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  1. Alberto Lusiani Rispondi

    E' corretto redistribuire, tuttavia, se il trasferimento di reddito incide con aliquote e progressivita' troppo elevate, c'e' una perdita generale di benessere, perche' c'e' disincentivo a lavorare e guadagnare, maggiore evasione, e si riduce il totale da dividere, come il fallimento economico dei sistemi comunisti ha mostrato bene nella storia recente. Ritengo le aliquote ora vigenti gia' troppo elevate, in particolare nella fascia di reddito tra 40mila e 80mila euro lordi all'anno (1800-3500 Euro netti al mese probabilmente). Su questi redditi grava una tassazione marginale al 38-39% che si aggiunge ad una contemporanea riduzione progressiva delle detrazioni e degli assegni familiari. In questa fascia di reddito probabilmente l'aliquota marginale effettiva e' dell'ordine del 50-60%. Ritengo queste aliquote marginali reali dannose al benessere generale e per questo motivo ritengo piu' corretta anche se meno redistributiva l'azione del centro-destra. Le misure piu' opportune oggi sarebbero recupero del fiscal drag e maggiori detrazioni per i familiari a carico, non maggiore redistribuzione gravante su redditi medi che pagano le tasse.

  2. Felice Russo Rispondi
    Sarebbe interessante integrare i vostri risultati tramite l'applicazione delle diverse legislazioni su differenti distribuzioni dei redditi familiari originari (ad es., quelle desunte a partire dall’Indagine campionaria della Banca d’Italia del 1998 o del 2000). L'effetto redistributivo potenziale definito dall'applicazione delle misure di policy potrebbe infatti mutare quando, sempre "[...] a prescindere da ogni altro fenomeno che in questi anni possa avere influenzato la distribuzione del reddito", altre distribuzioni fossero impiegate come baseline di riferimento. Questi ulteriori esercizi rilevano in particolare nel caso in cui a tali effetti potenziali, si volesse aggiungere una prima, e necessariamente parziale, analisi degli effetti ‘reali’. In tal caso (e sempre concentrandosi sugli effetti di impatto e non tenendo conto delle reazioni dei contribuenti al mutamento del sistema di tax-benefit) si evita il problema della dipendenza dei risultati dalla baseline e quindi il rischio che alcuni possano formulare appunti del genere: ‘l’effettivo risultato redistributivo dipende dal congiungersi di due elementi, la particolare struttura del prelievo e della spesa e la distribuzione dei redditi sulla quale essa si applica’. Resta evidente che una valutazione di carattere compiutamente reale delle normative al 2005 dovrebbe basarsi sulla distribuzione primaria al 2005 - si dovrà attendere… Sarebbe altresì interessante, e potrebbe assegnare anche un carattere normativo all’analisi, utilizzare altre unità di base che non siano la famiglia. La scelta corretta di impiegare una scala di equivalenza non implica che il peso da attribuire nella costruzione degli indici o degli aggregati ai redditi familiari debba essere uguale per tutti: le alternative del numero degli individui o degli adulti equivalenti (in rapporto ai relativi aggregati numerici) potrebbero irrobustire i risultati del vostro significativo studio. Grazie dell’attenzione.