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  1. Ricardo_D Rispondi

    Le infrastrutture sono importanti, ma non servono all’infinito. Il principale obiettivo delle liberalizzazioni è migliorare l’efficienza nei servizi. I segnali per raggiungerla però si devono costruire in un contesto almeno europeo. Più rigassificatori non servono a coprire la punta se il mercato spot di altri Paesi è più remunerativo in quei momenti. Anche con mare calmo, una nave spot va dove il prezzo del gas è più alto. Da ipocriti invece accettiamo prezzi mediamente più alti, ma non punte di prezzo. Le infrastrutture ci sono, ma bisogna che altri possano utilizzarle quando i detentori originari non le usano. Qual è l’alternativa? Far pagare ai consumatori italiani nuovi tubi che poi verranno lasciati regolarmente vuoti? Perchè? Sugli stoccaggi stessa cosa: circa un terzo della capacità alla punta non è assegnato. Con questo ‘margine di sicurezza’ abbiamo bisogno di dichiarare emergenza? Il problema è che in un contesto di mercato, anche se serve solo un poco di quel margine, i partecipanti al mercato non hanno nulla da offrire e scatta il patatrack. Quindi, anziché fare più stoccaggi perchè non cedere la capacità fisicamente disponibile a chi è disposto a pagarla di più?

  2. Vittorio Olivati Rispondi

    L'ondata di freddo ha sollevato un problema che molti non avevano considerato: i rigassificatori non possono gestire l'emergenza, per i motivi spiegati nell'articolo e nei commenti; così come non può il fotovoltaico (ma il biogas aiuta, in quanto a filiera corta, e l'eolico anche, in quanto produce di più nella stagione fredda). Ciò non toglie che tutti questi strumenti servano in generale alla sicurezza dell'approvvigionamento, che in un Paese attento al benessere dei cittadini è un must, ed in quanto tali è bene che lo Stato ne abbia il controllo, attraverso un'autorità che resista alle pressioni delle lobby finanziarie ed industriali. Deve quindi essere dato mandato all'AEEG, che già ha sanzionato usi scorretti degli stoccaggi, di regolare i prelievi dai rigassificatori in maniera da lasciare riserva negli stoccaggi in giacimento durante il periodo invernale.

  3. marco Rispondi

    Se le case italiane fossero coibentate con le giuste tecnologi e protette con un termocappotto efficiente se fossero tutte dotate per legge di sistemi di produzione di energia autonomi (fotovoltaico, solare termico, minieolico, cogenerazione), se venisse usata l'illuminazione a led nelle strade avremmo evidente sovraccapacità di stoccaggio-A Ferrara 14000 famiglie sono alimentate da un sistema di teleriscaldamento geotermico- si prende l'acqua calda dal sottosuolo si scaldano le case e si rimette nel sottosuolo; lo facevano già i romani con le terme; Roma Napoli Catania Toscana Emilia Veneto ecc potrebbero essere scaldate in gran parte con questa tecnologia con costi ridotti-si potrebbe anche produrre energia elettrica a costi decisamente bassi(centraliaciclobinario)-Ho realizzato un impianto di cogenerazione in un salumificio con un'efficienza del 90% (le nostre centrali a gas arrivano al massimo al 55%); in 3 anni il proprietario è in guadagno!-L'olio combustile poi è una soluzione da Alto Medioevo:costi alti e inquinamento insostenibile-E' così difficile puntare sulla tecnologiae creare un po' di occupazione! Non abbiamo bisogno ditanto gas e inquinamento, credetemi!

  4. Tommaso Sinibaldi Rispondi

    In Italia esiste già un'altra risorsa per la flessibilità nei consumi di gas: sono gli impianti termoelettrici a doppia alimentazione (Olio Combustibile / Gas). Ce ne sono per circa 23000 MW (quasi il 40% della potenza termoelettrica istallata). Oggi normalmente questi impianti vengono alimentati da gas ma possono - pressochè istantaneamente - passare alla alimentazione ad O.C.. Con questo switch si possono risparmiare circa 70 mil. di mc di gas al giorno. E' quindi una risorsa di "flessibilità" imponente. Fu già usata largamente in occasione della precedente "crisi Ucraina" e mi auguro che venga usata anche oggi. Nell'articolo non se ne parla: perchè? In conclusione in Italia la flessibilità del sistema Gas è già elevata (la più elevata d'Europa direi): non c'è bisogno di molto altro.

  5. AntiGuai Rispondi

    L'articolo lo descrive: andiamo incontro a riscaldamernto globale, temperature medie in aumento ed aumento anche degli eventi climatici eccezionali. Se l'evento eccezionale é il grande freddo servono le riserve, come anche l'esperienza degli altri paesi europei in questi giorni ci ha mostrato. E non dimentichiamo una politica energetica estera degna di questo nome; il 2012 dovrebbe essere un anno importante per l'affermazione di South Stream, Nabucco, Interconnector Turchia - Grecia - Italia, Trans Adriatic Pipeline. Tocca muoversi, pochi giorni fa Oettinger, commissario all'Energia ha dichiarato "That's up to investors and gas owners. I can live with any pipeline"

  6. alessandro Rispondi

    e poi si vuole separare snam rete gas da eni... e con quali costi? che leverage negoziale avra' una Srg senza eni dietro? i rigassificatori servono poco a coprire le punte di consumi, ci vuole capacita' di stoccaggio (da aumentare, ma stoccare costa e lo puo' fare solo un'azienda con alta capacita' finanziaria che puo' esporsi sul medio terimine - comprare d'estate e rivendere d'inverno) e capacita' di contrattazione per acquistare maggior gas da far transitare nei gasdotti quando serve. Una Srg senza eni dietro difficilmente potra' fare tutto cio' a un prezzo piu' basso (e' questo che alla fine si vuole no?) e quindi oltre alla beffa (smatelliamo un nostro campione nazionale quando tutti gli altri paesi del mondo li stanno rafforzando - e non parlo solo della Cina) anche il danno (alla fine i consumatori pagheranno di piu'). Sulle rinnovabili: cielo coperto per neve (niente solare); l'eolico non copre i picchi; le biomasse (strade bloccate per neve non possono essere trasportate)... mi domando a cosa servano....

  7. pierluigi vecchia Rispondi

    Stoccaggi? Certo, servono assolutamente: chiediamolo a chi da quasi 10 anni cerca di ottenere un parere definitivo (si o no che sia) per il progetto di stoccaggio a Rivara, in Emilia. Rigassificatori? Certo che si, basta chiedere a chi da anni porta avanti il progetto del rigassificatore di Brindisi. Produzione nazionale di gas? Anche quella serve eccome. Basta chiedere a chi deve aspettare 10 anni per esplorare, trivellare (che paura...) e mettere in produzione un giacimento di gas naturale di casa nostra... Serve tutto e tutto va pianificato, programmato, valutato, coordinato nell'ambito della sacrosanta certezza del diritto (e del dovere). Basta chiedere conferma a chi cerca di portare in Italia partner industriali stranieri e si sente rispondere che in Italia c'è un rischio paese finanziario e "territoriale" serio e concreto e quindi non conviene investire nel nostro bel paese...

  8. Pierluigi Vecchia Rispondi

    Stoccaggi? Certo, servono: chiediamo a chi da quasi 10 anni aspetta un parere definitivo per il progetto di stoccaggio a Rivara, in Emilia.  Rigassificatori? Certo, basta chiedere a chi 10 (o più?) anni fa ha iniziato il progetto rigassificatore a Brindisi. Produzione domestica di gas? Anche quella serve. Basta chiedere a chi aspetta 10 anni per esplorare, trivellare (che paura) e mettere in produzione un giacimento di gas naturale in Italia... Serve tutto e tutto va pianificato, programmato, valutato, coordinato nell'ambito della sacrosanta certezza del diritto (e del dovere). Basta chiedere a chi cerca di portare in Italia partner industriali stranieri e si sente rispondere che in Italia c'è un rischio paese finanziario e territoriale serio e quindi non conviene investire nel nostro bel paese...

  9. Giuseppe Artizzu Rispondi

    Concordo pienamente, e aggiungo:
    1. A Rovigo c'era bora, ma a Panigaglia una metaniera ha dato semplicemente buca: col freddo vanno in crisi anche i contratti. Se ad essere a corto di gas sono in tanti, e/o il prezzo spot sugli hub europei è più alto di quello delle formule dei contratti di fornitura, l'incentivo a dirottare le navi è enorme. Il gas arriva sicuramente (o quasi) solo con i tubi.
    2. Nonostante il deficit di offerta alla punta, con oversupply su base annua chi investe nei rigassificatori? O si fanno regolati (uso discutibile dei soldi dei consumatori, visto che la commodity quando serve non è comunque garantita) o li fa chi ha equity gas upstream e vuole l'opzione di fare margine sul mercato italiano. E' chiaro che quel gas viene in Italia solo se si è pronti a pagarlo più che altrove, soprattutto quando fa freddo.
    3. In due anni il fotovoltaico ha tagliato il fabbisogno gas termoelettrico di 3 miliardi di mc annui (una fornitura di 75 miliardi di mc garantiti in 25 anni, più di tutte le nostre riserve gas provate). Avendo un profilo stagionale, accresce però la domanda di capacità di stoccaggio. Una ragione in più per farne di nuovi.

  10. Paolo Sbattella Rispondi

    Condivido pienamente quanto riportato nell'articolo. Voglio solo aggiungere che l'Italia deve perseguire l'obiettivo di una maggiore autonomia energetica dall'estero. Occorre produrre nel territorio nazionale la maggiore quantità di energia possibile sfruttando tutte le fonti possibili e soprattutto le rinnovabili. Maggiori investimenti dello Stato italiano e incentivi al settore privato in questo settore sono necessari per incrementare la ricerca, l'innovazione, la produzione di ricchezza, posti di lavoro e prospettive di lavoro per i giovani. Investimenti e fatti concreti e non discorsi. L'Italia e gli Italiani ne avrebbero grandi benefici.