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L’ARMATA MONTECITORIO

Qual è il profilo dei parlamentari che ci accingiamo a eleggere? Le nostre stime sui probabili eletti dicono che sarà riconfermato il 57 per cento dei deputati della scorsa legislatura. Solo uno su cinque è donna. Scende, di poco, l’età media. Il 71 per cento ha una laurea, per lo più umanistica. E solo l’Idv non ha nessun condannato, né prescritto.

SCHEDA 1 Quell’usato è sicuro?
SCHEDA 2 Anatomia dei candidati, partito per partito
SCHEDA 3 Studi, mestiere ed esperienza
SCHEDA 4 C’è del marcio in parlamento

 

Il tema del rinnovamento della classe politica è stato uno dei motivi dominanti di questa campagna elettorale. Eppure, a pochi giorni dal voto, poco si conosce sui candidati presenti nelle liste elettorali. Il loro numero totale è estremamente elevato: 8.840 alla Camera, 4.586 al Senato. Ma le informazioni rese disponibili agli elettori estremamente scarse.

UN QUADRO MOLTO OPACO

Lavoce.info ha intrapreso una raccolta dati sui candidati alla Camera delle elezioni 2008, indagando caratteristiche come il livello d’istruzione, la professione d’origine e i rapporti con la giustizia dei candidati. E focalizzandosi sui candidati inseriti nelle liste in posizioni elevate e nei principali partiti, in modo da restringere il campo a 864 candidati anziché 8.840.
Con l’attuale legge elettorale, infatti, il posizionamento in lista è determinante per il successo elettorale e i partiti possono – approssimativamente – scegliere chi entrerà in Parlamento.
Abbiamo stimato i sicuri eletti alla Camera dei Deputati in base alle attuali formazioni elettorali e ai voti ufficiali ottenuti dai vari partiti nelle elezioni 2006.
Le stime indicano che il Pdl è il primo partito e ottiene il premio di maggioranza. I valori assegnati agli altri partiti non si discostano molto da quelli previsti dai sondaggi, anche se è probabile una sottostima dei flussi tra schieramenti. Infine, agli eletti sicuri, abbiamo aggiunto i “primi esclusi”, ovvero coloro che – data la loro posizione in lista – sarebbero eletti solo in caso di miglioramento della performance del singolo partito rispetto alle ultime elezioni. (1)
Una volta concentrata la nostra attenzione sui sicuri eletti e sui “primi esclusi” (come detto, 864 persone), abbiamo analizzato i singoli candidati:

Leggi anche:  Far pagare i condannati è una questione di giustizia

– interpellando le segreterie di partito: sia nazionali che regionali
– inviando loro tabelle: predisposte con la richiesta di specifiche informazioni sui candidati (istruzione, professione, cariche elettive, precedente militanza politica, presenza di condanne di qualunque grado).
– sollecitando informazioni (anche basilari come darci l’indirizzo mail del partito…)
Ciò nonostante, non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Si è così optato per la ricerca su database e internet. L’impressione che ci ha lasciato la nostra ricerca è un panorama di generale opacità, nel dare informazioni e nelle candidature.

Ringraziamo calorosamente quanti si sono impegnati nella raccolta dati: Davide Baldi, Pietro Biroli, Martino Brandolini, Alessandro Di Nola, Edoardo Mozzanega, Marina Mussapi, Battista Severgnini, Viola Spinelli, Mara Squicciarini, Alessandro Teora.
Un ringraziamento particolare a Peter Gomez e Marco Travaglio per i suggerimenti che ci hanno dato nell’elaborazione della scheda Numero 4.

(1) Nel calcolare i “primi esclusi” abbiamo voluto mantenere una certa proporzionalità rispetto al numero di eletti per partito. Di conseguenza, per ciascuna circoscrizione si è applicata la seguente regola:  primi esclusi = 1/3(eletti).

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TESTIMONIANZA DI ETTORE ARTIOLI

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LETTERA DALL’ALBANIA

  1. Paolo Balduzzi

    Vi meritate un “Bravissimi” pubblico per l’impegno, la mole di dati analizzati, la capacità di presentarli. Chissà che questo lavoro non spinga in futuro i partiti a fare altrettanto…

  2. Andrea

    Siete stati super…

  3. Antonio Sechi

    Complimenti per l’ottimo lavoro, forse inutile, perchè il dato più illuminante era già contenuto nel breve articolo introduttivo: risposte dai partiti = zero.

  4. Bruna Cibrario

    I dati dimostrano cio’ che molti pensavano: esiste un ceto di professionisti della politica che non e’ disponibile al rinnovamento, aiutato in questo dalla attuale legge elettorale. La gestione della "cosa pubblica" in Italia e’ in mano ad avvocati, giornalisti, filosofi, professori di materie umanistiche, mentre mancano gli economisti, gli architetti urbanisti, gli ingegneri, i medici, insomma tutti coloro che potrebbero dare un contributo di competenza in settori dove si gioca la modernita’ e la competitivita’ del Paese. Questo rispecchia un’idea, molto italiana, della politica come scontro di ideologie e esercizio/spartizione del potere (per l’occupazione di "posti" e la distribuzione di privilegi). Quando essa dovrebbe invece essere a servizio della collettivita’ per l’organizzazione della vita democratica e per la gestione di beni e servizi comuni. Riconosco tuttavia al nascente PD il tentativo di restituire ai cittadini il controllo della politica attraverso l’uso delle primarie. E ad alcuni ministri dell’attuale governo le competenze e l’impegno che devono caratterizzare la "buona" politica.

  5. Alessandro

    Sicuramente complimenti per l’iniziativa. Trovo però parziale e forse fuorviante il fatto che nelle statistiche vengano contati i candidati che secondo i vostri criteri verranno eletti. Primo perchè date per scontato che il PdL sia il primo partito. Secondo perchè anche i nomi in fondo alle liste possono veicolare voti. Capisco la necessità di concentrare il lavoro, ma spero accettiate la critica.

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