logo


  1. Claudio Braccesi Rispondi

    Pongo una questione: non vi sembra che il sistema della "Ricerca", non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo, sia un sistema chiuso ed autoreferenziale che non ha alcuna connessione, altri direbbero ricaduta, sulla società nel suo complesso?. Non vi sembra che i cosidetti "referee", a qualunque livello siano chiamati ad agire, (valutazione pubblicazioni, valutazione progetti e bandi, etc.) siano complessivamente dei tronfi palloni gonfiati cooptati dal sistema autoreferenziale di cui sopra? Esagero? Forse. A me sembra però che il problema sia serio. La "Ricerca" non esiste e non è mai esistita, in nessuna società. Esiste e va coltivata invece la legittima aspirazione a migliorare il cui impulso è quasi sempre dato da un interesse economico, spesso privato e comunque a vantaggio di qualcuno (anche una nazione) rispetto ad un altro. Ciò implica che debba essere sempre e comunque assicurato il principio della concorrenza. Questo pone inevitabilmente una pietra tombale su qualsivoglia iniziativa che tronfiamente sia chiamata 'Ricerca' e che non poggi su questi banali e semplici principi.

  2. Luca Neri Rispondi

    Non conosco il meccanismo di valutazione del bando per i giovani ricercatori di quest'anno. Per il bando 2008-2009 (le cui valutazioni sono state pubblicate a Marzo 2010) so che la valutazione e' stata condotta in collaborazione e con i referee del NIH (USA) adottandone i criteri e il meccanismo di scoring. Da anni questo meccanismo ha favorito il miglioramento della qualità della ricerca negli Stati Uniti come testimoniato dai dati pubblicati dal NIH. La trasparenza del meccanismo di valutazione in quel caso era garantita dal fatto che i criteri NIH sono noti e pubblici. I limiti della valutazione prodotta per il bando 2008 risiedono nel fatto che non sono state rese pubbliche le revisioni per il miglior 50% dei progetti (rendendo incontestabili le assegnazioni), i progetti sono stati accettati o rigettati senza richiesta di revisioni o chiarificazioni, la pubblicazione dei risultati e' avvenuta circa 2 anni dopo la chiusura del bando. Questi aspetti devono essere modificati.

  3. alessio valentini Rispondi

    Ho partecipato a valutazioni di progetti europei di ricerca come valutatore e come valutato e mi sono reso conto che non esiste la valutazione perfetta. Di sicuro, come giustamente è sottolineato dall'articolo, il diavolo sta nei dettagli. Mi sono sempre chiesto come vengono scelti i referee: io mi sono registrato diverse volte ma non sono mai stato selezionato. Eppure sono considerato un esperto nel mio settore..... In ogni caso la valutazione va sempre bene, anche se imperfetta. L'alternativa è solo l'arbitrio.

  4. carlo batini Rispondi

    Bell'articolo, condivisibile, non ho altro da aggiungere. Forse si potrebbe chiedere a qualche onorevole di farsi portavoce con una interrogazione parlamentare.

  5. Andrea Rispondi

    Purtroppo anche con tre revisori per progetto (di cui magari uno internazionale), quando le risorse sono cosi' scarse da permettere il finanziamento di solo il 3% dei progetti presentati, l'arbitrio entra pesantemente in gioco. E' un semplice fatto di calcolo delle probabilita': se viene finanziato solo il 3% dei progetti e' probabile trovarne altrettanti progetti di piu' o meno pari valore (se valutati da un'altra commissione competente ed indipendente) tra quelli scartati? La risposta e' facilmente si'. Se invece fosse finanziato il 20% dei progetti (cioe' uno su cinque) la risposta sarebbe facilmente no (le scelte delle due commissioni sarebbero largamente sovrapponibili).