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  1. Angelo Vozza Rispondi
    Oltre ad essere stato scritto in fretta, il disegno di legge finanziaria non sembra scritto con particolare competenza. In particolare, chi ha scritto l'articolo 43 del disegno di legge ("Aggiornamento sanzioni: Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare entro il 28 febbraio 2006 sono aggiornati gli importi fissi delle sanzioni pecuniarie, anche penali. L'attuazione del presente articolo assicura entrate non inferiori a 100 milioni di euro per l'anno 2006 e 200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007") probabilmente non conosce le norme in materia di sanzioni tributarie. Un principio fondamentale in materia è quello per cui, se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e le leggi posteriori stabiliscono sanzioni di entità diversa, si applica la legge più favorevole ossia la sanzione più bassa (cfr. art. 3, comma 3°, del D.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, recante le disposizioni generali in materia di sanzioni tributarie). Pertanto, se durante l'anno 2006 si aumentano gli importi delle sanzioni tributarie, le nuove sanzioni (aumentate) si possono applicare soltanto a violazioni commesse dopo che sono entrate in vigore le nuove sanzioni. Ebbene, considerato che, in generale, le violazioni delle norme tributarie (ed in particolare quelle per le imposte sui redditi e per l'IVA) vengono accertate diversi anni dopo la commissione dell'illecito, non ha senso affermare che si possono avere maggiori entrate (per 100 milioni di euro) nel corso dello stesso anno in cui si aumentano le sanzioni. Un effetto si avrà senz'altro, ma non nell'anno di entrata in vigore delle nuove sanzioni. Diversamente da quanto si legge nella finanziaria, dunque, non ci sarà copertura per 100 milioni di euro nel 2006.