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LA RISPOSTA DI RENATO BRUNETTA

Con la rilevazione pilota di luglio 2008 il Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione ha voluto fornire un primo monitoraggio degli effetti della nuova normativa, introdotta con il decreto legge n. 112 (Legge 6 agosto 2008, n. 133), sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici, a poche settimane dalla sua approvazione.
Certo: vi era la consapevolezza che l’assenza di un vero campione statistico poteva comportare il rischio (improbabile, a dire il vero) di distorsioni. Ma in quel momento l’obiettivo prioritario era capire – fin da subito – se la strada imboccata era quella giusta, e non solo quantificare con precisione gli effetti dell’intervento. In questi mesi, però, il nostro lavoro non si è fermato. Ad agosto, grazie al contributo fornito dall’Istat, il piano di indagine utilizzato per il monitoraggio delle assenze per malattia è stato ridisegnato sotto il profilo metodologico e operativo.
A partire dal mese di settembre, l’Istat ha provveduto a definire i disegni di campionamento per le amministrazioni pubbliche più numerose, con specifiche procedure per il trattamento delle mancate risposte, finalizzate a eliminare gli eventuali fenomeni di autoselezione. I risultati delle nuove rilevazioni sono disponibili alla pagina:

http://www.funzionepubblica.it/ministro/pdf_home/Monitoraggio_AgoSet08.pdf

Ringraziamo il ministro Brunetta per la risposta. Approfondiremo, nei prossimi giorni, i dettagli dell’indagine e la metodologia con cui è stata realizzata.

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LA RISPOSTA AI COMMENTI

14 commenti

  1. Emanuele Costamagna

    Tutto chiaro. L’intervento del ministro conferma quanto l’abitudine ad essere precisi e chiari, cioè a non confondere le cose grazie alla genericità delle informazioni che si forniscono, non appartiene alla nostra classe dirigente. Le precisazioni del ministro arrivano puntualmente solo dopo che qualcuno si è accorto dell’incompletezza o dell’esagerazione, altrimenti si tace e si lascia credere che le cose stiano diversamente. Anche per il ministro Brunetta vale il principio: se nessuno se ne accorge, diamo la versione che ci conviene di più. Questa è l’Italia.

  2. alfredo

    In merito alla slide n. 20, vorrei si chiedesse al ministro Brunetta quale sia il costo per visite mediche effettuate dalle p.a. credo che si sia eccentuata le presenza di dipendenti onesti che si portano così avanti una febbricola per qualche settimana a fronte di due giorni di vero necessario riposo mentre si sia accentuata l’assenza prolungata dei "malati" cronici… immaginari.

  3. Enrico

    Stranamente quanto affermato sui giornali e nei vari programmi televisivi non aveva proprio questo tenore, anzi, alla luce di questa precisazione viene il dubbio che si trattasse solo di propaganda. In assenza di “un vero campione statistico” sarebbe il caso di non fare proclami. Un po’ di serietà non guasta e, a giudicare dalla risposta, nemmeno qualche congiuntivo farebbe male.

  4. grimaldi

    Non sopporto la supponenza, basata su dati Insufficienti, del ministro. E’ uno spacciatore di proclami. Oggi sui giornali si può leggere l’ennesimo slogan propagandistico, a proposito dei controlli installati a palazzo Chigi. Come un generale dopo una battaglia proclama:"Abbiamo vinto!" Gli chiedo di essere altrettanto presenzialista nel futuro e spero che continui ad informarci sull’esito della "Guerra" contro il pubblico impiego.

  5. GIANLUCA COCCO

    Al di là dei discutibili dati in termini di rappresentatività del campione, il suo provvedimento è tra i più vergognosi che la storia della legislazione sociale possa registrare. I meno colpiti dal provvedimento saranno probabilmente i falsi malati, molti dei quali sono disposti anche a sostenere il costo di rimanere reclusi 13 ore a casa pur di non andare a lavorare. Al contrario si colpiscono coloro che non possono avere l’assistenza di parenti e amici nelle loro primarie esigenze, tra le quali non ultima quella di recarsi a prendere dei medicinali. Inoltre, si costringono a rimanere reclusi in casa coloro che vivono episodi di depressione, per i quali tale restrizione può costituire un danno ulteriore. Probabilmente, nei suoi dati virtuosi ci sono coloro che hanno rinunciato alla malattia a causa di tale provvedimentoto repressivo, pur essendo loro sconsigliato recarsi al lavoro. Purtroppo, di fronte all’ennesimo atto contro i lavoratori, l’indignazione di pochi non può scalfire gli effetti del vostro regime populista.

  6. Maurizio

    Se il fenomeno è così vasto, una delle cause è senza dubbio la disaffezione al lavoro e qui le responsabilità saranno del sistema, ma uan buona va assegnata ad una classe dirigente che è prevalemtemente burocrata, che non sanno o non vogliono coinvolgere le persone. Poi succede che il "nanetto" fa un provvedimento, e tanti gli battono le mani, per alcuni versi anche da pazzoide ad esempio che chi è in malattia deve rimanre in casa dalle otto di mattina alle otto di sera; si vede proprio che chi ci comanda non va mai a fare la spesa o a fare qualsiasi altra commissione: una classe dirigente fuori da quella realtà che vive tutti i giorni la gente normale.

  7. de santis umberto

    Come sempre le statistiche si dimostrano una coperta strattonata da più parti. Essendo Brunetta esponente di spicco del Regime Pubblicitario imperante in Italia, gli slogan e le affermazioni di prinicpio condivisibili servono a nascondere una diversa realtà. Sia che serva ad approvare un decreto legge con la fiducia di un provvedimento conosciuto gli ultimi 3 giorni nella sua vera formunlazione, sia che serva a dimostrare la santità del ministro di turno. Meno male che la Chiesa Cattolica tende a sfuggire alla beatificazione di queste autoincensazioni. Qualcuno comincia ad aprire gli occhi.

  8. Enrico

    Sbaglierò, ma 1545 amministrazioni (sui dati delle quali si basano i risultati dell’ISTAT) sono pochine. In ogni caso si risparmia, fino a prova contraria, su gente che sta a casa perché è malata: sinceramente non capisco per quale motivo chi sta a casa per una settimana perché si becca un’influenza deve essere pagato di meno. Oltretutto vorrei porre in evidenza un altro aspetto: spesso uno/due giorni di assenza evitano assenze ben più lunghe (evitando l’aggravarsi della malattia). Per quanto riguarda quanto precisato da Brunetta ossia: Certo: vi era la consapevolezza che l’assenza di un vero campione statistico poteva comportare il rischio (improbabile, a dire il vero) di distorsioni. rilevo, con stupore, che di ciò il ministro non ha fatto alcun cenno nei NUMEROSISSIMI interventi pubblici da lui effettuati (comprese svariate comparsate nei vari salotti televisivi). Stranissimo per un tecnico serio e stimato come lui. Un altro caso, dopo quello Gelmini (e, purtroppo, innumerevoli altri) in cui gli attuali responsabili della cosa pubblica fanno rimpiangere … la Prima Repubblica. Almeno quei politici non pretendevano di insegnare agli altri come comportarsi ….

  9. mario

    Il vero problema è che il recupero dell’assenteismo non risolve, almeno fino a questo momento, un bel niente in tema di «fannullonismo», nel senso che i finti malati sono sì tornati in ufficio, ma a riscaldare la sedia La questione è che non si è per nulla risolta l’inerzia dei fannulloni di fatto [per intenderci dei dipendenti, dei funzionari e dei dirigenti] che stanno in ufficio solo fisicamente e, nei fatti, non forniscono alcun apporto alla soluzione dei problemi che affliggono i servizi cui sono preposti. Cito, a titolo di esempio, che nonostante le mie numerose segnalazioni al Ministro – per tutto l’estate e in questo scorcio di autunno – sulla “monnezza” e sull’indegno degrado delle strade dei quartieri esterni rispetto al centro di Anzio (in particolare, i lidi di “Cincinnato”, “Tor Materno” e “Sirene”, l’inerzia regna ancora sovrana. Come si vede quantunque il prof Brunetta minacci a parole di licenziare i dirigenti inefficienti, nei fatti il dirigente del Comune di Anzio è ancora lì, benché non si sia ancora degnato di far eliminare il menzionato degrado.

  10. Mario

    Antefatto: esame ecografico di insegnante di liceo in struttura pubblica in orario di lavoro (ore 10 -12 circa). Documentazione prodotta: 1- Attestato del medico che ha effettuato l’ecogarfia 2- Ricevuta pagamento del tiket sanitario 3- Visita fiscale pomeridiana con referto copiato dall’esame ecografico. Domanda: a quando il prelievo delle impronte digitali al fine di stabilire se la persona che ha effettuato l’esame clinico è la stessa che si è assentata dal posto di lavoro? Il fatto che il medesimo lavoratore l’anno precedente abbia fatto non più di 5 giorni. di assenza è ritenuto aggravante o attenuante?

  11. pecora nera

    Pagina 17, secondo punto: "Per le amministrazioni più numerose i risultati sono stati stimati sulla base delle risultanze desunte da un campione casuale, opportunamente ponderate con coefficienti di riporto all’universo". Fine della spiegazione. Se questa frase voleva assumere un qualche valore scientifico a mio parere era meglio un "credetemi". E’ sparito pure il dato delle assenze per altri motivi e la percentuale dei rispondenti sul totale giusto per avere un’idea di cosa stiamo parlando. In compenso sono comparse "stime" (senza specificare di quale tipo e come vengono calcolate), doppi asterischi e universi. Dal punto di vista esogeno al fenomeno considerato non ho letto commenti a proposito del periodo considerato. Per dirne una, l’estate passata è la prima a oltre 140 dollari al barile. Quando studiavo statistica si sentiva dire come battuta che "tutto può essere dimostrato, basta scegliere il campione opportuno". Non solo. Negli stessi anni sentivo anche dire che "talvolta non è importante quello che è ma quello che si sa".

  12. Phitio

    …se il signor suddetto Ministro Brunetta intende decurtare il proprio stipendio da deputato per ogni giorno di sua assenza dal parlamento, giustificata o ingiustificata, così come una persona riceve decurtazione allo stipendio per assenze da malattia, sana o veramente ammalata che sia. Bisogna dare esempi, non chiacchiere.

  13. Valerio

    Chi ben inizia è già a metà dell’opera. Sono tante le cose che non vanno in questa Italia il ministro ha incominciato a discapito dei fannulloni e dei furbi che sono il male di questo paese, perché il furbo (che poi è stupido) danneggia gli altri e sua volta danneggia se stesso.Se tutti avessero un po più di responsabilità le cose andrebbero molto meglio.Bisogna far cambiare la mentalità a queste persone, giustamente al momento la repressione è la cosa più giusta.

  14. assunta

    Mi piacerebbe sentir dire dal Ministro che è in corso un monitoraggio per individuare i veri fannulloni (che ogni dirigente conosce perfettamente ) e solo su quelli intervenire non su tutti che colpe non hanno se altri sono assenteisti cronici.A loro e solo a loro bisognerebbe detrarre dei soldi. Inoltre individuare anche chi usufruisce illegalmente della legge 104 e solo su quelli intervenire.Io ho veramente un figlio disabile gravissimo e non voglio per questo essere penalizzata per chi ne abusa.Insomma non inveiamo su tutti è proprio mortificante,al danno la beffa priprio non ci sto.

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