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  1. Fabrizio Francescone Rispondi

    Ho apprezzato l'intervento di Sivia Giannini e Maria Cecilia Guerra soprattutto perchè riconosce il giusto rilievo all'attività di accertamento che è stata svolta in questi ultimi anni. Sarà però opportuno, con i dovuti riscontri scientifici, verificare quali organi hanno contribuito e stanno contribuendo al recupero dell'evasione. Certo, con le novità riguardo agli studi di settore e al loro valore probatorio, che il Governo ha introdotto con il Decreto Legge 81/2007 e l'Agenzia delle Entrate ha recepito con la circolare n. 5 del 2008, l'attività accertativa degli uffici, che negli ultimi anni molto aveva puntato sugli studi di settore, si è ulteriormente complicata, ma è giusto così. Ossia è giusto che gli uffici ed i suoi funzionari carichino gli accertamenti di tutti gli elementi probatori possibili, in modo da rendere inattacabile il provvedimento. In merito all'intervento del sig. Federico, ritengo un po' improbabile che i funzionari dell'amministrazione finanziaria possano addirittura essere obbligati in proprio a risarcire i contribuenti per aver perso una causa in contenzioso.

  2. Federico Rispondi

    Alessandro sostiene alcune cose sensate ma incomplete, fra cui: 1) bene le sanzioni elevate in caso di "esito del contenzioso" negativo per il contribuente; ma che succede se l'esito è positivo per lo quest'ultimo: coerenza vorrebbe che l'Amministrazione Finanziaria e i suoi funzionari - ora sostanzialmente senza responsabilità - risarciscano il contribuente per il disturbo (diciamo il 75% delle minori somme pagate rispetto all'accertato?; ciò anche per dare un senso all'articolo 97, 1° comma della Costituzione); 2) bene la totale deducibilità delle spese. Purtroppo non si farà perchè da ciò emergerebbe che la vera importante evasione è quella dei dipendenti pubblici con secondo o terzo lavoro non dichiarato e quindi verrebbe spuntata una formidabile arma pubblicitaria per la politica ed il sindacato.

  3. corbelli Rispondi

    Avete scritto sugli affitti per le persone con basso reddito, devo fare una denuncia in proposito: agli studenti universitari fuori sede spetta una detrazione fino 2600 euro. Ciò vale per tutta Italia e questa è già una disparità sociale, al sud gli affitti costano meno. Ma addirittura chi va all'università al sud ed ha un appartamento tutto per sè detrae 2600 euro - chi va in un'università al nord, oltre che per motivi di prezzo non può avere un'appartamento singolo, ma avere uno o due o più compagni, ho sentito che deve dividere la quota fra componenti, e allora ci prendono sempre e sempre per fondelli?

  4. Alessandro R. Rispondi
    Lotta contro l’evasione fiscale: modesti suggerimenti per combatterla. - totale detraibilità di tutte le spese sostenute e documentabili, per qualsiasi voglia bene (dal caffè all’automobile) - progressivo abbassamento delle aliquote - sì alla possibilità di controlli incrociati sui beni dichiarati (con contestuale inapplicabilità del Dlgs 196/2003 - Codice in materia di protezione dei dati personali) - in caso di accertamenti positivi: le sanzioni devono essere pari almeno al 75% dell’imponibile evaso. - in caso di contenzioso: ok purché in caso di soccombenza la sanzione aumenti in automatico di un terzo. aiuti alle famiglie - gli aiuti devono essere modulati “famiglia per famiglia”, tenendo conto di tutte le entrate ed uscite necessarie => esempio: le spese sostenute per gli abbonamenti mensili e annuali per lavoratori e studenti dovrebbero poter essere interamente detratte dal reddito (certo, se passasse la proposta di cui al primo trattino della sezione “evasione fiscale”, ciò non sarebbe necessario).