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  1. AM Rispondi

    Oggi la nostra situazione demografica è tale che solo una persona incolta o in malafede può affermare che l'immigrazione sia in se un danno per gli italiani. Un discorso più approfondito sulle convenienze dell'Italia richiede che si parli di quantità e di qualità dell'immigrazione. Quanta immigrazione siamo in grado di assorbire ogni anno e quali opzioni sulla qualità (professione, livello di istruzione, stati e continenti di provenienza, etnie, sesso, età, condizioni di salute, cultura e religione, precedenti penali, ecc.). Su questo vi è molto da discutere. E' cosa differente l'arrivo di un potenziale premio Nobel, di un sano e bravo muratore, di un mendicante professionista, di una persona con gravi problemi di salute, di un malavitoso, di un potenziale terrorista. Mentre altri paesi come l'Australia tendono a fare una scelta ragionata degli immigrati, l'Italia sembra assumere una posizione passiva, accoglie chi arriva, talora perchè scartato da altri paes. Si aggiunga che l'Immagine dell'Italia all'estero è appannata (malavita, corruzione, inefficienze di polizia e magistratura) e questo può influire sulle scelte di immigrazione producendo una selezione perversa.
    Oggi le prospettive incerte in cui vivono i cristiani in molti paesi islamici, anche nell'area mediterranea, possono offrire all'Italia un'opportunità per fare finalmente una scelta virtuosa e conveniente di politica dell'immigrazione accogliendo fraternamente ed integrando migranti di qualità mediamente buona che nel contempo comportano ridotti rischi sia in termini di criminalità politica sia in termini di criminalità comune.