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PER LA CURA DEI BAMBINI NON BASTANO I NONNI

Il ruolo dei nonni è sempre più spesso ripreso dai media (ma negli ultimi giorni anche dalla politica) per il contributo che danno all’organizzazione della vita familiare. Diverse ricerche dimostrano che l’aiuto dei nonni aumenta la probabilità che una madre lavori ma anche la probabilità che abbia un altro figlio. In entrambi i casi, però, l’effetto risulta più forte  in paesi come l’Italia, la Spagna e la Grecia, dove la disponibilità di servizi pubblici per la prima infanzia è molto bassa o, come dicono molti, dove la famiglia è molto presente. Senza togliere nulla all’importanza della famiglia nel nostro contesto culturale, occorre sfatare il mito che sia importante solo nei paesi del Sud Europa. In particolare, la percentuale dei nonni che aiutano i figli prendendosi cura dei nipoti è relativamente alta in molti paesi Europei: in Germania il 43 per cento dei nonni aiuta, in Svizzera il 37 per cento, in Svezia il 21 per cento, mentre in Italia e in Grecia il 48 per cento. La ragione per la quale i nonni italiani (o greci) sono differenti risiede nell’intensità dell’aiuto che danno, aiutando quasi tutti i giorni full-time piuttosto che qualche volta a settimana o in situazioni improvvise (malattie del nipote, per esempio).

LA POLITICA DEVE INCENTIVARE ALTRE SOLUZIONI

Partendo dal presupposto che ogni famiglia deve poter scegliere come curare il proprio bambino, penso sia importante, per diverse ragioni, che la disponibilità dei nonni non diventi la riposta che la politica dà alla questione della cura dei bimbi piccoli (come fatto, ad esempio, con la proposta sui congedi).
In primo luogo, non tutte le famiglie hanno i nonni a disposizione: perché lontani, perché in cattiva salute, perché non più in vita. Una politica pubblica in questa direzione tende quindi ad aumentare le diseguaglianze tra le famiglie ed ad essere iniqua. Si pensi anche ai bambini immigrati, per esempio. Una politica del genere va anche contro l’idea di mobilità dei lavoratori, che dovrebbe caratterizzare un “buon” mercato del lavoro.
Una seconda ragione risiede nel fatto, dimostrato, che per i nonni può essere faticoso e quasi impossibile seguire più bambini piccoli allo stesso tempo (ad esempio, due nipoti da due fratelli) o per molti anni. Se, quindi non si vuole rientrare nella logica del figlio unico, i nonni non possono essere l’unica soluzione. Infine, non conosciamo ancora bene quali effetti abbia la cura dei nonni rispetto alla cura materna o alla cura che un bambino riceve in un asilo. Se possiamo dire con certezza che la cura dei nonni può essere ricca di amore e attenzione, non sappiamo se – in particolare  per alcuni bambini – altre modalità di cura non siano migliori (si pensi all’asilo in questi due casi: per l’importanza della lingua italiana per un bambino immigrato; o per l’importanza di giocare per un bambino senza fratelli o cugini).

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  1. Gabriella Bergese

    Ottimi argomenti per lasciare tranquilli i nonni a godersi la pensione! Beato chi li ha, i nonni disposti a farsi carico della cura ed assistenza dei nipoti, ma in tal caso queste fortunate mamme non sono tra le più bisognose di un aiuto pubblico per entrare o rimanere nel mondo del lavoro Concordo con l’autrice sul fatto che vanno incentivate forme di cura o supporto di altro genere, per esempio servizi pre e postscuola che coprano l’orario di servizio dei genitori, asili Nido ( mi ricordo bene di quando il Fondo nazionale per incrementare il numero degli asili Nido messo in piedi per evitare le reprimende europee fu azzerato brutalmente e al suo posto fu inventato l’escamotage delle scuole primavera, un flop sia numerico sia educativo che non ha spostato di una virgola la situazione) Continuate a parlarne, forse qualcuno si accorgerà che è prioritarsio creare questi servizi per cambiare i deprimenti numeri sull’occupazione femminile in Italia.

  2. Jennifer

    I nonni sono importanti ma dovrebbero aiutare in caso di necesità. Spesso sono un motivo di conflitto fra i coniugi per mille motivi. Un altro problema è che la cura dei nipoti li affatica e li isola dal conteso sociale. Quando i nipoti cresceranno si ritroveranno più soli.

  3. Antonio

    Sono d’accordo con quanto espresso nel vostro articolo. Mi preme puntualizzare che (almeno nelle zone ad alta densità urbana del nord) il contributo solidale dei nonni è in continuo calo. Sia per ragioni oggettive (la distanza) sia per un progressivo cambiamento dei modelli culturali tradizionali. Oggi i nonni sono sempre più “indipendenti” e sempre più self focused.

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