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  1. Antonio Pandolfi Rispondi

    Dove si può trovare una valutazione, analoga a quella descritta nell'articolo, dell'operazione che ha portato alla costituzione del Fondo Immobili Pubblici ?

  2. luciano Rispondi

    La vendita degli immobili pubblici, cioè di un patrimonio della collettività, a prezzi di gran lunga inferiori a quelli di mercato, ha semplicemente contribuito a trasferire una parte di ricchezza pubblica nelle mani di pochi personaggi, alterando oltretutto un mercato delicatissimo come quello immobiliare, concentrando una buona fetta del bene-casa nella disponibilità di poche società che hanno ancor più la possibilità di "fare" il prezzo sul mercato, soprattutto a danno delle fasce medio-basse di reddito. Per non parlare dei costi futuri sul bilancio dello Stato per il pagamento dei canoni di locazione per quegli edifici che lo Stato ha venduto, a prezzi irrisori, e che contemporaneamente ha preso in locazione, pagando un affitto alla nuova proprietà. Vendereste il vostro appartamento a metà del prezzo di mercato e prendereste contemporaneamente in affitto lo stesso appartamento a prezzo di mercato? Lo Stato ha fatto esattamente così!!! Tutto questo si traduce, per il venir meno di altre risorse impegnate per il pagamento dei canoni di locazione, in sempre minori servizi per la collettività (scuola, sanità e altro) in special modo sempre per le fasce di reddito medio-basse.

  3. Donato Didonna Rispondi

    La sciagurata stagione delle "valorizzazioni" di patrimoni immobiliari pubblici, in chiave di dismissioni, continua in Sicilia con immutate aspettative di ritorni finanziari in bilancio.

  4. Milone Mario Rispondi

    Con SCIP 1 e SCIP 2 sono state cartolarizzate complessivamente 90.393 unità immobiliari che gli enti non erano riusciti a vendere con l’obiettivo di fare subito cassa grazie al già collaudato strumento finanziario di origine anglosassone scippandoli agli enti proprietari con il risultato però che le procedure di vendita e di gestione sono rimaste affidate agli enti, i ritardi sono perdurati e si sono aggravati enormemente i costi di SCIP 2 che solo fino al 31 dicembre 2007 è costata oltre 1,3 miliardi. Il Ministro Tremonti, prendendo atto dell’enormità dei costi finanziari e di funzionamento della SCIP e per evitare l’escussione della garanzia dello Stato concessa sui finanziamenti ricevuti dalla stessa la mette in liquidazione ritrasferendo il patrimonio invenduto agli enti originariamente proprietari e chiudendo frettolosamente la stagione delle cartolarizzazioni frutto avvelenato di “banchieri travestiti da statisti”, di “speculatori - benefattori” e della “tecno-finanza”. In 13 anni, a fronte di un patrimonio complessivo stimato 18,1 miliardi ne sono stati incassati solo 10,4 mentre, se si fosse venduto al valore catastale si sarebbero incassati subito almeno 12,5 miliardi.