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  1. sandro Rispondi

    L'edilizia può diventare il motore della crescita economica, ma deve essere associata a una rigida pianificazione urbanistica, per tutelare il paesaggio e l'arte primachè lo sviluppo economico, come prevede la Costituzione, ed evitare che prevalga il partito del cemento. occorre disciplinare il conflitto di interessi, escludendo dalle commissioni edilizie e urbanistiche, i prfessionisti che a vario titolo opernao nello stesso territorio, come ingegneri, architetti o imprenditori edili.

  2. AM Rispondi

    Oggi in tutta Europa il caro alberghi ha creato un mercato in crescita per le locazioni di breve durata nelle località turistiche. L'Italia ha un immenso patrimonio da sfruttare in questo campo, soprattutto nel sud e nelle isole. Bread & Breakfast, e affitti settimanali o mensili di stanze o appartamenti arredati hanno ottime possibilità di sviluppo anche con l'uso di internet e ne possono beneficiare famiglie che si trovano in difficoltà a causa della disoccupazione. Si chiede allo Stato non di abbassare le aliquote fiscali, ma di tassare i redditi netti e non i ricavi e di disciplinare questa materia semplificando al massimo le procedure in modo da abbattere i costi e i rischi di incorrere in sanzioni. Si devono facilitare gli adempimenti per metterli alla portatata di tutti senza bisogno di ricorrere all'assistenza di avvocati e commercialisti. Dovremmo osservare le esperienze di altri paesi che ci hanno preceduto su questa via.

  3. Lorenzo Lusignoli Rispondi

    Vorrei correggere un piccolo refuso del mio precedente commento: la clausola anti evasione scatterebbe nel caso in cui il proprietario non registrasse il contratto entro la fine di quest'anno (2010) e non entro la fine del 2011 come erroneamente riportato in precedenza. L'aggiunta riguarda l'unico vero difetto, a mio parere, del passaggio alla cedolare secca: la "scomparsa" del vantaggio fiscale per il canone concordato. Oggi c'è una riduzione d'imponibile del 30% su questa tipologia di canone che non compare nel testo approvato in consiglio dei ministri. Forse si tratta semplicemente di una dimenticanza che verrà corretta. Mi pare infatti che sia raccomandabile mantenere un significativo incentivo fiscale per i canoni concordati laddove questi sono presenti.

  4. Paolo Gabriele Rispondi

    Il riequilibrio della tassazione, per i titolari di immobili, dovrebbe essere garantito, secondo i progetti originari, dalla introduzione dell'imposta unica sugli immobili. Tale imposta avrebbe almeno in parte, anche se non "politicamente esplicitabile", natura di prelievo patrimoniale. Quindi in tal modo dovrebbe essere scongiurato un ulteriore inasprimento dela attsazione sul lavoro a tutto vantaggio delle rendite. Speriamo però che tali progetti siano realizzati per intero, perchè spesso in periodo elettorale, o semitale come questo, si fanno le "cose a metà" pregiudicando il risultato di una tassazione più giusta, equa e condivisa ed in generale delle buone intenzioni generando così i mostri giuridici noti.

  5. Lucio Izzo Rispondi

    Mi sfugge la logica della tassazione delle rendite immobiliari e finanziarie con aliquota flat del 20 o del 22 per cento, e lella tassazione progressiva con il vigente sistema di aliquote dei redditi di impresa e di lavoro. Mi sembra che il sistema di prelievo sui redditi sia orientato a disincentivare la assunzione di rischio e quindi la crescita della produttivita- del sistema e quindi del Pil. Si tratta di una scelta negativa per le prospettive dell-economia italiana, peraltro analoga a quelle cole l-eolico che contribuiscono a mantenere il prezzo dell-energia ai massimi livelli mondiali e a quelle fatte nello ambito del sistema telefonico che mantenegono i costi delle telecomunicazione in Italia ai massimi Ocse e via dicendo.

  6. Giuseppe Rispondi

    Non credo che la cedolare secca produrrà gli effetti desiderati, per almeno due motivi. Primo perchè molti inquilini ,evasori a loro volta,non vogliono far sapere quanto spendono per l'affitto ( se dichiaro 20.000 di reddito non posso pagare 15.000 di affitto). Secondo perché molti proprietari considerano l'investimento immobiliare ad alto rischio, vista la lentezza della magistratura nell'eseguire gli sfratti per morosità o per finita locazione. Quindi un investimento ad alto rischio prevede un'alta remunerazione, ottenibile con una totale esenzione (evasione) fiscale. Perciò per rimettere ordine nel mercato degli affitti, anche a fini fiscali, sarebbe fondamentale garantire ai proprietari la certezza della rapida reimmissione in possesso a scadenza o in caso di morosità.

  7. bruno cipolla Rispondi

    Da lavoce.info Gilberto Muraro "La delibera finale del Consiglio dei Ministri prevede il 20 per cento sul canone pieno, equivalente al 23,5 per cento sull’imponibile attuale, ma con possibilità di restare in Irpef, liberando così i meno ricchi da ogni aggravio."

  8. maurizio piccinetti Rispondi

    .. secondo me, degli altri effetti positivi che tale manovra comporterebbe con ripercussioni positive dal punto di vista economico. La maggiore disponibilità di locali dovrebbe permettere un effetto calmieratore sui canoni di locazione, permettendo non solo un risparmio diretto ai locatari (quasi sempre giovani) ma anche un minor ricorso ai mutui bancari. Inoltre la collettività potrebbe goderne in quanto il ricorso alla cementificazione dei territori (tanto sostenuta dalle banche e dai Comuni - per via delle concessioni - oltre che dai costruttori) dovrebbe subire almeno un rallentamento. E' chiaro che tutto ciò presuppone controlli continui e rigorosi (magari da parte degli stessi Enti locali). Ricordo che questa manovra è stata ventilata (sempre a ridosso delle competizioni elettorali) da entrambe gli schieramenti. Pertanto al di là di posizioni ideologiche e andando oltre una lettura fiscale credo che gli effetti positivi di carattere economico/sociale potrebbero compensare eventuali diminuzioni del gettito fiscale (tutto da verificare).

  9. libero Rispondi

    Sono favorevole, tra l'altro si tratta di una misura già a suo tempo ipotizzata da Walter Veltroni. L'applicherei solo ai privati e non a chi affitta per attività professionale ed è utile per far emergere gli affitti in nero e per convincere chi non affitta a causa dell'importante tassazione sul reddito marginale. Non ultimo l'effetto che tale semplificazione può avere sull'importo dei canoni, laddove il vantaggio fiscale dell'affittuario puó tradursi in una maggiore competitività dei canoni di affitto (che l'inquilino dovrebbe poter dedurre, magari con una quota simile a quella prevista per il mutuo prima casa).

  10. Michele Giardino Rispondi

    La tesi sostenuta presenta un certo grado di dirigidità, ben spiegato dalla ben nota complessità tecnica questione, in un Paese nel quale il considerevole patrimonio abitativo astrattamente locabile, risulta realmente o falsamente sfitto. Il vantaggio indicato a favore dei redditi degli ultimi decili, dimostra che in quelle fasce non mancano i comportamenti virtuosi, a dispetto della forte penalizzazione della redditività, che correlativamente non solo incentiva l'evasione, ma disincentiva l'investmento in case d'affitto. Si presenta poi un po' apodittica la sfiducia nella possibilità di individuare gli evasori: gli strumenti di enforcement sono noti, e pur di recuperare gettito a fronte di una scelta di politica fiscale che, giusta o sbagliata, è comunque significativa, é verosimile che saranno usati. L'evasione si combatte, non si elimina, perciò. se si riduce, va bene, e appare preconcetto escludere che ciò accada. Anche l'effetto della "morte" della burocratica registrazione non va sottovalutato. Occorre comunque saperne di più sulle modalità di applicazione. Infine, mi chiedo: si concilia la sfiducia nell'emersione, con il suggeriemento finale di introdurre correttivi?

  11. Lorenzo Lusignoli Rispondi

    L'introduzione della cedolare secca indubbiamente premia in misura maggiore i proprietari con redditi più elevati. Ma si tratta di quei proprietari che onestamente riportano nella dichiarazione i redditi da locazione. L'emersione dal nero deriverebbe non tanto dalla riduzione di tassazione, quanto piuttosto dalla clausola che prevede la possibilità per gli inquilini in nero di segnalare la locazione ed ottenere automaticamente un sensibile sconto sul canone oltre che una regolarizzazione del rapporto (contratto 4+4), in mancanza di una registrazione del contratto da parte del proprietario entro dicembre 2011. I controlli fiscali in presenza di una tassazione separata sono in realtà più semplici, come dimostrato dalla scarsa evasione dell'Ici rispetto all'Irpef. Per di più i singoli comuni avrebbero tutto l'interesse a scovare gli evasori dato che la cedolare diventerebbe un'imposta comunale. Possiamo accettare l'equazione secondo la quale si da uno sconto ai contribuneti onesti, sebbene diseguale, per fare emergere i disonesti? Dati gli impressionanti livelli di evasione, in particolare sui redditi da locazione nel meridione, mi sembra si possa rispodere affermativamente.

  12. Enrico Fasolato Rispondi

    Cerco di esprimere il mio dissenso riguardo alla cedolare secca ed alle dotte elaborazioni su gettiti sperati, attesi illusori con il ricorso ad una specie di equazione. Chi ha necessità di ricorrere al mercato degli affitti per la propria abitazione solitamente è nella fascia bassa dei redditi, proprio quelli che risentono della crisi (variabile 1). Chi loca se possibile divide il canone in una parte dichiarata ed una in nero così da incidere meno con l'imposta marginale (variabile 2). Se dobbiamo far pagare le imposte sui redditi, riducendo la possibilità di sguazzare nel teorbido (obiettivo 1). Se, causa l'attuale difficoltà generale di alimenatre la spesa, si devono cercare misure di sostegno al reddito delle classi meno abbienti (obiettivo 2). Perchè non ipotizzare una soluzione che permetta alla variabile 1 di detrarre fiscalmente i canoni di locazione pagati (per intero! non con le percentuali alle quali siamo abituati in altre categorie di spese) così da fare emergere la variabile 2 dal nero e raggiungere sia l'obiettivo 1 sia l'obiettivo 2? Troppo facile? Saluti.

  13. romano calvo Rispondi

    Una misura che attendevamo da anni, ricchi e poveri, per cominciare a sanare la piaga terribile per la nostra economia, che è l'affitto in nero. Previsione sul maggior gettito non sapete farne ma intanto mettete in dubbio l'efficacia che essa sicuramente avrà nel convincere chi ha seconde e terze case a dichiarare la rendita o meglio ancora a decidersi ad affitare, diventando ora più conveniente farlo. Manca ancora un pezzo: la deducibilità (anche parziale) dell'affitto per chi lo paga: su questo concentrerei l'attenzione. Pro-memoria: le rendite finanziare sono tassate al 12,5%, l'aliquota marginale irpef del ceto medio è del 41% + addizionali!

  14. f.m.parini Rispondi

    Sono favorevole alla cedolare secca se applicata a tutti i contratti di locazione da una settimana (case vacanze) a più anni con sanzioni tali da eliminare il fenomeno elusione ed evasione.

  15. Ettore Panetti Rispondi

    Non capisco come è stato calcolato il numero di canoni di locazione che dovrebbero emergere per pareggiare i minori introiti (nel testo, 78 per cento). Mi sembra che sia stato derivato in questo modo: immaginiamo che tutti i proprietari affittino per 740 euro. Pagheranno tutti la cedolare secca del 20 per cento, quindi 148 euro. La domanda è: quante case in più dobbiamo contare per creare un introito pari allo 0.74 per cento degli introiti precedenti? In formula: 148 * x/N = 0.0074 * T/N dove x è la nostra incognita, i.e. il numero di case "da emergere", N è il numero totale di contribuenti che pagano la tassa oggi, e T è il totale degli introiti pre-riforma. Nel testo risulta che x/N è 0.78. Questa semplice formula ci dice che T/N, i.e. la tassa corrente per contribuente, dovrebbe essere: T/N = 0.0074/(148*0.78) = 0.00006 Mi chiedo se il numero sia giusto.