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  1. Gustavo GESUALDO Rispondi

    Detassazione dei salari? Cuneo Fiscale? Sviluppo economico? Non si può fare

  2. pasqualeandreozzi Rispondi

    Ai vostri rilievi si può aggiungere la constatazione della scarsa estensione della contrattazione di secondo livello. tuttavia, l'articolo di boeri e guisio, mi pare,sostenga la teoria cui voi invitate a guardare con meno ottimismo. vorrei osservare, però, che se in italia guardiamo alla complessità del sistema fiscale, agli effetti controintuitivi degli sgravi: come ad esempio l'estensione dei benefici agli evasori , ai redditi alti, e l'eventuale incremento delle importazioni cui si rivolgerebbe la domanda interna, allora la strada per il recupero di una maggiore equità sarebbe lunga, troppo lunga per le nostre vite. non è forse megliore la strada del recupero del drenaggio fiscale, dellla ristrutturazione delle aliquote, della riforma del sistema contrattuale per il sostegno all'estensione della contrattazione di secondo livello e nel contempo agli incrementi legati ad indicatori industriali e produttivi? saluti cordiali

  3. Giuseppe Marini Rispondi

    Da anni si ricerca una possibile soluzione alla riduzione del cuneo fiscale. Intendendo per cuneo fiscale il differenziale tra costo lavoro e retribuzione netta. Stante la necessità di implementare i consumi. Vista l'impossibilità di aggravare il carico deli oneri aziendali. L'unica è sterilizzare ai fini fiscali e previdenziali, ovvero solo fiscali oppure solo previdenziali, almeno per un periodo di tempo... gli aumenti derivanti dalla Contrattazione Collettiva. In tal modo si sbollenterebbe la dinamica rivendicativa delle OO.SS. limitandola all'importo 'netto' richiesto dai rappresentati ovvero maggiorandolo di parte del minor costo azienda; si conterrebbe comunque il carico oneri aziendali, si lieviterebbe il netto a disposizione dei lavoratori e, in conseguenza, anche i consumi e la produzione fruirebbero di stimoli nuovi. Basta una modifica all'art. 51 del Tuir. Non comporterebbe un aggravio per le Entrate in quanto i valori da Contrattazione Collettiva sono del tutto avulsi dalle previsioni e si comincerebbe ad invertire la tendenza. Alla fine del periodo di osservazione (un triennio?) analizzando i risultati si potranno valutare le opportune modifiche al sistema proposto.