere né Monti né Napolitano.

  28. Giuliana Scognamiglio

    Condivido pienamente il tono ed il contenuto dell’intervento sul significato del voto a favore del Movimento 5 stelle. Nell’intervento si menzionano la gerontocrazia ed il maschilismo fra le cause o radici dello scontento manifestato da quel voto. Due brevi osservazioni:
    1) a gerontocrazia e maschilismo aggiungerei, come causa sempre più evidente di scontento e di delusione, la mancanza di trasparenza e cioè l’opacità di molte scelte, che spesso maturano all’interndo di circoli riservati e di salotti esclusivi. Un possibile rimedio semplice e banale: per tutte le scelte che riguardino al designazione di persone a ricoprire uffici pubblici (= pagati con denaro pubblico) di qualunque tipo, imporre la preventiva presentazione e pubblicazione del curriculum vitae analitico dei candidati;
    2) la preoccupazione per il numero degli scontenti, manifestato dal successo dei grillini, è alta; ma rallegriamoci finché si può ancora discorrere di scontento espresso attraverso il voto; sempre di più, infatti, vedo intorno a me, e proprio fra i giovani più motivati e brillanti, la tendenza a manifestare lo scontento con l’exit, e cioè a lasciare il Paese, privandolo delle energie migliori.

  29. Roberto Lascialfari

    Mi sembra che a molte persone un Demagogo (Berlusconi) non sia bastato: certo che sia “tutto sbagliato e tutto da rifare”, ma altrettanto certo è non se ne esce con le idee del Grillo parlante. Sono d’accordo con chi evidenzia il fatto che Grillo dice ciò che la gente vuol sentirsi dire. Morale: poveri noi!

  30. Franco Guizzardi

    Sono un pensionato di 75 anni ,seguo B.G. da diversi anni,ho votato cinque stelle alle ultime amministrative a Bologna. Uomini giovani preparati,onesti,concreti. L’esatto contrario della nostra classe politica.

  31. geppetto

    I “grillini”!? Si. E’ un modo spiccio e quasi spregiativo per identificare chi ha seguito e votato il M5S. “Spiccio” perchè si arriva immediatamente al campione di elettori specifico. “Spregiativo” perchè dopo 20 anni e più, di pifferai che hanno illuso e preso in giro gli italiani, non tutti a dire il vero, non ci voleva un comico che ereditasse di fatto lo “stile” dei precedenti. Personalmente, penso che governare in generale, sia difficile. In Italia, “molto” difficile e specialmente in questo periodo di forte crisi economica, con un debito pubblico italiano enorme, evasione fiscale non più accettabile (non lo era neanche prima), con una politica economica di fatto depressiva, con il rigorismo imposto dalla sig.ra Merkel, ogni illusione rischierebbe di trasformare gli shows di Grillo in tragedia. Il mio rispetto per chi vota M5s, pensando agli stipendi eccessivi e ingiustificati dei managers-soprattutto pubblici, dei privilegi dei politici, a quella parte mediocre della classe imprenditoriale, alle inefficienze e gli sprechi della P.A, alla delinquenza organizzata e alla corruzione dilagante e insostenibile. E’ sincero ma occorrono confronti, idee e programmi coerenti.

  32. umberto

    Il nostro Paese da molto tempo vive una situazione paradossale: una classe politica con esponenti impresentabili, che non ha uguali fuori dal nostro Paese, lo ha fatto arretrare fino a portarlo ad un passo dalla bancarotta. Un Paese con enormi risorse ed energie. La reazione dei grillini, simmetrica al giudizio di massa negativo sulla classe politica, è tuttora enormemente al di sotto della gravità della situazione. Se un’osservazione c’è fa fare è che l’Italia paga a carissimo prezzo il ritardo con cui ha parcepito la gravità del problema. Gli Italiani hanno tollerato la mafia nelle istituzioni, il voto su Cosentino, le leggi contro la legalità, gli attacchi all’informazione, le massime istituzioni pervase di personaggi indecenti, con l’ovvio corollario della corruzione e degli sprechi pubblici dilaganti. Tuttora la percezione esatta della gravità del problema da parte dell’opinione pubblica è assolutamente inadeguata. Le reazioni ufficiali delle istituzioni alla crisi dei partiti italiani sono grottesche e sono una conferma della gravità del problema. Purtroppo per aprire gli occhi agli Italiani c’è voluta una grave crisi. Gli Italiani si stanno appena svegliando.

  33. Paolo Bizzarri

    “Si tratta per la maggior parte di uomini tra i 35 e i 45 anni, con un elevato titolo di studio, che risiedono nelle grandi città.” Ossia esattamente il tipo di persone che più facilmente si trovano nel pieno del proprio fallimento personale, causato da scelte di tipo universitario e di carriera disastrose. D’altro canto, basta visitare il blog del suddetto personaggio per rendersi conto del livello di dotta ignoranza che gira fra i grillini.

  34. Alessandro

    Condividono il testo e anche io mi pongo dalla parte di quelli che sostengono tale movimento, parte di quella parte del paese produttiva che ha poco tempo da dedicare alla politica attiva ma purtroppo ne subisce quotidianamente le inefficienze. Detto questo, personalmente, se avessi dovuto votare a questo giro di amministrative avrei dato il voto a loro. Perché? Perché sono veramente stanco di questa classe politica, tutta quanta, inefficiente, pressapochista, superficiale, distante dalla realtà che non riesce a riformare un’amministrazione pubblica devastante, borbonica, autotutelante che si è dotata di statuti che soltanto e forse solo Dio in persona può modificare (e quindi immodificabili). Detto questo l’unico modo per scuotere è quello di premiare i volti nuovi, almeno ci metteranno un po’ per cedere alle tentazioni ammaliatrici. Nel frattempo porteranno qualcosa di buono e permetteranno a chi lavora e produce beni e servizi, non fuffa, di competere ad armi pari con i concorrenti stranieri. Infine anche io faccio parte della schiera dai 35 ai 45 e oltre citata dall’articolo e non per questo difendo l’immobilismo e l’inefficienza. Meditare.

  35. Angelo

    Antipolitica, altra politica, come la lega, come B… A mio avviso il movimento 5 non è il clone di una forza politica o la risposta ad un’esigenza che si è creata, uno spazio vuoto da riempire. E’ molto di più! E’ figlio dei nostri tempi che cambiano. E’ ciò che i canali di comunicazione rendono possibile,la partecipazione scatenando la voglia di farlo. Questo è il movimento 5 stelle, la voglia di essere artefici del proprio destino, di costruirlo e condividerlo insieme agli altri. Altro che fenomeno sporadico. E’ l’evoluzione stessa della società, la ribellione della realtà dei fatti,la consapevolezza della gente libera anche di poter sbagliare. Di donne e uomini sicuri di imparare di più proprio dai propri sbagli. Con tutta la voglia di crescere capaci di rinunciare alle proprie convinzioni in favore delle idee migliori. Tuttavia rimane una mia opinione, mi raccomando, con tutti i limiti che mi riguardano.

  36. miro

    ..quelli che in germania si chiamano Pirati, in Spagna indignatos, ma queste persone sono state a loro volta influenzate dai media degli ultimi 20 anni che hanno bombardato tutti con una mancata chiarezza sulla politica, chi sono i Partiti? Chi fa la politica? Questo i media non lo spiegano mai ne alla TV ne alla Radio nemmeno nei giornali, la politica la facciamo noi tutti non solo chi abbiamo eletto, e avremmo il diritto di chiedere conto a chi abbiamo eletto, ma questo è bene non dirlo e dire i politici sono tutti uguale… questo è qualunquismo e reazione conservatrice . Mi dite cosa fanno i grillini se non politica e nemmeno della più sapiente, dicono solo cosa gli altri non fanno. Grillo mi piaceva quando faceva Satira ora che fa politica è come tutti i politicanti di Professione. Non fa affatto bene al paese e alla politica.

  37. Ermanno Tarozzi

    Condivido il commento del prof.Carlo Galli dell’Università di Bologna che, a seguito della domanda, cosa c’è dietro il successo dei grillasti ha risposto: “Ignoranza politica”

  38. Massimo B

    Se cercate un “Grillino” probabilmente ne avete uno in casa o in ufficio o in palestra, o è vostro amico su Facebook . E se non è un “Grillino” certificato cioè non è un attivista o non ha mai votato, magari solo perché gli è mancata l’occasione. Ma avete sicuramente la possibilità di incontrarlo chiedergli cosa pensa e cosa desidera per il futuro. Il rischio è quello di scoprire che la pensate come lui e che avete capito quello che ha capito lui e cioè che il futuro non assomiglia minimamente al passato recente, e questo perché il “sistema” tutto il sistema economico politico e sociale è giunto al suo limite e non solo in Italia ma in tutto il mondo “occidentale”. Oggi quello che conta è: riusciremo a gestire la caduta e a riindirizzare il sistema senza troppi danni saranno capaci questi nuovi movimenti a guidare la nazione? Oggi siamo ancora in troppi forse, a non aver capito esattamente cosa accade, o peggio continuiamo a non voler vedere e a sperare che con una tassa in più tutto torni come prima. Non sarà così Grillini o non Grillini

  39. Massimiliano

    Credo che le persone che hanno vitato il M5S meritino prima di tutto rispetto, soprattutto dal Presidente della Repubblica che dovrebbe essere il Presidente di tutti. Inoltre, Marco Magnani, chi era presente nelle piazze a vedere il ‘megafono’ Grillo erano persone che si informano attraverso altri canali che non siano i soliti giornali e tg (alquanto avari di notizie sui comizi del M5S). In ultimo: non vuoi tornare alla lira? Credi che sian sono discorsi da bar? Allora trova un sistema per rendere potere di acquisto ai cittadini oppure attendi, come sempre han fatto gli italiani, che qualcuno faccia qualcosa. Direi che per me è finito il tempo dell’attesa. Io voglio decidere il mio futuro e quello di mia figlia e non delegarlo a dei personaggi finti tuttologi che vorrebbero farci credere che saranno loro a tirarci fuori da questa crisi. Loro che ci hanno gettato lì dentro legandoci mani e piedi dall’alto del loro dorato scranno.

  40. KK

    Ho 44 anni, posto fisso, nel (poco) tempo libero dirigo un’associazione di volontariato e mi mancano pochi esami alla laurea in giurisprudenza. Ho votato il Movimento 5 Stelle perchè ha un programma in cui mi ritrovo all’80 per cento, energie rinnovabili, rifiuti zero, no tav, stop al consumo del suolo. Su altre cose non sono d’accordo, sulla sua visione degli immigrati, sul ritorno alla lira. Ma negli altri partiti la percentuale di condivisione del programma scende drasticamente. Tipologicamente vorrei votare una sinistra moderata, socialdemocratica, ecologista, ma se in Italia non c’è cosa ci posso fare?

  41. Paolo

    Non so da dove siano stati presi i dati sugli elettori del Movimento 5 stelle, ma vorrei aggiungere alla statistica il mio dato personale: età 46 anni, Ingegnere, deluso dai partiti tradizionali, propenso a votare per il Movimento alle prossime elezioni. Alcune ragioni per votare M5S: chi si iscrive nelle liste deve essere incensurato, accetta di ritirarsi dalla politica dopo 2 legislature, rinuncia allo stipendio da parlamentare. Basterebbe già questo, ma qualcuno dirà che non sono ragioni sufficienti. Bene, esiste anche un programma per chi vuole leggerlo.

  42. SAVINO

    Gli italiani sono confusi e smemorati sull’identità di chi ci ha portato in questa situazione. Prima hanno creduto nelle favole, adesso si indignano per una cartella esattoriale. Chi è che si avvantaggia delle campagne no-tasse, no-euro, no-imu? Chi è che vuole fare un nuovo partito senza finanziamento pubblico (solo elargizioni dei ricchi) e avvalendosi del web? Berlusconi. Grillo è, politicamente parlando, il principale amico di Berlusconi e ne sta favorendo il ritorno sulla scena. Del resto, a Parma il PDL ha già deciso di apparentarsi con 5 stelle.

  43. Gianluca

    Scrivo da Parma, quindi il tema 5stelle ha invaso e pervaso la città. Non ho votato 5stelle al primo turno ma una lista civica di sinistra, al secondo ovvio che li voto. Non è antipolitica ma è anti cattiva-politica degli ultimi 20 anni. A Parma poi è stato un disastro. Viva il nuovo che avanza: un mio caro amico, dirigente, che da 10 anni si occupa di smaltimento rifiuti prima nel privato (girando l’Europa) e ora nel pubblico ha contattato il movimento, ha già parlato col candidato un paio di volte proponendo le sue idee, proprio perchè agisce con rigore già gli hanno detto i PDL e PD che a fine anno starà a casa dall’azienda municipalizzata dove ha lavorato con ottimi risultati e con risparmio di risorse economiche, questa è l’Italia caro Presidente Napolitano. Di fronte a questi casi qual’è l’anti politica?

  44. Paolo

    Vorrei far notare la differenza tra i commenti dei giornali italiani e quelli stranieri sul M5S. Ecco cosa scrivono su Le Monde: “Le Mouvement 5 étoiles du comique Beppe Grillo s’invite dans la politique italienne. Leur moyenne d’age? “La trentaine. Leur mode de communication? Internet. Leurs mots d’ordre? “Transparence” et “honneteté”.

  45. Andrea

    Il M5S è strutturato con idee senza causa-effetto, mi spiego: sembra che siano a favore della Tobin Tax non considerando che è una idea applicabile solo se viene decisa dalla intera comunità Europea, per il voto degli immigrati sono confusi, come lo sono per le politiche del lavoro (alquanto demagogiche) per non parlare di ciò che sostengono con l’idea della patrimoniale. Credo che sia comunque un movimento meritorio di essere ascoltato, in quanto l’unico a cercare di attuare la deburocratizzazione dell P.A. “attentando” alle province, la pecca però riguarda ancora la confusione per quel che riguardano le liberalizzazioni.

  46. Michele Franco

    Tutto quello che si nasconde e mica tanto, dietro al Movimento 5 Stelle è la consapevolezza chiara e lucida che questa classe politica non ha nulla da fare o di che interfacciarsi con la realtà del paese. Non rappresentano altro che se stessi e tutta quella lobby di sostenitori che li vota a fini economici e di malaffare. Siamo ridotti alla recessione malgrado tutti i danari che si prelevano dalle tasche dei contribuenti. Siamo alla bancarotta delle idee, dei politicanti, dei servizi e dell’idea stessa di nazione oramai da rifondare su valori del bene comune. Basta con questi opportunisti privi di senso unitario e civile. L’italia ai suoi cittadini. Via l’individualismo parassitario e distruttivo.

  47. Giovanni Dotti

    Concorso pienamente con quanto esposto dall’Autore, eccetto un punto: quello del finanziamento “pubblico” ai partiti. Su questo tema c’è già stato un referendum popolare che a larga maggioranza l’aveva abolito, anche se poi i partiti se ne sono infischiati e l’hanno furbescamente aggirato con la legge dei “rimborsi elettorali”. Vogliamo una buona volta tener fede alla volontà popolare ed abrogare qualsiasi foraggiamento “pubblico”: che i partiti si arrangino coi tesseramenti e con sovvenzioni “private” se vogliono continuare ad esistere. Solo così potranno rotornare ad essere seri e responsabili. Piuttosto che si affrettino a recepire le direttive europee e varare serie leggi anticorruzione! ed a cambiare l’ignominiosa legge elettorale!

  48. Lorenzo

    Finalmente un commento sensato, condivisibile o meno, ma non dettato da interessi di parte. Che il Presidente della Repubblica commenti le recenti amministrative con i toni sentiti non lo trovo solamente grave, ma è una conferma che a certi livelli non ci sono differenze….. cordialmente Lorenzo

  49. BOLLI PASQUALE

    Chi è causa del suo mal pianga se stesso: dietro Beppe Grillo c’è la piangente società italiana che non è vittima,ma molto colpevole.perchè da decenni si è asservita, senza schiena dritta a soggetti politici non meritevoli,non credibili e sicuramente da condannare per egoismo, onestà e moralità. Grillo non è demagogia, ma personifica le verità ed i rimorsi che psicologicamente mordono le coscienze degli italiani per non avere saputo assolvere al dovere di buoni cittadini causando danni, non solo a se stessi,ma a tutta la comunità nazionale. Grillo, quindi, è solo il nostro pentimento per avere sostato, cappello in mano e spesso vanamente, alla porta di falsi potenti e scambiato favori con dignità.

  50. LUCA

    Sono un elettore deluso da tutti i partiti. Ho sostenuto grillo sin dai primi giorni. ma devo dire che sono deluso dalla deriva del movimento, per un motivo semplice: la tanto decantata “partecipazione” io non l’ho vissuta affatto. nella mia città (milano) i consiglieri 5 stelle si sono rivelati piuttosto confusionari. Le battaglie fatte per quanto sicuramente utili (battaglia contro l’amianto) non sono per me primarie (molto più importanti i problemi dei giovani, del lavoro, del rilancio dell’economia, del miglioramento delle infrastrutture e dei trasporti in una città come milano). il movimento a livello nazionale sembra avere una sola voce quella di grillo sul blog. lui strilla sul blog, e piovono centinaia di commenti pro. ma un blog non è luogo di confronto o di discussione (difficile poi con chi è letteralmente un “invasato” che non accetta opinioni differenti), mentre i forum del movimento (cui c’è solo uno sparutissimo link in alto a destra) sono semideserti e abbandonati ai soli utenti. Servirebbe da un lato una maggiore organizzazione sia a livello locale (consiglieri di zona) che nazionale (forum di discussione), e dall’altro una maggiore partecipazione.

  51. Andrea Rolando

    Confrontando l’esito delle elezioni amministrative italiane con le elezioni che si sono svolte negli altri paesi europei tra aprile e maggio, si può osservare un dato poco enfatizzato dai media (con qualche eccezione). Mentre in Francia Marine Le Pen coglie un risultato storico per il proprio partito di estrema destra ed in Grecia i neonazisti di Alba Dorata ottengono un successo allarmante, in Italia gli elettori hanno dato prova di grande equilibrio. Il successo del Movimento 5 stelle ha di fatto evitato che il voto “di protesta” confluisse verso partiti realmente populisti o estremisti, e ben rappresenta la volontà di cambiamento e di partecipazione dei cittadini. Al contrario, i partiti che hanno da sempre cavalcato l’onda della demagogia xenofoba, euroscettica e “celodurista” hanno subito un drastico ridimensionamento alle urne. Il successo del Movimento 5 Stelle non sarà la soluzione ai problemi che affliggono il Paese, ma è un segnale da non sottovalutare (vero Presidente?) e che dà speranza al futuro.

  52. Jole Colalinno

    Siamo al capolinea. In mancanza d’altro la politica si é mangiato il futuro dei suoi figli. Gli effetti distruttivi sono sotto gli occhi di tutti e chi per vari convincimenti sostiene il contrario dimostra solo come il sistema partitico li ha privati della più minima capacità di leggere la realtà devastata in cui viviamo. Sopratutto quelli che sostengono che il M5S sia un movimento di antipolica, qualunquisti, demogogici arruffapopoli e privi di programmi e senza idee. Balle! Gli unici a non avere mai avute idee sono questi politicanti: scarsi, pigri, nullafacenti! Mostrano tutta la loro inadeguatezza con i loro schemi mentali: obsoleti, sterili, vecchi, clientelari. E’ finito il rassicurante tram-tram del tirare a campare nell’associativismo malsano e parassitario, non funziona più, é finita!. Grazie a questi ragazzi di buona volontà pieni di passione politica ed impegno civile, spazzeranno via tutto il malsano ciarpame che avvelena ogni singola piega delle istituzioni e amministrazioni da 3° debito pubblico planetario. Ben venga il comico Grillo, il buffone. A paragone é quanto di più serio che si sia visto negli ultimi 20 anni di putrefazione politica in questo paese! Aria nuova

  53. Luigi

    Io non amo Grillo ma qualche giorno fa ho visto una puntata di omnibus su La7 (in streaming). Presenti in studio: Boccia del PD, Gasparri del PDL, Feltri (Stefano) del Fatto Quotidiano, Briguglio (se non ricordo male) di FLI, degli altri che non ricordo e in collegamento da Parma il grillino Putti (candidato sindaco). Dopo una sferzata di domande sui massimi sistemi (euro, finanziamento ai partiti …..) alle ore 09.00 il grillino segnala al conduttore che deve andare via, come già anticipato alla redazione. Domanda del giornalista: “perchè”, risposta: “devo andare a lavorare”, domanda:” che lavoro fà?”, risposta: “educatore di strada”. I presenti in studio (parlamentari) gli hanno chiesto: “adesso che è stato eletto non rinuncia al suo lavoro”, risposta: “non posso con moglie e tre figlie a carico non posso vivere con il solo gettone di consigliere. MI organizzerò al meglio”. Capite?? Quello è andato a lavorare anche per pagare lo stipendio di loro parlamentari che hanno continuato tranquillamente a blaterare in trasmissione. Poi uno dice che vota Grillo

  54. Giuseppe D.

    E’ utile cercare di interpretare gli umori e le percezioni pubbliche del momento che spingono il M5S. Tuttavia dalla stampa italiana e’ assente un qualunque tentativo di discutere una delle idee di fondo del M5S, ovvero la transizione da forme di partecipazione mediata a democrazia diretta. Secondo il Grillo/Casaleggio pensiero, e immagino quello di buona parte del movimento, questa transizione e’ in corso, possibile e forse inevitabile. Sorvolando oltre la partigianeria dominante degli uni e gli altri, non e’ possibile leggere nulla di piu’ profondo nella stampa, nulla che guardi oltre l’orizzonte politico ed elettorale immediato. Anche il ben competente Manneheimer oggi sul Corriere non ha nulla da aggiungere se non un’analisi delle percezioni del momento. Sarebbe utile proporre una riflessione sul cambiamento sociale e politico di medio-lungo termine, di cui il M5S possa essere sintomo, al di la’ dei sentimenti del momento. Qualcuno dei competenti colaboratori de La Voce potrebbe prender la palla ? Grazie!

  55. Francesco Santodirocco

    Pare che ora da Pera a Napolitano, si stia parlando di una Costituente. La macchina generale necessita di una revisione completa, sia perchè deve essere aggiornata, sia perchè è stata “truccata” dalla cosiddetta costituzione materiale e dalle aggiunte di pezzi “non originali”. Se si vuole veramente una Terza Repubblica deve essere fondata su una base certa, condivisa ed ammodernata, che solo un’assemblea ri-costituente può dare. Eletta col proporzionale puro, numero ristretto, persone serie e competenti, in un tempo relativamente breve e con referendum confermativo finale. “Vestito nuovo per la Terza Repubblica”, questo è lo slogan. Ma dubito che lo faranno e per chiunque governerà sarà sempre più difficile. I problemi non risolti. Sono sempre lì in agguato e prima o poi le spine si faranno sentire e saran dolori.

  56. Ajna

    Come già altri commentatori han detto, vorrei sapere la fonte di questo dato per la presunta maggioranza del M5S, visto che io ho ben altra impressione. Farei poi presente che titolo di studio non vuol dire molto: sono lauree tecniche? Prese in quanto tempo e con quali votazioni? In quali atenei?

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