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  1. Alessandro Russo Rispondi
    Concordo in toto con il radicale (sbaglio?) Mazzocchi. Come amava ripetere l’ex Presidente Emerito della Corte Costituzionale Vincenzo Caianiello (scomparso ormai da quasi 4 anni), l’art. 49 è stato traslato di fatto dalla prima parte (relativa ai Principi Fondamentali) alla seconda parte (relativa all’Ordinamento della Repubblica) della Costituzione. In questo modo i partiti appartengono oggi a tutti gli effetti all’Ordinamento della Repubblica, alla pari del Parlamento o del Governo. Se non erro la legge sul finanziamento pubblico ai partiti era stata promulgata a metà degli anni ’70, proprio per scongiurare (questa la giustificazione addotta) quello che i giudici scoprirono (ma lo sapevano tutti!) non molti anni dopo, ossia Tangentopoli e i vari finanziamenti occulti e illeciti a tutti i partiti politici (o quasi, dal momento che almeno i radicali non furono coinvolti). Alessandro Russo
  2. Stefano Mazzocchi Rispondi
    Gent. Dott. Macchiati, la ringrazio per la sua riflessione su una questione di cui si parla poco ma che (come dimostra la storia di questo paese) e' cruciale per una democrazia. Ho tuttavia alcune obiezioni: In primo luogo mi sembra poco corretto assumere l'equivalenza tra finanziamento della politica e finanziamento dei partiti, poiche' nelle societa pluraliste (e perche' no, bi o tri partitiche, e non bi o tri polari, che non vuol dire nulla) i partiti non hanno il monopolio della politica, ne dovrebbero. Lei invece da per scontato che "naturalmente il referendum non poteva azzerare il finanziamento pubblico dei partiti". Credo di avere un concetto un po diverso di cio che e' "naturale", specie in politica. A me pare che il consenso e` qualcosa da cui una forza politica non puo` prescindere e tale consenso puo essere misurato non solo dai voti che ogni cinque anni si raccolgono, ma anche con il sostegno materiale e militante o finanziario (l'obolo, che e' cosa nobilissima da dare e anche da chiedere - tranne per coloro che possono farne a meno rubando....). Ma su questo si puo discutere per ore. C'e' un elemento tuttavia, che lei liquida troppo facilmente: l'esito di quel referendum; non vorrei che anche qui passasse la logica che le cose si possano fare a prescindere dal consenso. Ci fu un dibattito ampio ed aspro ed i cittadini decisero (e, di nuovo, la storia di questo paese ha mostrato che il finanziamento pubblico lungi dall'evitare fenomeni di corruzione, li incoraggia, proprio perché allenta il vincolo del partito dal consenso).