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  1. angelo Rispondi

    Le compagnie assicurative in questo modo produrrano solamente un effetto di selezione avversa: la rischiosità è qualcosa di sconosciuto alla compagnia e se il premio da pagare è troppo alto, io che sono un individuo a basso rischio non entro nel mercato ma un individuo rischioso, che causa sinistri onerosi.

  2. Achille Bianchin Rispondi

    Concordo completamente con quanto rappresentato dal Sig. Enzo Pisano. Aumenti ingiustificati ma addirittura scandalosi al Sud che colpiscono anche gli automobilisti virtuosi che, come il sottoscritto, sono da tanti anni in prima classe. Tutto ciò comporta il fenomeno gravissimo che tanti automobilisti circolano senza la copertura assicurativa o, addirittura, con contrassegni falsi. In assenza di misure serie e incisive da parte degli organi governativi preposti sarebbe auspicabile promuovere, se non già fatto, una class-action nei confronti delle Compagnie Assicurative e rivolgersi anche alle Autorità europee. Grazie Achille Bianchin

  3. Roberto Rispondi

    Stranamente la percentuale dei feriti è più che doppia che in altri paesi europei. Ogni tribunale ha il proprio "tariffario", differente dagli altri per le invalidità Le truffe, ufficialmente con percentuali risibili, sono nascoste da una legislazione che protegge la "privacy" per cui non esiste un registro nazionale degli incidentati e dei testimoni. Iniziare una causa all'avvocato conviene SEMPRE, il suo onorario crescerà sempre ed il costo dell'incidente all'assicurazione aumenterà per cui avrà sempre la convenienza a pagare anche se ci sono dubbi più che consistenti sulla dimnamica dell'incidente.

  4. Jorge Rispondi

    La ragione per cui i costi RC in Italia sono quasi doppi che all'estero è molto semplice: anche in questo campo si evidenzia la predisposizione italiana alla truffa e al non rispetto delle regole, con la tipica situazione in cui la stessa persona che si lamenta del premio elevato ha poco prima dichiarato un danno inesistente per lucrare sul rimborso. Invito a notare che le Società del settore sono mediamente in forte perdita, chiara indicazione (oltre che di probabile inefficienza) del fatto che forse davvero i costi/risarcimenti non sono neppure compensati dagli elevati premi incassati. Davvero pensiamo che anche tutte le compagnie straniere abbiano deciso, per qualche strano motivo e solo in Italia, di evitare di accaparrarsi una grande quota del mercato praticando prezzi competitivi ma ancora remunerativi? La verità è che finché non ci renderemo conto che il nostro non rispetto costante delle regole ha come effetto un danno per la collettività, e quindi per noi stessi, non risolveremo mai i nostri problemi.

  5. Marco Antoniotti Rispondi

    La questione si risolve molto semplicemente. Si reintroduce una forma di regolamentazione più standardizzata. L'Autorità nazionale c'è già: l'ISVAP http://www.isvap.it; naturalmente non dovrebbe essere guidata da persone che negli ultimi 250 anni hanno ricevuto, loro o un membro della loro famiglia allargata fino alla prozia di quarto grado, degli "stipendi" da parte di una compagnia di assicurazioni o che ne detengono azioni/obbligazione/etc. La forma di questa nuova regolamentazione deve essere improntata alla "riduzione" delle offerte da parte delle compagnie di assicurazione. Un'altra proposta sarebbe di usare l'ISVAP come banca dati sugli incidenti. Infine, e molto più profiquamente, l'ISVAP dovrebbe pubblicare i *modelli standard* di rischio: le compagnie che si discostano troppo da questi modelli usciranno dal mercato, dato che i consumatori avranno *più* informazione e potranno scegliere meglio e più velocemente. Ulteriori regolamentazioni che puniscano comportamenti scorretti da parte delle assicurazioni (e.g., quelli che rendono inassicurabile una persona solo per motivi economici) possono anche essere previsti. A presto Marco Antoniotti

  6. Karl (liquidatore assicurativo) Rispondi

    Il problema non sono le frodi vere,ma quelle "legali". Mi spiego ..se si viene anche solo lievemente tamponati e si va al PS, viene rilasciato un certificato medico che prescrive dai 3 ma anche 7 o 10 gg di riposo. A partire da quel momento nasce un meccanismo di costruzione del danno biologico, grazie alla certificazione "allegra" dei medici di famiglia o grazie a organizzazioni specializzate. Ed un pò di sana fisioterapia? O una bella visita medico legale di parte (minimo 250, ma anche 360 Eu).che stabilirà una invalidità permanente dal 4 al 6 %. L'assicurazione resiste? Troverete sempre un giudice di pace che riconoscerà minimo 1-2 % di invalidità permanente. Una IP del 2 %, con 3 giorni di inabilità totale e 20 di parziale, 800 eu di spese mediche e personalizzazione del danno (ex danno morale), sec.le tabelle della L.57/2001, fanno 3100 Euro...Questa è la realtà almeno nelle realtà in cui ho operato (Centro e Nord Est Italia)..In Francia (ad es.) , per quanto mi risulta, i risarcimenti per le cosiddettte micropermanenti sono molto più bassi.Se vogliamo davvero ridurre i costi è necessario intervenire riducendo ai minimi termini questo tipo di esborsi e pagare molto di più i danni seri (dal 10 % in su).

  7. Emanuele Bracco Rispondi

    Una cosa semplice a livello legislativo sarebbe ridurre il preavviso per cambiare assicurazione. A volte basta poco: uno si ricorda quanto è cara l'assicurazione prima di pagarla, non 30/60 giorni prima.

  8. Enzo Pisano Rispondi

    Ogni ragionamento che non sia filosofia pura va espresso in base ai dati oggettivi e basta dare solo una scorsa alle tabelle fornite dall’Istat per capire come siano ingiustificati i premi richiesti dalle assicurazioni. Il primo dato lo ha fornito l’ottima Porrini: la presenza delle frodi, accertata dall’Isvap, si attesta intorno al 2-3% dei risarcimenti. Il secondo dato, sempre dell’Istat, in Italia, tra il 2001 e il 2010, gli incidenti stradali con lesioni a persone sono passati da 263.100 a 211.404,con un calo del 19,6%; i morti sono diminuiti da 7.096 a 4.090 (-42,4%) e i feriti da 373.286 a 302.735(-18,9%). nello stesso arco temporale, il parco veicolare è cresciuto di circa il 16%. Il terzo dato, quello più allucinante, è l’aggravio dei premi a volte doppi a volte triplicati, che devono sopportare le regioni del Sud rispetto al Nord a parità di dati anagrafici anche nei confronti di coloro che sono in prima classe da oltre dieci anni! Domanda: cosa controlla l’Authority? Cosa controlla il Ministero dello Sviluppo economico che è preposto al ramo? Cosa controlla dal luglio 2009 Roberto Sambuco, nominato Garante per la sorveglianza dei prezzi (denominato anche Mister Prezzi)?

  9. Rosario Nicoletti Rispondi

    Non credo di esagerare dicendo che le assicurazione RC dei veicoli sono una estorsione legalizzata. I premi sono i più alti di Europa e le frodi non vengono in alcun modo contrastate dalle società, che pagano felici, rivalendosi sugli assicurati. Un "motorino" 50 paga a Roma un premio annuo di 600 euro: vorrei capire quali enormi danni può arrecare un mezzo di quel tipo. Vorrei anche vedere quali sono i veri bilanci delle Compagnie: e non si capisce perchè il mercato non viene aperto alle compagnie straniere; l'Europa serve solo per imporre leggi e balzelli, ma mai per aprirci alla concorrenza.

  10. Marco Giovanniello Rispondi

    "La pericolosità di neopatentati e automobilisti di alcune aree del paese è ancora tutta da dimostrare"... Mi ricorda una frase che si sentiva anni fa, "La mafia non esiste". Mettendo la testa sotto la sabbia di solito non si ottengono risultati esaltanti.

  11. Alessio Calcagno Rispondi

    Sono d'accordo. Tuttavia, lavorando nelle assicurazioni, dico anche che va bene liberalizzare,però si deve dare anche la possibilità alle assicurazioni di licenziare. Sono oberate da personale in eccesso che porta a costi di gestione troppo elevati. E' l Italia disposta ad accettare migliaia di persone di mezza età out of work? Stesso discorso vale per la pubblica amministrazione.

  12. Laura Stopponi Rispondi

    Concordo pienamente. Non capisco infatti perché mi ritrovo ogni anno un aumento della polizza quando sono vent'anni che non ho un incidente. Invece di essere premiata mi ritrovo a pagare di più. Come al solito, non premia essere virtuosi ed onesti.

  13. oreste porreca Rispondi

    Indubbiamente le imprese hanno esercitato la loro influenza con molta miopia, puntando esclusivamente a fare reintrodurre i contratti pluriennali nei rami danni. Invece, se è vero che in Italia c'è un'altissima incidenza di danni fisici a seguito di incidenti automobilistici, bisognerebbe fare azione di persuasione per ottenere l'obbligo, per tutto il parco circolante, di installare la scatola nera in grado di certificare la dinamica degli incidenti. Da tale certificazione sarebbe semplice verificare la congruità delle richieste di indennizzo con i danni che le persone potevano riportare a seguito del sinistro, ovviamente tale certificazione dovrebbe essere ammessa come prova. La scatola nera obbligatoria per tutti ne ridurrebbe significativamente i costi di installazione e di esercizio, senza contare il risparmio che si ribalterebbe sui premi delle polizze grazie alla riduzione degli indennizzi non dovuti. Dalla sua introduzione l'RCA obbligatoria è stata considerata nel nostro paese il bancomat della microcriminalità, forse è il momento di rendersi conto che questo costo sociale è diventato insostenibile per molti.