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  1. Marco 1952 Rispondi

    La riforma Fornero ha, per me, due colpe :una di aver colpito le mie aspettative, l'altra,molto più grave, di essere totalmente incoerente. Le pensioni dovrebbere essere gestite come una assicurazione ,quando i politici parlano di "solidarietà" in campo previdenziale i contribuenti onesti (per amore o per forza) mettano la mano sul portafoglio...La solidarietà andrebbe fatta a livello generale ,non espropriando i contributi. Un a gestione assicurativa dovrebbe prevedere una età di erogazione libera e una aliquota di rendimento crescente per chi si pensiona più tardi; dovrebbe però consentire anche sfruttare tutti i contributi. Non è così nella Caserma Fornero; vietato il passaggio al contributivo per gli ante 1996, sterilizzazione dei contributi aggiuntivi versati dopo i 40 anni per coloro che sono ingabbiati nel retributivo (spesso più sfavorevole come nel mio caso , dipendente pubblico retribuzioni reali calanti nei prossimi anni) . Si dirà che i dipendenti pubblici possono rimanere a lavorare ( personalmente non ne posso più, e poi rimanere per forza dà risultati ?) ma tale tesoi dimostra che la pensione è considerato un obolo per bisognosi.

  2. gfranco Rispondi

    MA perche' non applicare il la pensione con metodo contributivo anche a quelli andati in pensione dopo il 2000 salvaguardando gli importi inferiore a tre volte la pensione minima ?

  3. Vittorio Palmieri Rispondi

    E' del tutto evidente che la riforma attuale fa pagare un prezzo elevato ad alcune persone. E' del tutto comprensibile che queste persone rimangano senza parole. Eppure, non è possibile rinviare oltre una riforma sostanziale che abbatte una serie di privilegi, perché non è più possibile inseguire venature conservatrici radicate nella nostra società che condizionano il Paese.

  4. Laura Dragosei Rispondi

    Complimenti, queste cose chi si occupa di pensioni da anni le sapeva già, ma vederle scritte nero su bianco fa un altro effetto.

  5. Giancarlo Ascione Rispondi

    Come giustamente ricordano gli autori la riforma Dini, inizialmente prevista con il passaggio al contributivo per tutti, virò al sistema "misto" sulla base dell'anzianità pregressa anche, se non soprattutto, per la fiera opposizione dei sindacati, la cui platea di associati era allora costituita in maggioranza da persone in regime retributivo. La discriminizione fu sopportata senza eccezione di costituzionalità da parte di nessun soggetto, forse perchè perpetrata a sfavore dei "venienti" cioè dei più giovani. E perchè su questo poteva innestarsi più facilmente il "pilastro" della complementare con i fondi chiusi gestiti dagli stessi sindacati. Ancora una volta il perenne e diffuso conflitto di interessi del nostro paese!

  6. Bruno Rispondi

    Se non ricordo male, a suo, si fece un gran parlare della necessità di costruirci la cosiddetta seconda gamba: i fondi. Ho scelto il fondo Cometa e, la beffa, il rendimento dopo il primo anno è stato inferiore che se avessi continuato a versare in azienda, che non potevo più fare. Altro argomento. Lo scalone della nuova riforma è traumatico.. Classe 53. Ho fatto qualche calcolo. Prima della riforma pensionamento previsto al 1 NOV 2015. Dopo la riforma: al 1 Aprile 2020 (anzianità di 43 anni e 2 mesi) oppure 1 Giugno 2020 (vecchiaia 66 + 11 mesi). Con assegno ridotto, leggo 1% anno, di ca 8% che diventa significativo. Senza parole.