logo


  1. andrea Rispondi

    Egregi professori non credo che l'istituzione di nuovi organismi istituzionali europei sia possibile in mancanza di una chiara definizione della struttura politica di quello che finora e` solo poco piu' che un mercato unico. Inutile nasconderci dietro a un dito: l'Europa politica è all'impasse. Ogni volta che si vota un referendum per la Costituzione, questa viene sonoramente bocciata. Sarebbe grave far finta di nulla e procedere stolidamente creando sempre nuove istituzioni. Si cerchi piuttosto di costruire prima una (o piu'!) nazioni politiche, con il consenso popolare.

  2. Eblo Rispondi

    Peccato che questa legge preveda che lo stato possa intervenire anche senza la richiesta specifica della banca e che il tesoro andrà a comprare solo azioni privilegiate da far valere nelle varie assemblee a suon di voti. Oltre al fatto che mi turba alquanto il fatto che fino a ieri il comunista ero io! Siamo sicuri che sia il caso di dare anche questo potere al governo?

  3. Sara Calamunci Rispondi

    In questo scenario mondiale, oltre a varare misure e regole etiche e finanziarie condivise da tutti i governi, bisogna coinvolgere di più i cittadini del mondo. Con un discorso unificato e condiviso, bisogna dire ai cittadini che anche loro devono partecipare al salvataggio di tutta l'economia se non vogliamo la paralisi l'economia mondiale, se non vogliamo perdere ancora posti di lavoro, se non vogliamo che la crisi si aggravi di più, se non vogliamo pagare più di quanto abbiamo già fatto. E bisogna coinvolgerli, con un discorso diretto e senza giri di parole.

  4. PierGiorgio Gawronski Rispondi

    Bisognerebbe spiegare perché è importante il coordinamento Europeo (se una grande banca va in crisi, basta coordinarsi li per lì, come x la Fortis; non è questo il punto). E bisognerebbe evidenziare che il piano del governo italiano è bencongegnato, ma è ancora una volta "troppo poco, troppo tardi". Le autorità di tutto il mondo sono costantemente indietro, salvo UK. In realtà il coordinamento europeo è necessario per un solo grave motivo: i paesi EU possono fare da soli, ma non quelli ad alto debito pubblico. Qui una crisi bancaria o provoca il crollo della banca, o il crollo dei titoli del debito pubblico. In entrambi i casi, l'impatto sull'EU sarebbe devastante: xciò occorre coordinamento EU. Ma non è più tempo di ragionare all'interno del sistema finanziario. La crisi bancaria ci sarà, se la finanza sarà colpita dalla seconda ondata: la crisi dell'economia reale, che va perciò bloccata sul nascere. Come? 1 - riaprendo subito il credito alle imprese: nazionalizzare le banche ed obbligarle a prestare denaro. 2 - con una espansione fiscale forte, forse finanziata anche dalla BCE (Vedi dibattito sul caso Giappone 1990s). Queste misure, aspettative, impatto sui mercati, ora.

  5. Daniele Ferretti Rispondi

    Uno dei motivi principali per cui, a partire dal MEC si era partiti nella costrizione di quella che è divenuta la UE era proprio quella di costruire una forza economica in grado di competere con le allora superpotenze mondiali ed ora con le grandi aree di sviluppo a scala planetaria. Si può dire ciò che si vuole della globalizzazione, ma è evidente, oggi ancora più di ieri, che i localismi isolati rischiano, in misura sempre maggiore, di essere travolti dai grandi fenomeni economici, sociali e finanziari mondiali si non si possiede un'adeguata massa critica e se non si hanno meccanismi di regolazione e proposizione adeguatamente attrezzati a livello di grande area territoriale e non di singolo stato-nazione per le dimensioni che questi hanno nella regione europea. I tempi per l'adeguamento a questa sfida, nonostante il cammino compiuto in questa direzione nel corso degli anni, si stanno ora abbreviando anche sull'onda di questa crisi. Oggi più che mai pertanto è necessario che le istituzioni europee, e la classe dirigente che le presidia, si dimostrino adeguati alla sfida.

  6. Raimondo Rispondi

    Se dopo questa crisi l'Europa si sará liberata dal giogo americano, che ci ha visto pagare i consumi americani (civili e militari) in cambio di protezione/occupazione, beh la crisi sarà valsa la sofferenza, altrimenti dovremo soffrire ancora per supportare i consumi di un popolo di arroganti barbari (solo ieri la maggioranza degli americani dichiaravano che a loro non importava niente dell'esito della crisi fuori dagli USA, a loro interessava mantenere i loro privilegi). Personalmente credo dagli USA che questa sarà l'occasione per rendere effettivo il trattato di Lisbona, di ridurre drasticamente la sovranità nazionale a favore della sovranità dei burocrati europeisti.

  7. franco benoffi gambarova Rispondi

    Anztutto una grazie sincero per lo spazio che dedicate, con interventi sempre molto chiari e precisi all crisi finanziaria. E' la ripetizione di analogo ringraziamento fatto a Ilsole24ore. Un amichevole appunto: forse si sarebbe dovuto cominciare circa 15 mesi or sono. Così come io avrei dovuto leggere "Infectious Greed" di Frank Partnoy, ben prima di quanto ho fatto. I miei interventi da Cassandra, fatti alle assemblee FIAT e IFIL della primavera scorsa, sarebbero stati ancora più significativi. Ciò premesso, devo dare atto anch'io - che sono sempre molto critico nei confronti dei politici e del nostro Governo - del fatto che le decisioni strategiche sono demandate ad un organo tecnico quale la Banca d'Italia, gestita da un professionista di indubbi valore ed onestà, quale Mario Draghi. Come cittadino italiano e come incestitore, mi sento certamente più sicuro, perchè so che saranno evitati inciuci.

  8. Paolo Gallo Rispondi

    Non esiste un problema di integrazione finanziaria, semmai il contrario. Troppa correlazione fra i mercati per cui vengono travolti anche quelli sani come il nostro, per il resto La BCE (mostro giuridico) non pare muoversi nell'interesse dell'Italia. E' facile tagliare i tassi quando i buoi sono usciti dalla stalla. La verità è che il fallimento è dovuto alla globalizzazione, perchè economie diverse non si possono integrare in monete uniche senza creare il caos. Nulla c'entra la risposta organica che, tra l'altro, stanno già facendo con continue iniezione di liquidità. E' il sistema che ha perso la credibilità. E' collassato la globalizzazione si è trasformata inevitabilmente in una socializzazione dell'economia del pianeta. Il mercato libero non esiste più.

  9. mirco Rispondi

    Sono molto in accordo con le idee espresse nell'articolo. E' necessario che sul lungo periodo, magari, decidendo a breve, i governi europei si diano una struttura e regole in grado di agire a livello comunitario. Occorre cioè che si passi definitivamete ad abbracciare l'idea dell'europa federale. Nel brevissimo periodo invece secondo me occorrerbbe che i 15 o i 27 stati si riunissero e come facevavo gli armatori di un tempo decidessero di mettere in comune una quota di denaro in un fondo da utilizzare pe risarcire colui che avesse perso la nave e il carico. Meglio anzi occorrerebbe creare un fondo sovrano europeo che intervenisse comperando azioni delle banche in difficoltà e delle istituzioni finanziarie e che con un regolamento etico-economico, ispirato alla lettera dei trattati comunitari, agisse sui mercati con fini di svuluppo e progresso economico. Attenzione pero! Non una Iri finanziaria a livello europeo con i difetti della defunta Iri italiana.

  10. Massimo GIANNINI Rispondi

    Lo spirito dell'articolo e l'invito al coordinamento e a regole condivise in Europa é dai fatti dimostrato come cosa oramai ineludibile. Bisognerebbe cercare di dire esattamente cosa si vorrebbe fare nei dettagli e accettarne appunto lo spirito e le regole. Non sono convinto che valga la pena mettersi d'accordo per fare come negli Stati Uniti, dove quanto deciso non funziona o avrà effetti solo a medio termine. Anche in Europa gli Stati come le banche a volte non si fidano uno dell'altro. Certo bisogna far tutto fuori che prendere come esempio sempre gli Stati Uniti, che sono sì uniti, ma nel casino. Da troppo tempo lì la cultura prevalente é quella del giocatore, free rider e azzardo morale. Meglio la geometria variabile con regole di mercato unico e vigilanza unica.

  11. Bruno Stucchi Rispondi

    Quando fu introdotto l'euro si disse che, in mancanza di un'Europa politica, si era fatta almeno l'Europa dei banchieri. Adesso risulta che anche questa e' una ballla. Tra le tante.