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  1. Alberto Bottolo Rispondi

    Condivido le tesi del prof.Onado. Credo però che un punto essenziale meriti particolare cura: perchè il sistema non ha saputo autocorreggersi ? Il forte squilibrio nella bilancia dei pagamenti americana era arcinoto, le politiche troppo accomodanti di Greenspan discusse (e criticate) ampiamente. Addirittura Lehman (e non qualche ingenua Sparkasse) ha investito miliardi di dollari nel real estate USA in primavera 2007, quando i sintomi di crisi erano ben visibili. I campanelli d'allarme suonavano (HSBC, inizio 2007) ma nessuno voleva abbandonare il tavolo da gioco per primo... Fame di bonus, si dirà. D'accordo, ma i bonus legati alle performance di breve termine sono una conseguenza di un sistema troppo short termist, non la causa: gli analisti giudicano le società sulle trimestrali e i gestori di fondi sulle performance mensili... Non si tratta di aumentare la regolamentazione del sistema (banche e assicurazioni erano già ben regolate) riducendo il ruolo dei mercati ma di adeguarlo promuovendo una vera capacità dei mercati di correggere errori di valutazione negli asset così eclatanti.

  2. RinoB Rispondi

    Mi domando: queste regole che dovrebbero essere scritte, chi e perchè le dovrebbe scrivere? Penso che se si scrivessero, banche, economisti, istituti centrali, politici, imprenditori e manager quali margini avrebbero per le loro speculazioni, per la conquista del consenso, per la creazione di capitale, per la conquista del potere, per?!?! Servirebbero poche, piccole e semplici regole etico-economiche per garantire i "piccoli risparmiatori" che sono quelli che fanno il mercato, ma nessuno le fà. Mi viene il sospetto che poi, chi sbagliasse dovrebbe pagare di suo e non riuscirebbe più a polverizzare e spalmare le perdite sul mercato (piccoli risparmiatori). Sono scettico, per me non si scriveranno mai, Lei, Professore, cosa mi dice?

  3. Giovanni Federico Rispondi

    L'autore, nell'ultima frase, si è dimenticato di citare i vantaggi per gli esportatori cinesi, tedeschi in primis, ma anche italiani, che hanno venduto le loro merci ai consumatori USA.

  4. Lorenzo P. Rispondi

    Vorrei invitare colui che ha scritto questo articolo a dare uno sguardo alla variazione della mediana del reddito dei cittadini americani dagli anni 75 ad oggi. Cercando su wikipedia ho trovato dei numeri veramente "deludenti": in più di 30 anni circa 5% di crescita. Siamo propio sicuri che il problema sia solo di "carta" e di regole su come maneggiare la "carta"?

  5. franco Rispondi

    Ben scritte e chiare le pagine del libro del Prof. Onado che finirò per acquistare; quello che però interessa non è tanto il passato quanto cercare di capire meglio perchè accademici e analisti, con qualche rarissima eccezione, non abbiamo attraverso l'informazione finanziaria anticipato quello che sarebbe inevitabilmente accaduto! Forse anche loro non avevano le variabili sotto controllo!? L'analisi storica di un fenomeno economico finanziario se non è propedeutica all'elaborazione di previsioni tese a evitare il ripetersi di errori, a mio avviso, soddisfa solo parzialmente la sua funzione!

  6. michele Rispondi

    Il piccolo saggio fornito suggerisce l'urgente lettura del libro. Né c'era da aspettarsi di meno dalla penna di Marco Onado, unico economista che io conosca capace di intrecciare classici della letteratura russa o magari celebri calambours di Mark Twain, con concetti complessi di economia finanziaria magistralmente semplificati. Però gli chiederei: come si fa, specialmente se si crede nel mercato, a criticare gli acquisti di valori comunque premianti quando il mercato li offre? E' evidente che la bolla si gonfiava perché i detentori di risorse compravano: e che altro avrebbero dovuto fare? E che tutto il complesso marchingegno così ben descritto poteva girare proprio perchè c'era chi comprava. Ma allora non c'é che una via per prevenire situazioni così: impastoiare severamente e in vario modo ogni intermediario, a cominciare dalle banche (che una volta si chiamavano) commerciali, e chiunque raccolga risparmio a vista, e poi tutti gli altri. Tutti. Ma chi l'avesse proposto solo tre anni fa, sarebbe stato lapidato in pubblico. Specialmene in inglese. E oggi i "pentiti", più meno "collaboratori", sono davvero un po' troppi. O no? Eppure non era così difficile...

  7. capuzzo francesco Rispondi

    Tanti sapevano, tanti hanno approfittato, da qualche parte ci sono capitali enormi che aspettano di ripartire dopo che lo stato, cioè noi, abbiamo forse salvato la baracca. Domando, la politica è in grado di frenare questa globalizzazione tossica? In Italia, va tutto bene come ci raccontano? Io penso negativamente, mi piacerebbe avere un'opinione autorevole sul nostro futuro. Grazie