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  1. Giuseppe Migliore Rispondi

    Sono d'accordo, in gran parte. Credo che l'aspetto più rilevante sia l'eccessiva frammentarietà degli interventi apportati. Tale frammentarietà salta agli occhi di tutti (o quasi), e credo che in un momento così delicato sia l'unica strada che sicuramente non dovrebbe essere percorsa. Noi cittadini abbiamo necessità di avere certezza e una linea coerente nel tempo. Altro pericolo che ravviso, riguarda gli interventi che "buttano il fumo negli occhi", ossia, vendono qualcosa che non c'è. Mi chiedo, per esempio, che senso ha eliminare l'ici sulla prima casa e prelevare quel mancato gettito dall'inserimento di altre imposte, che danno meno nell'occhio?

  2. mlv Rispondi

    Vero. Condivido gran parte del contenuto dell'articolo e attendo con ansia manovre più incisive e "rischiose". Prima però bisogna che si metta mano alla riforma delle pensioni e agli sprechi della P.A. Se no che senso poitico ha la riduzione delle imposte generalizzate.! Un suicidio.! Adesso spetta alla maggioranza delle forze che contano, quali sindacati e associazioni categoria, "concertare" (che parola odiosa), una strategia comune, per una riduzione del peso dello stato e della P.A. sui conti di tutti, in assenza perchè rischiare la piazza? Certo nell'immediato un'agevolazione per le famiglie che sopportano il peso maggiore (vuoi perchè numerorose, o con familiari con handicap o troppo anziani sulle spalle) ci vorrebbe, come anche però una loro maggiore consapevolezza che il male non è l'artigiano e lo studio di settore come ci vogliono fare credere !