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  1. enrica Rispondi

    infatti, il danno non è dei miseri mortali dipendenti contrattualizzati delle prefettrue, ma i lfatto che in ognuna c'è un rapporto dirigente/dipedente di 1 a 10. con stipendi assurdi(carriera prefettizia)

  2. Pietro Blu Giandonato Rispondi

    Scrivo su un blog che si occupa di dati spaziali, di web 2.0 e di tecnologie legate alla integrazione e diffusione delle informazioni. Questo vostro articolo mi ha spinto a realizzare una mappa che potesse esprimere in maniera più efficace i dati riguardanti il dimensionamento e le diseconomie delle prefetture. Sempre sul nostro blog, altri colleghi hanno scritto un articolo nel quale vengono approfondite questioni di "geografia giudiziaria" che ben si sono prestate alla realizzazione di altre mappe. L'uso di strumenti per la realizzazione e la condivisione di mappe produce senza dubbio potenti sinergie con questioni che apparentemente nulla hanno a che fare con la geografia, ma che invece possono acquisire ulteriore chiarezza e vigore da essa. Per quanto mi riguarda, sono certo che non mancheranno altre occasioni nelle quali realizzerò altre mappe che potranno arricchire le approfondite analisi che lavoce.info conduce con estrema professionalità e cura.

  3. Insegnante Rispondi

    Condivido quanto esposto. Anche nella Pubblica Istruzione le articolazioni provinciali costituiscono uno spreco che potrebbe essere ridotto concentrando gli uffici su base regionale e, per non penalizzare gli utenti, consentire un'interazione via internet. Preoccupante è, nelle scuole, il problema dei debiti sommersi che è originato dal modo in cui vengono predisposti i bilanci delle singole scuole. Mentre in essi vi è l'obbligo di registrare le fatture e le spese non possono superare le entrate, tale regola non vale per i debiti verso i dipendenti. Pertanto molti Dirigenti Scolastici, per garantire il servizio, sforano le disponibilità e non espongono in bilancio i debiti. Poichè, alla fine, i dipendenti vanno pagati ecco emergere le periodiche lamentele che appaiono sui quotidiani e che comportano ritardi che possono tranquillamente superare i 360 giorni.

  4. Emanuele Masiello Rispondi

    Anche in altri comparti statali aventi articolazioni territoriali potrebbero ottenersi consistenti risparmi di spesa. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ad esempio, è articolato territorialmente mediante Direzioni Regionali, aventi sede nei capoluoghi di regione, e Sovrintendenze di settore, localizzate prevalentemente nei capoluoghi di provincia. Se tale articolazione può avere validità ed efficacia nel caso di regioni più grandi e con patrimoni culturali più ricchi (ad esempio la Toscana, il Lazio, il Veneto, ecc.), non altrettanto può dirsi nel caso di regioni più piccole e con patrimoni culturali più modesti (ad esempio il Molise). Eppure, anche in Molise vi è, come in tutte le altre regioni a statuo ordinario, una Direzione Regionale e varie Sovrintendenze di settore (ai beni architettonici, archeologici, storico-artistici), che potrebbero essere accorpate in un unico organo di tutela territoriale, oppure aggregate ad esempio alla Direzione Regionale dell'Abruzzo.

  5. Bruno De Leo Rispondi

    La presenza di debiti sommersi delle Amministrazioni centrali e locali ritengo sia un problema che andrebbe opportunamente approfondito e possibilmente eliminato attraverso la contestazione di responsabilità contabili perseguibili patrimonialmente dalla Corte dei conti, atteso che si creano danni non marginali alla finanza pubblica (basti pensare agli interessi di mora e alle spese di giustizia che vengono poi poste a carico delle finanze pubbliche). Per quanto riguarda la riorganizzazione degli Uffici periferici del Ministero dell'Interno non può che concordarsi con le indicazioni degli Autori con la sottolineatura che, per quanto riguarda le Prefetture, andrebbero attentamente esaminate le loro funzioni per valutarne la necessità.

  6. Alessandro Simonetta Rispondi
    Perchè non pensare anche ad un traferimento di funzioni dalle prefetture alle Province? Il riassetto territoriale e funzionale dell'Amministrazione statale è giusto che avvenga, ma è altresì giusto che esista una strategia di più ampio respiro che coinvolga anche il riassetto funzionale (e la valorizzazione degli enti territoriali).
  7. Massimo Romano Rispondi

    Credo sia ormai indispensabile affrontare seriamente il tema della razionalizzazione dell'organizzazione amministrativa italiana, piuttosto che indugiare in un progetto federalista vago e dai costi imprecisati. Le prefetture potrebbero essere un primo obiettivo. Di impatto certamente maggiore un intervento di razionalizzazione sulle forze di polizia (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizie Municipali, Corpo Forestale dello Stato e Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, polizie regionali, polizie provinciali, ecc.), tenendo presente che almeno il 25% del personale è impegnato in attività di autoamministrazione. Infine, è indispensabile è un intervento sul modello comunale, riducendo drasticamente il numero di comuni. Credo siano questi i temi sui quali occorre sensibilizzare l'opinione pubblica.

  8. gianfranco brevetto Rispondi

    ho letto con attenzione l'articolo di enza caruso e giuseppe pisauro al quale mi riferisco volendomi soffermare sul problema prefetture. Se si prende in considerazione solo il fattore risparmio occorre dire che le prefetture non hanno, come in francia, una base costituzionale. Esse, in quanto organo periferico a competenza generale, hanno una serie di funzioni proprie dello stato centrale. le stesse storicamente hanno assunto varie competenze in virtù delle più o meno complesse problematiche legate alla presenza statale e di bilanciamento dei poteri degli enti locali. Io credo che il vero problema, prima che dal punto di vista di bilancio (per i quale tutti gli indici e tutte le dimensioni territoriali sono buoni), è quello del loro ruolo attuale ed, in prospettiva, nei nuovi (?) equilibri istituzionali. Ricordiamo che un importante tentativo del loro rilancio fu fatto agli inizi di questo decennio con la loro traformazione in Uffici territoriali del Governo. Su questa riforma furono fatti poi passi indietro in sede di attuazione. A rigor di logica occorrerebbe prima interrogarsi sul loro ruolo e poi definirne gli ambiti territoriali ed i relativi standards ottimali.

  9. Pippo Scrofina Rispondi
    Spero che il vostro suggerimento faccia strada: meno prefetture (io ho l'impressione che si potrebbero anche abolire tutte, ma non sono ben documentato) e solo nelle province più grandi, col doppio risparmio di minori spese dirette e minore incentivo ad istituire e mantenere province piccole (io le abolirei tutte, piccole e grandi).