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  1. L.Tamagno Rispondi
    Concordo con le tesi dell'articolo. Una sola domanda (al legislatore). Perchè quando l'ICI si chiamava ILOR ed era una tassa ridicola era detraibile dal reddito ed ora che è una tassa seria, in quanto ad importo, questo non èpiù possibile. Siamo poi sicuri che sia costituzionalmente corretto? L.Tamagno
  2. angelo agostini Rispondi
    Ritengo che la tassazione degli immobili DEBBA essere vista come pilastro della politica fiscale del paese, e questo per almeno 2 ragioni: 1- Il semplice fatto di possedere immobili ha rappresentato soprattutto negli ultimi anni una rendita notevolissima. Il capitale investito ha prodotto rendite evidentemente esagerate, tanto che il mondo dell'economia la definisce una bolla. Comunque, che siano in un rapporto sano con il vero valore dei beni o no, tali rendite devono essere tassate come qualunque altra; 2- La rendita immobiliare è parassitaria per antonomasia. Chi possiede dorme sonni tranquilli e vede levitare il valore del capitale in modo smodato e senza non dico nessun rischio, ma addirittura in assenza di ogni attività. Tutti sappiamo che uno dei mali di questo paese sono le rendite parassite di posizione, come i monopoli. Aggiungo inoltre che è evidente che da sempre il valore degli immobili viene artificialmente drogato da meccanismi perversi che tutti si guardano bene dal toccare, perchè i maggiori attori dell'economia italiana hanno da anni investito il grosso dei capitali nel mattone, e drogarne i valori significa vedere il capitale levitare standosene sdraiati al sole. Il frutto peggiore di questo trend è che sempre meno capitale fluisce negli investimenti produttivi, dato che è così facile far soldi comprando immobili. Se ciò si protrae per decenni, esattamente ciò che è successo nel dopoguerra italiano con accelerazione irresistibile negli anni da bere, l'economia si addormenta, la capacità imprenditoriale intesa come saper produrre valore non solo virtuale, il know-how e la meritocrazia di cui si nutre un paese moderno, letteralmente scompaiono. Per i piccoli proprietari che si lamentano di dover pagare 400 €/a per un appartamento nel centro: cosa pensano dell'incremento di valore a 6 cifre di cui hanno goduto negli ultimi 10 anni senza muovere un dito?
  3. Antonio Fiori Rispondi
    Anche se piuttosto convincenti le argomentanzioni degli autori sulle incompatibilità e iniquità dell'esenzione Ici delle prime case, devo osservare come l'entrata in vigore degi nuovi estimi catastali andrà a modificare in modo sostanziale lo scenario e i profili di equità/iniquità. Proporrei per tale data un intervento sostanziale sulla detrazione, mentre i Comuni, si può ipotizzare, coglieranno l'occasione favorevole per rimodulare verso il basso le attuali aliquote massime.
  4. riccardo boero Rispondi
    Rispondo volentieri ai quesiti del dr. Corbisiero, che si chiede fra l'altro se l'ICI vada a colpire un lusso o un bene di prima necessita`. A me la proprieta` immobiliare sembra un lusso assolutamente non indispensabile, fra l'altro oggi accessibile solo a famiglie dotate di mezzi economici non indifferenti. L'alternativa dell'affitto e` molto spesso obbligata, per chi non puo' pagare mutui oltre i 1500 euro mensili, senza ovviamente contare tutte le altre spese legate all'acquisto, alla manutenzione e all'amministrazione di una proprieta` immobiliare. Se la crescita abnorme dei prezzi immobiliari e` causata da una domanda eccessiva, che a sua volta drena risorse dai consumi e dagli investimenti produttivi, non solo l'ICI pare bastione fondamentale per arginare questa domanda eccessiva, ma dovrebbe pure essere rinforzata in modo fra l'altro da far contribuire al grave deficit pubblico chi ha talmente tanti soldi da non temere l'acquisto di un alloggio, operazione ormai riservata ai benestanti.
  5. Ugo Domenichini Rispondi
    Concordo con il prudente approccio al problema del prof. Bordignon. In effetti l' ICI può rimanere una buona imposta locale con cui i Comuni possono meglio governare il proprio territorio, anche modulandone in modo opportuno le aliquote. Io propongo di azzerare l'imposta sulla prima casa acquistata in quartieri difficili, al fine di incentivare la formazione di un tessuto sociale più stabile e coeso attraverso la costituzione della piccola proprietà immobiliare dei residenti. Gioverebbe alla sicurezza, a contenere episodi di vandalismo, criminalità, indifferenza verso lo stato di degrado.
  6. A.Borgo Rispondi
    Il giorno dopo la tornata elettorale che ha visto la "vittoria" di Prodi potrebbe mettere fine al tormentone che ci ha accompagnato in questa settimana...si può togliere l'ICI?La mia risposta è positiva in quanto questa tassa è ingiusta sia perchè va a colpire i risparmi di una vita.A giugno forse avremo la risposta, cioè dopo il referendum costituzionale che se cambierà il nostro Paese in uno federale potrebbe portare maggiori entrate agli enti locali(accompagnate a maggiori spese) e quindi si potrebbe pensare di valutare l'idea di togliere l'ICI. Una seconda soluzione sarebbe di sostituire l'ICI con un organismo decentrato addetto alla lotta all'evasione fiscale.I comuni hanno più informazioni per poter combattere questo male.I maggiori introiti andrebbero a coprire le minori entrate derivanti dall'abolizione di una tassa ingiusta.
  7. G. Corbisiero Rispondi
    Mi pare che, sia nell’articolo che nei commenti, si assuma un’ottica di partenza sbagliata: esiste una tassa, giusta o ingiusta che sia, e vediamo cosa comporta il toglierla, se questo taglio stimoli la crescita economica, se abbia positivi effetti distributivi. Questa impostazione sarebbe accettabile in uno stato totalitario, in uno stato che decide dall’alto e che trova legittimazione in se stesso, e pertanto non ritiene di dover dar conto ad alcuno del proprio operato: ma ricordo a tutti che il nostro è uno stato innanzitutto democratico, che faccia piacere o no; e pertanto ogni tassa deve trovare una sufficiente giustificazione davanti all’elettorato. Il punto di partenza, pertanto, dovrebbe essere questo: è giusto che rimanga in vigore questa tassa? E nel rispondere bisognerebbe considerare: chi va a colpire? Ma soprattutto: su cosa va a colpire i contribuenti che la pagano? Su un lusso o una necessità? Quanti e quali effetti redistributivi ha veramente? (Ecco, qui sta il punto: non chiedersi se il toglierla abbia effetti redistributivi positivi, ma chiedersi invece se i presunti effetti redistributivi provenienti da essa siano tali e tanti da giustificarne l’esistenza). Spero che nel corso del residuo dibattito, anche quando si voglia difendere il conservare l’Ici (posizione ai miei occhi più che rispettabile), si tenga conto di ciò.
  8. Francesco Giacomini Rispondi
    Dalla mia esperienza di assessore di un comune di circa 16000 abitanti posso dire che le entrate derivanti dall'ICI (sulla prima casa) sono al momento assolutamente necessarie per sostenere le attivita' comunali. E' vero che i servizi li facciamo pagare, ma le entrate da rette sono ben lontane dalla copertura totale dei costi. A titolo di esempio, un posto al nido a noi costa 800 euro al mese; mi pare ovvio che non si possa chiedere una retta del genere a tutte le famiglie. Per quel che riguarda le infrastrutture, e' vero che la loro costruzione e' finanziata dagli oneri di urbanizzazione, ma e' altrettando vero che le infrastrutture vanno poi gestite e mantenute. Inoltre negli ultimi anni si va consolidando, purtroppo, la necessita' di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per finanziare le spese correnti. Se l'ICI rappresenti lo strumento migliore per implementare l'autonomia finanziaria dei comuni puo' essere motivo di dibattito, ma e' indubbio che non puo' essere eliminata senza offrire una valida alternativa.
  9. Andronico Rispondi
    Avete visto le reazioni dei lettori de La Voce sulla proposta di abolire l'ICI? E stiamo parlando, I guess, di un pubblico con titolo di studio e cultura economica sopra la media degli italiani. Pensano che per assicurare l'illuminazione stradale, la pulizia delle strade, i lavori di sistemazione dei marciapiedi, la cura dei parchi vicino alle loro case sia sufficiente quel che pagano di tassa sui rifiuti? Allora ascoltino. In primo luogo attualmente credo che l'ICI sulla prima casa la paghino veramente una percentuale esigua di cittadini. In quasi tutti i comuni esistono già ampie forme di esenzione in questo senso. In secondo luogo, trovo del tutto equo che un cittadino che vive in un appartamento di 200 mq in centro paghi più di un cittadino che vive in 40 mq in periferia. Per quanto riguarda l'impiego del gettito concludo con un esempio. A Roma il comune ha riqualificato (sotto le giunte Rutelli) due importanti aree verdi periferiche (Parco della Caffarella e Parco degli Acquedotti). Come pensate che il comune di Roma abbia finanziato questi interventi? Per inciso faccio notare che il prezzo di mercato delle case situate vicino ai due parchi ha subito un incremento pazzesco di valore di mercato.
  10. Panik Rispondi
    Riporto : " In un paese che ossessivamente tassa solo il reddito, oltretutto fortemente evaso, eluso o eroso da specifiche categorie di contribuenti e di cespiti, l’Ici ha capacità perequativa. " e sostituisco con "l'Ici ha capacita' di trovare soldi senza sforzi la dove siamo sicuri che ci siano". Occorre qualcuno che abbia la forza e la capacita' di far pagare le tasse a tutti. Iniziamo con la possibilita' di detrarre dall'imponibile IRPEF tutte le spese. Questa e' la vera capacita' di distribuire doveri contributivi sui cittadini. E' impensabile che si calcoli l'importo della tassazione su un imponibile che non tiene conto del fatto che buona parte dell'imponibile e' stato speso per : benzina, aliementi, bollette, scarpe, asili, manutenzione straordinaria della propria abitazione .... e via dicendo. Questi soldi su cui paghiamo le tasse sono adesso in tasca di altri ed e' un principio sbagliato cercare di toglierli a chi non li ha piu'. In questo modo tutti pagherebbero le tasse, il lavoro nero emergerebbe e non dovremmo piu' avere tasse illogiche come ICI, bolli sui conti correnti, tasse sulla benzina.... Perche' nessuno dice queste cose?
  11. Bruno Stucchi Rispondi
    Per me l'abolizione dell'ICI sulla mia casa comporta un risparmio di 400 euro/anno. Non e' poco. E l'ICI si paga in una o due rate, che si sentono. non e' come la riduzione dell'IRPEF, che e' spalmata su piu' mensilita'. L'ICI non serve a nulla, perche' comunque i comuni i servizi se li fanno pagare, e per le grandi opere chiedono contributi statali, regionali, provinciali ecc. Tagliare le unghie ai comuni e' cosa santa e giusta.
  12. Paolo Debortoli Rispondi
    Singolare che il "liberale" Berlusconi e il "comunista" Bertinotti propongano contemporaneamente di detassare la prima casa anche se con modalità diverse. Singolare che Berlusconi (quello del federalismo fiscale) stia continuamente riducendo le risorse degli enti locali. L'annuncio (una sorpresa che voleva tenere ancora per se) è la fotocopia dell'annuncio televisivo fatto una volta da Bush padre (il quale, però, aggiunse dei tagli al bilancio della difesa). Il mio sospetto è che i conti non possano tornare alla fina perché Berlusconi copia uno degli errori di Reagan negli anni '80. Questi partì con una serie di tagli alle tasse non coperti da tagli alle spese, sicuro che a questi ultimi avrebbe provveduto il Congresso, il quale, al contrario, lasciò che il deficit andasse fuori controllo. Berlusconi non vuole dire che nei ministeri e nelle amministrazioni centrali resta ben poco da tagliare, così riduce trasferimenti e ICI, sicuro che poi i comuni faranno quadrare i conti (o che si terranno le lamentele sui servizi e simili). I conti pubblici stanno già dando dei chiari segnali. Paolo Debortoli
  13. Paolo Cervi Rispondi
    Nel vostro articolo leggo quanto già sentito in interventi di altri esperti in materia di fiscalità: l'ICI è un'imposta che ristora il Comune per i servizi (fognature, acqua, luce, gas, ecc.) forniti agli immobili. Vorrei però far notare che tale assunto cozza contro la realtà: quei servizi, al momento della loro realizzazione, furono pagati, almeno in parte, attraverso il contributo di costruzione (oneri di urbanizzazione + quota percentuale sul costo di costruzione). La fornitura dei beni acqua, corrente elettrica, ecc., è poi pagata attraverso tariffazione. In realtà l'ICI copre spese per stipendi, acquisti, contributi, e supplisce ad introiti insufficienti derivanti da tassazione di altri servizi (tipo TARSU). L'abrogazione dell'ICI sulla casa sarebbe essa, pertanto, un atto di equità, ravvisabile nel non far pagare due volte il medesimo servizio. Che a beneficiarne sarebbe la villa di Arcore piuttosto che la stamberga in periferia è del tutto irrilevante. Diverso il discorso della effettiva sperequazione, a livello IRPEF, tra proprietari ed affittuari. Cordiali saluti.
  14. Fabrizio Ghisellini Rispondi
    D'accordo su tutto, tranne sulla "risibilità" dellla copertura proposta da Brunetta. Per vari motivi (alcuni difendibili,anche di teoria dei giochi, altri meno) nessun comune vende gli immobili per tagliare l'ICI. Inoltre, il piano della CDL (vendere immobili per ridurre il debito/PIL ) riguarda il debito della P.A: funziona quindi lo stesso sia che si tagli il debito statale sia quello locale. L'operazione è sbagliata, ma la sua copertura è quindi tecnicamente possibile.