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  1. Laura Benigni Rispondi

    Sarebbe interessante sapere come la nuova metodologia di calcolo della povertà influisce sulla certificazione ISEE che rappresenta la certificazione indispensabile per ogni richiesta di accesso a sconti, vouchers, servizi, contributi del nuovo e del vecchio welfare.

  2. giuseppe pazzaglia Rispondi

    Molti politici per arraffare voti e la chiesa per arraffare consensi e fondi, spesso a motivo dell'effetto che suscita sui benpensanti, lanciano dati sulla povertà in Italia. Ora, pur accettando i concetti teorici di povertà assoluta o relativa, viene il sospetto che i dati raccolti ed elaborati nulla hanno a che vedere con la realtà. E questo per una ragione evidente. Il popolo italiano risulta essere uno dei più incalliti evasori del pianeta: almeno stando ad altri dati, pure diffusi e strumentalizzati secondo necessità. E questa evasione, è risaputo, non salva nessuna categoria sociale. Si parla di evasione fiscale di miliardi, cifra cioè che a stento si comprende e si ricorda data l'elevatezza del suo valore. Allora, se non si sa chi partecipa e in che misura alla divisione di questa ricchissima torta, ci si deve pur chiedere: come si fa a dare dati attendibili sulla disponibilità reale di ogni cittadino? Ergo: chi è veramente povero e chi falso povero?

  3. Alloni Diego Rispondi

    Grazie alla Sabbadini ed all'ISTAT per l'originale ipotesi ed il lavoro svolto, ma... A parte alcuni dati inconcepibili sui documenti originali, come consumi energetici da abitazioni con certificato di risparmio energetico che emergerebbero da famiglie con infissi cadenti ed elettrodomestici di classe C, ciò che più colpisce è l'assenza dei veri poveri assoluti. Per esempio, ogni anno la magistratura crea decine di migliaia di papà separati indigenti, che rimangono tali per almeno 20 anni e che oggi sono almeno un milione: l'85% dei papà separati non guadagna 1500 euro/mese, ne sborsa in media 700 per assegni di mantenimento e spese straordinarie ai figli (1,5 minori o maggiorenni) e non paga meno di 500 l'alloggio in affitto, se mai se lo potesse permettere. A proposito, nel calcolo del costo abitativo, l'incidenza dei mutui non richiederebbe alcuna regressione lineare e soprattutto riserverebbe sorprese per il 2008. Dimenticavo che la ricerca ISTAT recita: "Dalla stima sono escluse le famiglie in abitazione impropria, quali roulotte, baracche, container, eccetera". Dove, per fortuna, non troviamo alcuna famiglia "con a capo una donna". L'deologia è una rendita certa contro la povertà.