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  1. mario lorenzini Rispondi

    Ho fatto propaganda per l'euro e ho un certificato rilasciato dall'allora Ministero dell'Economia e delle Finanze. A distanza di dieci anni ho delle remore. Ciampi è livornese e a Livorno non si può dire male di Ciampi. Ma se fosse stata posta una maggiore cautela forse quello che prima costava mille lire e oggi costa un euro poteva essere studiato meglio il passaggio.

  2. Vincenzo Russo Rispondi

    Pochi percepiscono l’euro come un successo, e a ragione. La sua nascita è stata accompagnata da un madornale errore di comunicazione. Quasi nessuno ha mai avuto il coraggio di affermare pubblicamente che l’euro e gli obiettivi di Maastricht vengono da lontano, ed in quel preciso contesto storico economico, hanno rappresentato il paravento dietro al quale celare le dure politiche di deflazione competitiva che i paesi europei avevano già deciso di attuare, ma per le quali era necessaria una cooperazione che solo l’unione monetaria poteva garantire. Queste erano già le priorità dei paesi del G5 riunitesi a Tokyo nel 1979. Da allora, infatti, la disinflazione divenne l’unico vero obiettivo. Su ciò si è poi innestato il consolidamento del processo di integrazione politica, di là da venire. Senza contare la scarsa mobilità del lavoro, la poca flessibilità salariale e un bilancio europeo non sufficientemente centralizzato. I paesi si sono adattati. Difficile imputare all’euro la creazione di quei posti di lavoro. In Italia è certo che il miglioramento della situazione occupazionale, dal 1990, è avvenuto in concomitanza con una forte precarizzazione del lavoro ed una riduzione dei salari!

  3. Luciano Rispondi

    In un mondo di piena liberta di capitali e cambi fissi, com'era l'Europa nel 1998, la conduzione delle politiche monetarie non poteva risultare autonoma, dato che ogni politica domestica espansiva sarebbe stata contrastata da una perdita di riserve, mentre la libertà dei cambi sarebbe risultata incompatibile con il mercato unico. Un diverso punto di vista vedeva nella competizione valutaria la soluzione per arrivare alla moneta unica. Ma la valuta avrebbe dovuto sostituirsi alle altre in tutte le funzioni che la teoria riconosce alla moneta: unità di conto, mezzo di scambio e riserva di valore. Soluzione non realizzabile dato, che lo Stato può non accettare il pagamento delle tasse con moneta diversa da quella nazionale. Al coordinamento delle politiche monetarie è seguita l'istituzionalizzazione dello stesso, per evitare comportamenti non cooperativi. Avere tante politiche monetarie tenute insieme dai cambi fissi non è avere una politica monetaria unica e i cambi fissi sono credibili ex-post, non ex-ante. Una moneta unica risolve alla radice tutti questi problemi.

  4. vincenzo Rispondi

    Non sono d'accordo con l'articolo. A mio avviso l'Euro è un fallimento. L'unione monetaria ha ovviamente privato i singoli stati di uno strumento fondamentale come la politica monetaria; paesi con problematiche differenti hanno e avranno bisogno di politiche monetarie diverse; dove c'è rischio inflazione e dove invece c'è bisogno di offerta di moneta per sostenere la crescita, come posson questi due paesi coesistere all'interno di un unione monetaria?Può una sola politica monetaria sostenere la crescita e contenere l'innflazione allo stesso tempo? Quali sono i costi di questo enorme compromesso della bce? Unione monetaria presuppone omogeneità dei paesi membri, ma l'europa allargata non presenta queste caratteristiche. A mio avviso l'unione monetaria ha portato svantaggi ai paesi cenrali e avvantaggiato all'inizio i paesi periferici dell'unione monetaria. A mio avviso con le monete nazionali le economei dei paesi ne avrebbero tratto vantaggio. E non voglio neanche cominciare a parlare della perdita di potere d'aquisto e dell'impoverimento dei ceti medi che sono decisamente collegati all'euro.

  5. Davide Prandi Rispondi

    Noto con rammarico che questo decimo anniversario dell'Euro non sia stato celebrato con la dovuta importanza. Grazie alla voce.info per avercelo ricordato. Non mi aspettavo di sicuro che un governo nato da un onda anti-europea lo celebrasse, mi aspettavo però che di fronte all'attuale crisi finanziaria si mostrasse il dovuto rispetto ad un progetto cosi' riuscito! Certo c'è ancora tanto da fare e lavorare ma l'Euro e l'Europa sono il nostro necessario e inveitabile futuro senza se e senza ma. Voglio ricordare solo una piccola cosa: come e' bello e utile muoversi in 16 stati europei e sentirsi come nel negozio sottocasa? Quante opportunità offre a tutti noi? Alle nostre aziende, ai nostri turisti, ai nostri studenti? Il mondo oggi è un po' migliore grazie all'EURO. Non dimentichiamolo.

  6. mirco Rispondi

    "incremento dell'inflazione dello 0,3 per cento e abbia creato uno scostamento tra inflazione e aspettative". Parto da questa frase riportata nell'articolo e mi vengono in mente tutte le volte in cui si sono create ad arte speculazioni sui prezzi, in Italia almeno. Vi ricordate che appena nevicava il radicchio saliva saliva a prezzi stellari e magari la neve non aveva influenzato il prezzo tanto che in altri paesi le stesse verdure costavano meno. Stranamente con la neve di qusto ultimo inverno, la gente fa bene a non spendere! Questo per sottolineare che euro o non euro abbiamo una classe dirigente disgustosa!