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  1. bellavita Rispondi

    In sudamerica non c'è stato bisogno di grandi cancellazioni, a parte il default argentino. Forse è bastato fare a meno dei governi più o meno golpisti, nati per dar retta alle ossessioni anticomuniste degli USA, che mettevano al primo posto la spesa per le armi e l'addestramento di polizia e forze armate, e al secondo l'arricchimento personale. Se fosse possibile avere governi meno inquinati in Congo e Nigeria decollerebbero anche loro. Quello che è certo è che tutto il terzo mondo sta diventando ferocemente antiamericano: non mi stupirei di una maggioranza dell'80% alle Nazioni Unite per chiedere di lasciare New York...

  2. Felice Di Maro Rispondi

    Io non credo che sarà mai possibile cancellare nè il debito pubblico di qualsivoglia paese e nè quello delle famiglie, denominato domestico. Però è da dire che gli autori hanno, e ovviamente con questo articolo hanno messo in evidenza quello dei paesi poveri, offerto quanto un percorso alternativo. Scrivono che sarebbe meglio se le "istituzioni internazionali e paesi donatori aiutassero i paesi debitori nello sviluppo di una prudente gestione macroeconomica, soprattutto fiscale". Purtroppo è da dire che se avverrà in pratica una svolta di livello, questa comunque dovrà fare i conti anche con i debiti delle famiglie. Ma il debito domestico è o no un problema mondiale? L'econmia internazionale se ne frega di questa situazione. Ma quando la domanda interna si ridurrà per mancanza di liquidità allora, Marco Arnone, e Andrea Filippo Presbitero, Autori dell'Articolo, dovranno spiegare come dovrà essere sia la gestione macroeconomica e sia quale "soprattutto fiscale" che propongono se nell'insieme il Pil pro-capite diminuisce e il reddito diminuisce di valore e di potere di acquisto.