Il “decretone” sulla sanità in discussione in questi giorni in Consiglio dei Ministri contiene un variegato insieme di proposte, di portata più o meno rilevante, con le quali il ministro intende “promuovere lo sviluppo del Paese attraverso un più alto livello di tutela della salute”.
Fra queste, la proposta di introdurre un prelievo sulle bevande zuccherate, già approfondita da la voce nello scorso febbraio.
L’articolo 11 (comma 4) dello schema di decreto prevede un “contributo straordinario a carico dei produttori di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti” di 7,16 euro ogni 100 litri, lo stesso prelievo introdotto dal 1 gennaio 2012 in Francia. Le modalità attuative sono rinviate a un successivo decreto, mentre il gettito è destinato in parte al finanziamento dell’adeguamento dei livelli essenziali di assistenza e in parte alprogramma nazionale per la non autosufficienza (attualmente privi di finanziamenti).
Il provvedimento ha il merito di sottolineare la necessità di guardare alle politiche sanitarie non solo come erogatrici di servizi, ma anche come insieme di strategie volte a contrastare i fattori di rischio all’origine della maggior parte delle malattie croniche (nel caso specifico, l’obesità). Ha il limite di trascurare le raccomandazioni della letteratura specialistica che suggerisce di affiancare alla tassa interventi di promozione di stili alimentari e di vita salutari, da realizzare in primo luogo nelle scuole e fra i gruppi più a rischio (l’obesità è più diffusa tra le persone con bassi livelli di reddito o di istruzione). Mentre un approccio solo fiscale, colpisce indistintamente tutti i consumatori e produce effetti regressivi potenzialmente elevati.
Purtroppo contro l’obesità non esiste una soluzione miracolosa. Poiché gli interessi in gioco sono enormi e in conflitto fra loro, la strada da perseguire è l’approccio “multi-stakeholder”: il governo mantiene il controllo complessivo delle iniziative e incoraggia la collaborazione dei diversi soggetti; adotta strategie di massa (comprese le tasse) e interventi mirati; promuove il coinvolgimento di tutti i settori interessati (il mondo della produzione, della distribuzione, dell’educazione, della comunicazione, dello sport, ecc.).
C’è ancora tempo per evitare che una buona idea si trasformi nell’ennesimo balzello!

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