logo


  1. renato foresto Rispondi

    I costi della produzione delle 11 Asl Emiliane-romagnole variavano nel 2005 (fonte Corte dei conti bolognese) da 1508 per abitante di quella di Reggio alle 2013 di Imola. Quale potrebbe essere il costo standard valevole per tutti?

  2. Francesco Campana Rispondi

    Scrivo semplicemente per sottolineare che ancora gli analisti non hanno capito a sufficienza il divario enorme che permane in materia di potere d'acquisto del salario tra NORD e SUD, ovviamente a vantaggio di quest'ultimo. Pertanto ogni analisi che non implementa questa, oserei dire, ovvietà corroborata dall'esperienza in campo, genera una falsa informazione. Alcuni esempi: 1. la casa al Nord costa mediamente il doppio rispetto al Sud; 2. la scuola al Nord costa mediamente 1/3 in più rispetto al Sud; 3. i trasporti costano il doppio al Nord rispetto al Sud; 4. le tasse al Nord le pagano tutti, al Sud no; 5. il lavoro al Nord produce valore aggiunto al sistema, al Sud rappresenta una palla al piede del sistema (Regione Sicilia 30.000 impiegati - Regione Lombardia 3000 impiegati). Alla luce delle predette considerazioni non capisco perchè ancora non si parla apertamente della reintroduzione delle gabbie salariali, anche per favorire gli investimenti al Sud e consentire alle famiglie del Nord di portarsi al livello di benessere delle famiglie del Sud (un esempio: provate a verificare quante case, e che case, possiede mediamente una famiglia del Sud).

    • La redazione Rispondi

      Il prezzo dei farmaci a pagamento è comunque uguale al Sud come al Nord!

  3. loredano milani Rispondi

    Egregio prof. Mapelli, ho letto il suo interessantissimo articolo sui costi standard al riguardo avrei due osservazioni: -nel calcolare la spesa del pubblico nel sud si è tenuto conto dell' entità del privato convenzionato che potrebbe essere fonte di induzione ed inappropriatezza? - l'efficienza deriverebbe dal momento che verrebbero allocate meno risorse e quindi vi sarebbe la spinta ad operare meglio: è sempre vero o non ci sarebbe una riduzione del servizio; forse dovrebbe essere introdotto un vincolo sulla qualità gestito dai vari attori (ASL o Aziende, società scientifiche, associazioni di pazienti).

    • La redazione Rispondi

      Le prestazioni dei privati convenzionati o accreditati con il SSN sono comprese tra la spesa pubblica. Il privato accreditato non è la sola causa di induzione e inappropriatezza: a volte anche il pubblico opera secondo queste logiche. Finanziare a costi standard induce ad una maggiore disciplina nel controllo dei costi e nell'eliminazione degli sprechi, anche se non si può escludere il rischio di uno scadimento della qualità.

  4. Maurizio Cassi Rispondi

    Più che un commento la mia è una domanda, non avendo io una sufficiente conoscenza dei metodi di calcolo utilizzati in questo ambito: si tiene o no in considerazione la diversa dimensione della popolazione su cui si spalmano i costi fissi, che sono più rigidi di quelli variabili? Cioè: se un certo ammontare di capitale fisso (per esempio un'attrezzatura particolarmente costosa, un ospedale, ecc.) può essere utilizzato in modo del tutto efficiente da una regione con x milioni di abitanti perché quella è la dimensione ottimale dell'utenza, come potrà essere efficiente una regione costretta ad acquistare la stessa attrezzatura (una TAC o una risonanza magnetica non sono frazionabili!) per servire un numero di abitanti y molto minore di x? In altre parole: Il metodo di calcolo dei costi standard tiene conto del fatto che i costi fissi pesano molto più in Molise o in Basilicata che in Lombardia? Qualcuno mi saprebbe rispondere, per favore?

    • La redazione Rispondi

      L'osservazione sui costi fissi in relazione al bacino di utenza è corretta, ma va considerato che anche le piccole regioni possono attrarre pazienti da altre regioni e che comunque queste situazioni incidono relativamente poco sui costi totali.

  5. Lucio Tamagno Rispondi

    In Italia ed al'estero operano molte assicurazioni malattia con copertura completa o integrative ad altre prestazioni. Esistono costi standard per malattia o per trattamento credo, per molti di essi, non sia difficile un raffronto anche a livello europeo.

    • La redazione Rispondi

      Le assicurazioni però non diffondono generalmente queste informazioni. In Italia con il SSN questi problemi non esistono e con un buon sistema informativo è possibile ottenere dati sui costi di trattemento delle diverse malattie. Alcune regioni li raccolgono di routine.

  6. lucio Rispondi

    Il ragionamento è semplice ed efficace, i dati di riferimento inoppugnabili. Complimenti e grazie per il grande contributo di chiarezza che mi auguro possa essere di aiuto alle regioni, al governo e al parlamento nonché alle classi dirigenti che devono combattere gli sprechi nel rispetto delle reali esigenze delle popolazioni.