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  1. BOLLI PASQUALE Rispondi

    Il Ministro Tremonti con l'approvazione della commissione sulla disponibilità dei fondi al posto della provvigione sul massimo scoperto ha creato un grave danno alla ripresa dell'economia. La provvigione sul massimo scoperto, così come veniva applicata in passato, si calcolava sugli utilizzi del fido, cioè sugli accordati. La commissione sulla disponibilità dei fondi viene calcolata sull'accordato anche senza l'utilizzo del fido. Dare la possibilità agli istituti di credito di applicare una commissione sugli affidamenti, anche se in ragione del 0.5% trimestrale, significa oberare di notevoli costi finanziari l'economia reale del paese già abbasstanza dissestata. Perchè il Ministero, tecnico, prima che politico ha avuto tale atteggiamento nei confronti del sistema creditizio? Perchè, da sempre il sistema politico è colluso con le banche. Sicuramente la vecchia provvigione sul massimo scoperto creava meno danni e si non si doveva sostituire. Si è preferito fare proclami politici, agevolare le banche nel fare profitti, ma danneggiare gli operatori economici. Il Ministro Tremonti, quindi non ha aiutato, ma beffeggiato le imprese.

  2. Jonkind Rispondi
    Beh, a leggere il bilancio e l'attività della Marcegaglia Spa, direi che ci guadagna sopratutto l'azienda di famiglia. Della serie, vieni avanti conflitto di interesse.
  3. ANGELO MATELLINI Rispondi

    l'ultimo cdm ha sbloccato risosre per pagare le imprese. Di per sè sembra una buona notizia e senz'altro la è. Ma il dubbio è quello che questo provvedimento avrebbe dovuto far parte della manovrina di un anno fà. Al contrario il Governo ha perso almeno sei mesi di tempo del 2008 per dimostrare che la crisi non esisteva se se c'era non riguardava l'Italia. Questo anno di ritardo ha prodotto un danno enorme alle imprese che forse Emma Marcegaglia dovrebbe valutare quando interviene criticando una volta si e una volta no il Governo.

  4. Giovanni Napol Rispondi

    Ancora una volta assistiamo ad un nuovo annuncio. Difficile da interpretare per gli addetti ai lavori e perfino ai potenziali beneficiari. Figuriamoci alle persone normali. L'informazione vine gestita in modo da alimentare una cortina fumogena con un senso finale positivo. L'obiettivo è lasciar intendere che il governo si muove e agisce contro la crisi. Poi il cosa, il come, il quanto, cioè la realtà, anche se è l'esatto contrario di quanto affermato, non importa e non serve. L'importante è tirare avanti con gli annunci. Settimana dopo settimana. Mancano all'appello 37 mld di entrate fiscali, e il nostro Tramonto cosa dice?: "Siamo in linea con le previsioni"! Meno male.

  5. Filippo Strati Rispondi

    Sono anch'io in cerca di chiarimenti su alcuni interventi a favore dell'occupazione. Autoimpiego: la possibilità di fruire dei sussidi in una unica erogazione era già contemplata per i lavoratori in mobilità. Contratti di solidarietà: l'integrazione salariale è allineata alla CIGS, ma già altri incentivi non hanno stimolato l’uso di tali contratti. Formazione durante la CIGS: già strumento dei piani di ristrutturazione aziendale, ma la nuova norma prevede che i lavoratori in CIGS (80% dell’ultima retribuzione) possono essere impiegati nell’attività produttiva dell’impresa di appartenenza tramite progetti di formazione o riqualificazione con un costo aziendale ridotto (l’altro 20% dell’ultima retribuzione). Fonti di informazione rilevano che, in aree territoriali ove mancano controlli efficaci, alcune imprese fanno lavorare “a nero” dipendenti messi in CIGS. Il nuovo provvedimento vuole sanare questa illegale attitudine? Non si legittima così una pratica scorretta per ridurre il costo diretto del lavoro da parte di imprese con posizione di mercato relativamente buona ma strenuamente nascosta per ottenere la GIGS?

  6. rita Rispondi

    Posto che si è trattato di una manovrina perchè stiamo parlando di due miliardi che sono una goccia nel mare ( scandaloso pensare che ci arrampichiamo sugli specchi per stanziare 2 miliardi senza assestare un colpo mortale ai conti pubblici, quando abbiamo un tesoretto di evasione da più di cento miliardi). Ciò posto consumi e ammortizzatori sono in pratica due facce dello stesso fenomeno, perchè chi non è colpito dalla crisi non ha motivo di smettere di consumare, sono coloro che vedono ridursi il reddito disponibile che devono per forza ridurre la loro spesa. Oa stanno per scadere le settimane di cassa integrazione, non mi pare ci sia rimedio nel decreto, i lavoratori menzionati da Draghi come non tutelati continuano a rimanere tali, e noi non possiamo non chiederci come mai il problema non è prioritario. L'impressione è che ci sia la convinzione che il Paese era tirato dall'export prima della crisi e che questa situazione non è modificabile nel breve periodo (per esempio a causa di retribuzioni troppo basse), quindi conviene pensare a tenere vitali i canali di domanda estera.

  7. Loreto Ruscio Rispondi

    Non sono un tecnico e non mi permetto quindi di entrare nel merito del provvedimento del governo ne' dell'articolo. Mi solletica però una domanda: perchè queste cose non vengone riportate sugli organi di stampa nazionali, e, meglio ancora, poste come domande ai ministri competenti? Ho letto il Corriere della Sera che riportava solo giudizi positivi da Monti, in prima pagina, fino a Confindustria.