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  1. Marco Solferini Rispondi
    Articolo molto preciso e molto dotto, è piacevole leggere di constatazione a suffragio delle quali vengono posti dei dati, anche spiegati, spesso la dialettica si sostituisce alla matematica e si crea un limbo di infinite possibilità. Fermo restando sempre il diritto ad avere opinioni differenti. Una sola considerazione sulla chiusura laddove mi pare che le libere professioni si stiano allontanando dal sitema di welfare o almeno si ha quasi la percezione che si stia per effettuare una sorta di scorporo, di conferimento. La mia domanda è ambiziosa: da molto si dibatte dell'importante riforma delle pensioni nelle libere professioni e in particolare della Cassa di Previdenza ed Assistenza Forense, esiste la possibilità che questo rigore (termine che indica molto, ma anche molto poco se riferito alla classe media), sia il preludio a un welfare e ad un sistema pensionistico più aperto in generale, sia nel pubblico che nel privato? Perchè nel mio essere piccolo e come spesso accade ai piccoli tendenzialmente portato ad essere più critico che benevolo credo che la Nazione abbia bisogno del coraggio di essere sopratutto creativi, è il momento di Omerica virtù.. per me che sono piccolo ovvio.
  2. Luiso S. Rispondi
    Complimenti per l'articolo che potrebbe dare un po' di serenità al dibattito. Come mai molti percettori di reddito sui 70-80 mila si sono arrabbiati? L'idea che mi sono fatto è che molti pensano: 1) "i veri ricchi sono evasori che lavorano in proprio o i proprietari di immobili (basta guardare in giro quante barche, quanti SUV) 2) "io in realtà appartengo al ceto medio (non posso permettermi certo la barca)". Credo che ci sia del vero (e che pertanto i manifesti "anche i ricchi piangano" fossero una cosa molto poco di sinistra) e però anche che questa classe di reddito abbia una percezione errata della distribuzione del reddito nazionale (sottovaluta quanta gente vive con redditi da 25-30 mila euro). In sostanza la distribuzione dei redditi dichiarati viene dichiarata fasulla e in fondo l'evasione c'è anche a livello più basso: basta pensare alle ripetizioni in nero impartite dai professori di liceo. Esiste una stima della distribuzione del reddito corretta per l'evasione in Italia?
  3. GP Rispondi
    Condivido che questa manovra sia più incentrata sul rigore dei conti che sullo sviluppo, il fatto che si basi più su fisco che tagli anche, ma d'altronde mi sembra non differisca molto in questo dalla recente politica tedesca, varata da un governo non propriamente politico. La mia sensazione è che la sola differenza stia nell'aver aperto un "ombrello pietoso" a protezione dei ceti più disagiati. Complimenti per l'interessante analisi.