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ACCANIMENTO TERAPEUTICO

Immaginate un capo d’azienda che in passato ha riscosso vari ed importanti successi internazionali, grazie ad un gruppo eccezionale di dirigenti, giunti peraltro alle soglie della pensione, senza che ne sia assicurato un adeguato ricambio. Immaginate che, per beghe familiari egli non voglia mettere ulteriori risorse nell’azienda e che quindi proponga per il futuro di affidarsi a vari dirigenti, quali in un ospizio per convalescenti, quali passati per varie e poco esaltanti esperienze in piccole imprese di provincia. Immaginate ancora che queste scelte miopi e sparagnine siano presentate come la chiave per una lunga, ulteriore stagione di successi futuri.
Affidereste ad una persona siffatta un qualsiasi incarico di responsabilità? Ovviamente no: i successi del passato non compensano né gli errori nella gestione delle risorse umane, né il rifiuto di aprire i cordoni della borsa né, soprattutto, la palese contraddizione fra mezzi e obiettivi.
Il tragico è che quell’uomo esiste e si chiama Silvio Berlusconi. Le sciagurate imprese che abbiamo descritto sono quelle che caratterizzano l’ultimo anno della gestione del Milan.

Come ben sa il popolo milanista, la stagione 2007-08 è stata affrontata con un manipolo di atleti, onusti di gloria, ma anche tanto logori da risultare spesso più fragili di un cristallo di Swarowski. Eppure, dopo tante poco esaltanti partite di campionato e dopo l’eliminazione crudele e meritata da parte del giovane Arsenal, Berlusconi ha proclamato davanti alle truppe demoralizzate che la riscossa futura si baserà sul ritorno di Shevchenko, il recupero di Ronaldo e l’innesto di Borriello.
Milanisti, fratelli, popol mio, come avrebbe detto il grande Gianni Brera, se dovete prepararvi ad altri anni amari, almeno aprite gli occhi come elettori. Il Nostro è completamente fuori di testa e non è più in grado di dirigere alcunché, meno che mai di assumere la guida del Governo.
Che credibilità, anche internazionale, ha un Berlusconi che dà retta ad una figlia che invoca il principio del sano bilancio? Non si era mai visto un politico rinnegare così spudoratamente le sue tradizioni e i suoi principi. Come se Eltsin avesse partecipato in campagna elettorale ad una riunione di alcolisti anonimi o se Bush (uno a scelta) si fosse iscritto ad un corso di filosofia teoretica.

Oppure il male è ancora più sottile. Forse le solerti cure del chirurgo plastico cui Berlusconi si è rivolto più volte nel passato hanno determinato gravi ed irreversibili effetti collaterali. L’abilità del chirurgo, unita agli effetti di plurime anestesie, fanno sì  che il Cavaliere, ogni mattina davanti allo specchio creda di vedere un uomo con meno rughe, meno zampe di gallina, più capelli. Un uomo che si vede ringiovanire giorno dopo giorno, che vede il tempo scorrere all’indietro, non può che avere una visione distorta della realtà. Sa benissimo che un Ronaldo di 31 anni, con davanti un lungo anno di convalescenza non può certo tornare ai suoi livelli. Ma basterà aspettare tre anni, quando Ronaldo avrà soli 28 anni, e tutto sarà di nuovo possibile. E quando sarà al governo,  le cose si aggiusteranno da sole, tornerà tutto come ai bei vecchi tempi: già egli pregusta il prossimo G8, in cui – seduto tra Reagan e Andropov – farà battute da caserma sulla Thatcher. L’uomo non è afflitto da delirio di onnipotenza, come qualche anima semplice ritiene. E’ vittima dell’accanimento terapeutico del passato. Assicurategli una serena pensione in cui possa sognare un Milan vittorioso grazie a Ronaldo e (perché no?) Rivera e Nordahl.
Nel 2003 l’Economist dedicò la copertina a Silvio Berlusconi e un lungo editoriale per sostenere come e qualmente egli fosse “unfit to lead Europe”.  Questa volta non è necessario che si scomodi l’autorevole settimanale. Basta il popolo di San Siro.

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LA CINA E LA CRESCITA

  1. FRANCO BONACCHINI

    Con il "trova e sostituisci" al posto della parola Milan ho messo Italia vedi l’effetto che fa Franco Bonacchini.

  2. lodovico malavasi

    Io immagino il governo PRODI che restio ad operazioni di Lifting ( cancellazione e contemporanea ricostruzione di alcuni ministri che del governo ne costituivano l’ossatura e l’aspetto) è caduto. E non è la prima volta. Ma non tutto il male viene per nuocere, nella nuova azienda abbiamo Veltroni, più giovane, ma anche più nuovo. La sua squadra ( ossatura ed aspetto) nulla ha a che fare con l’accanimento terapeutico.

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