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  1. Andrea Rispondi

    Ottimo articolo. Corrisponde alla visione che hanno le nostre donne del problema. Ecco come la pensano http://wp.me/p1fB2G-eT

  2. eleonora saladini Rispondi

    Sul fallimento della politica, come sollamento dei partiti dalle reali esigenze dei cittadini, siamo tutti d'accordo.Il problema è che ledonne comunque non entrano in lista o non sono scelte dalle donne. Il Parlamento italiano è quello con la minore rappresentanza femminile in Europa. Quante direttrici di testate di giornali, reti Tv o, ad es., Direttori ASL ci sono rispetto agli uomini? Per non tacere di chi in politica è arrivata, o voleva arrivare, in cambio di prestazioni sessuali. E allora, purtroppo la voce delle donne si è fermata, non ci sono più le "reti" , anche informative e culturali del movimento femminile. Credo che però non si siano perse, ma siano più nascoste.La Legge sulle quote rosa, gentile omaggio di un Parlamento maschile, è il minimo che possa essere dato. Ma non vogliamo essere protette come una razza in estinzione negli zoo. Direi ragazze e signore riprendiamo la parole in famiglia, per strada, sui posti di lavoro per difendere e riaffermare la nostra dignità, la nostra autonomia e la nostra, enorme, ricchezza di esperienza e di vita.

  3. Ivan Rispondi

    La soluzione è semplice: le donne votino solo donne, per legge. La rappresentatività sarebbe assicurata.

  4. a.mensa Rispondi

    Mi stupisce tutto questo discutere, e questo sconcerto. Sono anni che il maggior mezzo di informazione/divertimento/distrazione non fa altro che presentare le donne come graziosi oggettini da ammirare (e sognare di toccare) annoverando tra le loro qualità gambe, tette e culi. E dopo un simile trattamento bisognerebbe pensare che hanno anche un cervello? Le prime demolitrici della figura femminile sono proprio le donne, che trovano nella scorciatoia del loro fascino l'arma per autopromuoversi. Quindi perchè stupirsi?

  5. Flavia De Paoli , Asparetto di Cerea VR Rispondi

    A questo punto le esigo! Poichè ho constatato personalmente che quasi sempre gli uomini, scelgono, designano, optano per un maschio, a prescindere dai meriti, dai titoli e dalle opportunità nelle rappresentanze politiche amministrative. Le donne sono destabilizzanti della prassi, del conformismo, vogliono controllare, vogliono conoscere, e gli uomini preferiscono essere tra di loro. Flavia

  6. Matteo Garofalo Rispondi

    Anche se nell'analisi complessiva cambia poco, c'è da notare che ad essere stata "azzerata" dal T.A.R. è la Giunta, non il Consiglio provinciale. In quel caso gli assessori non possono nemmeno dire di essere stati "eletti" direttamente anche dalle cittadine, dato che il meccanismo di nomina lascia completa discrezionalità al Presidente e, in ultima istanza, ai vertici locali dei partiti.

  7. ELIA Franco Rispondi

    E' un proverbio che mia madre mi ripeteva ogni qual volta lamentavo ingiustizie in politica. Rispetto l'opinione contraria alle quote rosa della ministra Garfagna anche se la sua affermazione appare piuttosto come una autocelebrazione di merito. Dimentica di dire però la ministra che se non ci fosse stato il sistema designativo selettivo partitico, imposto dalla nota legge animale, il riconoscimento del suo merito avrebbe avuto una strada molto più dura per le pari opportunità. Ritengo quindi che il criterio delle quote di genere sia il male minore per poter aprire finalmente la politica all'eguaglianza e alla responsabilità diretta e personale.

  8. AM Rispondi

    Condivido questo punto di vista. Personalmente mi auguro che aumenti anche in Italia il numero delle donne che fanno politica e sono sicuro che non si tratta di wishful thinking. Sono contrario al fatto che ciò avvenga obbligatoriamente. Penso inoltre che con una formulazione della legge che indichi specificamente la donna si pecchi di incostituzionalità. Semmai la legge dovrebbe prevedere che ognuno dei due sessi raggiunga almeno una data percentuale dei posti disponibili. Ma in futuro qualcuno potrebbe chiedere dei minimi di rappresentanza non solo per sesso, ma anche per minoranza etnica, per fede religiosa, per classi di età, per gli omosessuali, per i single, ecc..

  9. paola lorenzetti Rispondi

    Non potete sostenere che le quote rosa siano un fallimento, è troppo presto. Gli uomini hanno gestito la politica per migliaia di anni, non ci si poteva aspettare che, la prima volta che si sono utilizzate, tutto cambiasse come per miracolo. Le donne si sono trovate inserite in un sistema ancora completamente maschile, molte hanno mollato perchè non sono riuscite ad inserirsi ed a condividere modi, tempi e problematiche. Anche chi è rimasta fa molta fatica, pur se dotata di grinta e voglia di agire. Molto spesso gli uomini decidono fra di loro scavalcandoci, anche perchè si conoscevano già tutti ed a loro torna naturale fare riferimento ai vecchi metodi. Le quote rosa vanno comunque continuate, ed un po' alla volta sono sicura che la situazione migliorerà!

  10. Paolo Rocca Rispondi

    Concordo, il genere non è una qualità politica, nemmeno professionale. In secondo luogo, evitiamo anche la rappresentanza di genere: le donne possono votare uomini e gli uomini possono votare donne. Io, maschio, l'ho fatto tante volte, tutte le volte che le candidate erano secondo me di alto profilo.

  11. antonio Rispondi

    Gli uomini non escono allo scoperto e il tema diviene un monologo al femminile. Fa piacere che dopo 40 anni le quote rosa si cominciano a considerare come strumento corporativo. Se l'inserimento di giovani è troppo spesso trasformistico, quello delle donne è diverso? Conosco donne assessore molto brave ma anche tante che sembrano impiegate-funzionarie di partito, esattamente come gli uomini. A me come cittadino non interessa il sesso ma le capacità di politici e amministratori. Di questo si parla sempre poco come dei posti e particolarmente dei costi della politica italiana. Per questo servono stampa e magistratura compiacenti. Non solo per la destra ma anche per la sinistra, più o meno postcomunista, che non costa certo di meno.Le donne in sé non danno cambiamento. Non eludiamo il problema creando ancora più diffidenza fra i sessi. Ne abbiamo abbastanza di vetero femminismo.