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  1. Paolo Rispondi

    Onado ha proprio ragione. Il capitalismo finanziario italiano è da sempre gestito da una oligatrchia ristretta, che tende ad essere inevitablmente preda della tenatzione di usare il proprio potere (e i propri voti) a discapito degli azionisti di minoranza e degli outsider. I manager delle imprese, come peraltro dappertutto, non amano essere esposti al rischio di essere sostituiti da manager migliori. Ora la Consob, che già in altre occasioni (Parmalat, Cirio e altre ancora) aveva dato prova di tartufismo, si fa coinvolgere dagli interessi di parte che dovrebbe, invece, sorvegliare e tenere a freno. Un bel pasticcio! E un danno per gli Italiani.

  2. luigi zoppoli Rispondi

    Questa robaccia pare il pagamento della prima rata del debito acceso con gli eroi di CAI i quali, con l'entusiasta supporto del governo hanno addossato alle pubbliche finanze ed agli italiani 3/4 miliardi. A seguire le prossime rate.

  3. Fabio Fedel Rispondi

    Condivido appieno il commento di Onado. Questi provvedimenti anche se vengono vestiti con argomenti di facile demagogia e trovano d'accordo, purtroppo, proprietà e sindacati sono fortemente dannosi per una crescita della nostra economia. "Il difendere i campioni nazionali" ha fatto molti danni all'economia del nostro Paese. Un provvedimento di questo tipo, può avere un senso transitorio nel caso, come è successo, che le istituzioni finanziarie non funzionassero. Ora però il rischio di fallimento sembra passato, quindi queste misure vanno tolte. In particolare credo fermamente che i buy back di azioni proprie vadano proprio vietati, se non finalizzati alla riduzione del patrimonio netto. Esiste infatti un disallineamento informativo inaccettabile tra management che decide il buy back e mercato. Ma questo argomento meriterebbe di essere trattato a parte.