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  1. gzime Rispondi
    Sono 11 anni che vivo in Italia, insieme al mio marito abbiamo sempre lavorato e pagato le tase regolarente meglio di tantti italiani che conosco)!Pero non capisco perche mia bambina non ha il diritto al bonus?perché è diversa dai figli degli italiani? Mi dispiace drilo ma ora capisco che l'Italia non è ancora un paese europeo!
  2. Federico Rispondi
    Cara Saraceno, le scrivo per cercare di capire da che parte sta la verita'. Nell'ormai famosa legge per l'incentivo di 1000 euro per ogni secondo nato tra il 01.12.03 ed il 31.12.04 contempla anche i figli adottivi, ma, come nel mio comune si fa "fatica" a capire cosa significhi adottivi. Faccio un esempio (il mio): io e mia moglie siamo cittadini italiani, siamo rientrati in Italia il 29.08.04 dall'India con il mio secondogenito a scopo adozione(e' la seconda che facciamo), rientriamo negli aventi diritto? Vorremmo capire se con il termine "adottati" la legge intende l'entrata in Italia oppure l'avere in mano il decreto definitivo di adozione, dato che tra il momento d'entrata in Italia (inizio del periodo di "affido preadottivo") ed il perfezionamento dell'adozione passa piu' di un anno. grazie fin d'ora. Federico Cocchetto
    • La redazione Rispondi
      Caro Cocchetto innanzittutto congratulazioni e auguri per la vostra scelta generosa. Quanto alla sua domanda, non sono una esperta di legge. Ma temo che per "figli adottivi" la norma intenda i figli per i quali l'iter dell'adozione è stato perfezionato, ovvero sono figli a tutti gli effetti. Il periodo di affido pre-adottivo è ancora una fase di prova, potenzialmente reversibile. Certo, dato che il bonus configura un sostegno di tipo una tantum e non continuativo potrebbe sembrare non irragionevole darlo a chi comunque inizia a sostenere una spesa per un bambino. Ma il suo scopo dichiarato è incentivare le nascite, innanzittutto quelle "autoctone". Tant'è vero che sono, a mio parere vergognosamente e illegittimamente, esclusi i secondi figli nati ad immigrati regolarmente residenti. E' una esclusione che il governo, e in particolare la Lega, si propone di ribadire anche nel caso di eventuale proroga della misura e della sua estensione anche ai primogeniti. Cordialmente Chiara Saraceno
  3. Mamone Antonio Rispondi
    Sono venuto a sapere che l'incentivo in questione è erogato dalle casse dell'inps : è soltanto un tramite ? Spero di sì perchè se no non sarebbe un'incentivo ma un'aggravio solo per i lavoratori dipendenti.
    • La redazione Rispondi
      E' vero che il finanziamento del bonus per il secondo figlio grava sul fondo accantonato per gli ammortizzatori sociali, purtroppo: quegli stessi ammortizzatori cui molti giovani padri e madri non hanno diritto perché in rapporti di lavoro atipici. cordialmente. C.S.
  4. Elena Rispondi
    Vorrei sapere se per il secondo figlio si intende anche il secondo nato, cioè se sono gemelli si può usufruire ugualmente del Bonus? Il bonus "scade" al 31/12/04? A quanto ammonta la cifra, di 500 euro una tantum? GRAZIE ELENA
    • La redazione Rispondi
      Direi proprio che nel caso di gemelli c'è un secondo figlio. La misura per ora riguarda i nati entro il 31.12.2004, ma potrebbe essere prorogata. La somma è di 1000 euro una tantum (poco più di un mese di pannolini per i suoi gemelli). Auguri. Chiara Saraceno
  5. Luca Garozzo Rispondi
    Leggo che legge e regolamenti contemplano solo la madre quale destinataria dell'assegno. E il padre? Non ha gli stessi diritti e doveri ai sensi del Codice Civile, dal momento in cui ha riconosciuto il figlio? Questa discriminazione mi pare non costituzionale. Dato che mia moglie (cittadina argentina) ed io siamo in attesa del secondo figlio (giugno 2004) c'è qualche associazione che potrebbe tutelarmi in giudizio contro l'Inps? Per me non è una questione politica, ma una discriminazione sessuale che ritengo ingiusta perchè esclude i diritti e doveri della paternità. Cordiali saluti.
    • La redazione Rispondi
      Non mi sembra che ci sia discriminazione tra padri e madri. L'assegno è dato per il figlio. E viene dato al genitore più chiaramente individuato: la madre che lo partorisce. La discriminazione riguarda la nazionalità dei genitori. Il legislatore, a mio parere contravvenendo anche alle norme internazionali, ha escluso i cittadini (le cittadine) non comunitarie ancorché legalmente residenti. Con ciò discriminando anche i loro figli. Nel suo caso la discriminazione appare più evidente perché lei è cittadino italiano, quindi suo figlio non riceverà l'assegno nonostante nasca come italiano, solo perché sua madre è straniera non comunitaria. Farei ricorso su questa base, se fossi in lei. Auguri. Chiara Saraceno
  6. Fabiola Rispondi
    Poco prima di Natale 2003 ho sentito dal telegiornale di questo bonus per i secondo geniti e il giornalista aggiungeva, verrà concesso un bonus anche per i bambini che nasceranno il giorno di Natale e Capodanno. Ero allora in attesa del mio primo figlio che guarda caso è nata proprio il giorna di Natale 25/12/2003, da allora sono in cerca di avere notizie più concrete su questo argomento. Qualcuno di Voi mi sa dare questa informazione??? Grazie
    • La redazione Rispondi
      Cara signora, non mi risulta che ci sia nessun bonus per i bambini nati a Natale e Capodanno.
  7. Anna Rispondi
    In Italia è facile costume per i nostri legislatori creare disparità di diritti. Ma mi scusi coloro che hanno avuto il secondo (o terzo e +) figlio in data anticipata alla legge, perchè non deve poter avere gli stessi diritti? Considerando che: Italiana dalla nascita, lavora per lo Stato e paga da sempre troppe tasse senza possedere niente. Dove le mettiamo le vedove e le separate/divorziate con più figli a carico? Io sono una di queste ogni mese sbarcare il lunario diventa sempre più arduo. Le scuole sebbene statali (elementari e medie) costano sempre di più (tra non molto ci chiederanno di portare banco e sedia perchè ormai ci ciedono di tutto dal sapone carta igienica etcc) E i nostri chi sono ....FIGLI DI 2° CLASSE????? Sono stufa di questa Italia Beffarda e Bugiarda... Stessa disparità per la gente del sud che malgrado le grandi difficoltà a trovare lavoro non hanno mai potuto avere nessun tipo di assistenza economica dalla Stato come avviene invece per gli extracomunitari.... PERCHE'???? ....e poi ci chiamano razzisti????? E LO STATO CHE LO E'!!!!!!!!
    • La redazione Rispondi
      Gentile Signora, ogni nuova misura crea delle disparità con il periodo precedente. Il bonus di 1000 euro è inteso per i nuovi nati. Se di ingiustizia si vuole parlare riguarda il fatto che ne fruiranno tutti coloro che per caso sono nati dopo la data di inizio, mentre non ne fruiranno coloro che nasceranno dopo la data di scadenza della misura, anche se la gravidanza è iniziata nel periodo di vigenza della misura. In ogni caso non è con un una tantum di 1000 euro che si sostiene il costo dei figli, soprattutto nei casi, come il suo, in cui si fa fatica a tirare avanti. Non capisco invece la sua battuta sul Mezzogiorno che sarebbe escluso dalla assistenza economica e sugli extracomunitari che viceversa sarebbero inclusi. In Italia non esiste una misura nazionale di sostegno al reddito per chi si trova in povertà, tantomeno per gli immigrati (che sono esclusi anche dal bonus per il secondo figlio, anche se legalmente residenti e paganti le tasse). Qualche comune, prevalentemente al Centro-Nord, prevede una misura di questo tipo. Ma le situazioni sono molto diverse. Ora la legge finanziaria include la possibilità di un cofinanziamento da parte dello stato nel caso in cui una regione decida di istituirlo, ma senza criteri e risorse chiare. La prima regione che si sta muovendo in questa direzione è proprio una regione del Sud: la Campania. Chiara Saraceno
  8. Alfredo Lombardi Rispondi
    Sono in totale disaccordo con questo provvedimento, in quanto artatamente adottato per sviare l'attenzione dalla questione realmente centrale in tema di natalità, e cioè che dal punto di vista fiscale è profondamente iniquo che i redditi siano tassati in modo eguale indipendentemente dal numero di figli a carico (con l'irrisoria eccezione delle detrazioni). Se non sbaglio uno dei punti del programma dell'attuale governo era quello di introdurre tael diversificazione, ma ciò non è ovviamente avvenuto...
    • La redazione Rispondi
      Non è più del tutto vero che i redditi sono trattati in modo uguale a prescindere dal numero dei figli. A partire dalla riforma Visco, le detrazioni per i figli a carico sono aumentate in modo sostanzioso e non sono più irrilevanti, anche se certamente rappresentano solo una frazione del costo dei figli. Ma le detrazioni presentano un problema che va risolto prima di procedere ad eventuali ulteriori aumenti: alleggeriscono i costi solo per coloro che hanno redditi fiscalmente capienti. Chi non può fruirne del tutto o in parte non ha nessun vantaggio, o meglio nessun riconoscimento del costo che sostiene. E' un problema che si discute da anni senza che si sia trovata una soluzione (ad esempio sotto forma di imposta negativa). Ed è emerso con particolare evidenza allorché l'attuale governo, per venire incontro ai redditi più bassi, ha maggiorato per questi ultimi la detrazione per i figli a carico, senza tener conto sia del fatto che la tassazione avviene sul reddito individuale e non su quello familiare (con la conseguenza di produrre nuove ingiustizie), sia appunto della questione degli incapienti, che sono appunto, per definizione, i più poveri. Per questo in alcuni paesi si preferisce non operare con le detrazioni ma con gli assegni per i figli - continuativi, naturalmente. cordialmente
  9. Baldo Rispondi
    Cara Saraceno, Io la legge non l'ho letta, ne ho solo letto marginalmente sui giornali, ma la prima cosa che mi è venuta in mente è stata questa: visto che ci sono stati (come la Cina) che danno incentivi per non partorire, o addidittura stati dove si fa sterilizzazione di massa per limitare le nascite, e considerato che ci sono molte famiglie che desidererebbero dei figli ma non possono averne, perchè non incentivare anche l'adozione? Non farlo significa discriminare coloro che i figli li vorrebbero ma non possono averne di naturali.
    • La redazione Rispondi
      Mi sembra che lei introduca un altro problema, diverso e molto complicato. L'adozione richiede un particolare tipo di disponibilità (non puramente economica). E ci sono molte più domande di adozione che non possibilità effettive di adozione (per fortuna, verrebbe da dire). Certo, si potrebbe suggerire che i figli adottati nel periodo di vigenza di questa norma siano equiparati ai figli nati nello stesso periodo, indipendentemente dalla loro età, come avviene nel caso dei congedi genitoriali. Anche se temo che qualcuno tra i nostri legislatori non apprezzi le adozioni internazionali (che costituiscono la stragrande maggioranza delle adozioni). Ed infatti, tanto per stare sul sicuro, ha escluso dal bonus per il secondo figlio i bambini nati da genitori extracomunitari anche se regolarmente presenti nel nostro paese. cordialmente
  10. Enzo Pisano Rispondi
    Più che un bonus inutile mi pare che sia incoerente. Come si concilia il proponimento di accrescere la natalità nel nostro Paese mediante un incentivo economico, con l’approvazione della legge sulla procreazione assistita la quale accrescerà le difficoltà per le coppie sterili di avere figli. Qual è il senso? Saluti Enzo Pisano
    • La redazione Rispondi
      Tra le molte critiche che si possono fare all'uno e all'altro provvedimento (personalmente giudico la legge sulla procreazione assistita un attacco alla libertà di coscienza dei cittadini, alla salute e alla dignità delle donne), mi sembra che questa sia debole. Ci mancherebbe altro che si incentivassero le nascite purchessia e ad ogni costo. cordialmente Saraceno
  11. aldobrando grillenzoni Rispondi
    L'erogazione del bonus indipendentemente dal reddito è una sciocchezza, c'è chi lo utilizzerà per cambiare le gomme sul fuoristrada, o per qualche giorno in più in una beauty farm svizzera. Ma ancor peggio l'esclusione dei figli di madri non europee dà al bonus un sapore di discriminazione etnica: ai bimbi che nasceranno di qui in avanti lo stato, prima di dire "benvenuto al mondo", chiede: "di che razza sei ?"
    • La redazione Rispondi
      Senza pensare che i genitori usino egoisticamente quei soldi per altro, è vero che il bonus rischia di costituire uno spreco di denaro con scarsa efficacia. Certo, un po' di soldi non dispiacciono a nessuno. Ma in una situazione di risorse scarse e di molti bisogni occorrerebbe spendere meglio il denaro pubblico. Chiara Saraceno
  12. Vito Piepoli Rispondi
    "L'incentivo" è finalizzato ad aumentare il numero delle nascite. Quindi se questo è sinora rimasto molto basso, lo si deve, stando al ragionamento di fondo, a difficoltà economiche. Mille euro significano si e no 2 mesi di spese. Un figlio è un costo minimo fino ai 14 anni (periodo dal quale può essere fatto fruttare). Per i restanti 13 anni e 10 mesi cosa fa lo stato? Tanto se il problema è economico, l'aggiunta di un altro componente significa l'aumento costante degli esborsi. Almeno per le auto si sono sforzati di più per incentiverne l'acquisto. Mi scuso per il ragionamento altamente utilitaristico, ma mi attengo alla logica dell'emendamento. Cordiali saluti
  13. andrea Rispondi
    Il mio secondo figlio è natoil 15/11/2003 per il decreto non posso usufruire del bonus è vero? Perchè non applicarlo ai nati dal01/01/2003 come è stato congedi parentali?
    • La redazione Rispondi
      Ha interpretato correttamente la norma. Non potrà avere il bonus. Il suo bambino è nato "troppo presto". Tanti auguri.
  14. OCRAM INISAC Rispondi
    Gentile prof.ssa Saraceno, a inizio estate 2003 hanno parlato di un bonus per l'anno 2004 per il 1° figlio di 600 Euro e di 1.000 Euro per il secondo; siccome sono in attesa del primo per il 2004 vorrei sapere se esiste effettivamente questo incentivo oppure è stato modificato e come fare per poterlo richiedere, grazie ciao.
    • La redazione Rispondi
      Non mi risulta che ci sia alcun bonus per il primo figlio. La legge delega approvata parla solo di bonus per il secondo figlio, limitatamente al periodo 1 dicembre 2003-31 dicembre 2004. Oggi il Minsitro Maroni ha dichiarato che se avrà un effetto sul tasso di fecondità, verrà messo a regime. Non è chiaro come si potrà misurare questo effetto, dato che la maggioranza delle nascite che avverrà in questo periodo - almeno fino ad agosto 2004 - sarà stata "messa in cantiere prima che il bonus venisse approvato. cordialmente Chiara Saraceno
  15. Ugo Rispondi
    Vorrei solo precisare che l'art. 21 del D.L. 269 del 30/09/2003 prevede che il "bonus per il 2° figlio" spetta solo per i nati dopo il 1° dicembre 2003 (non 1° gennaio 2003) ed entro il 31 dicembre 2004.
    • La redazione Rispondi
      Giusto, errore mio Chiara Saraceno
  16. Alberto Bordignon Rispondi
    Prevedo un aumento di parti per taglio cesareo nel dicembre 2004. Fenomeno quasi certo nel caso di gemelli. Alberto Bordignon
    • La redazione Rispondi
      Speriamo di no. In Italia ce ne è già un numero spropositato e senza alcuna giustificazione medica, come segnala anche la World Health Organization. E', purtroppo, una delle sconfitte del movimento delle donne, che della lotta all'abuso del taglio cesareo e della medicalizzazione del parto aveva fatto una delle proprie battaglie più significative.
  17. stefano fantacone Rispondi
    Aggiungerei che il provvedimento rivela una concezione molto approssimativa del concetto di incentivo. Dal punto di vista della teoria economica, un 'incentivo è tale se spinge i soggetti destinatari a modificare le proprie scelte. Il bonus sarà invece operativo dal prossimo primo dicembre, dunque premiarà scelte già compiute. Senza peraltro fornire alcuna garanzia per le scelte future: la durata del provvediemnto è infatti limitata a un solo anno.
    • La redazione Rispondi
      La durata del provvedimento è di due anni, quindi riguarda sia le nascite già avvenute nel 2003, sia quelle già in corso, a prescindere dall'incentivo, al momento della sua introduzione, sia infine quelle che si realizzeranno negli ultimi mesi del 2004, le uniche a poter rientrare teoricamente tra quelle incentivate. Quindi lei ha ragione a sostenere che non di incentivo si tratta, ma di una sorta di premio, ad una particolare coorte di genitori.
  18. Giorgio Rispondi
    Da quel che si capisce, il bonus non prevede distinzioni di reddito. Così ne potranno beneficiare anche coloro ai quali la cifra è, per dire, irrisoria.
    • La redazione Rispondi
      Sì, è così, almeno nella sua versione originale. So che c'è un emendamento di AN che propone di aumentarlo e di porre una soglia massima di reddito.
  19. Francesco Belviso Rispondi
    Mi e' sembrato di capire che il bonus verra' dato anche ai nati del 2003, ovvero "retroattivamente". Ma per incentivare le nascite, non lo si dovrebbe dare ai figli nati dopo 9 mesi dall'approvazione della legge? Grazie Francesco Belviso
    • La redazione Rispondi
      In effetti lei ha ragione, dal punto di vista logico. Ma sarebbe una discriminazione un po' smaccata. Dato che mira, in teoria, a sostenere i costi aggiuntivi derivanti dall'avere un secondo (o più) figlio, la misura include anche chi lo ha già fatto, purché entro quest'anno. In compenso esclude chi non sarà sufficientemente attento, calcolatore, o semplicemente fortunato da avere il secondo o oltre figlio entro il 31 dicembre 2004. Non è una misura una tantum solo per chi la riceve, lo è anche dal punto di vista della sua durata nel tempo. Vale per chi ha questo benedetto figlio in più entro questi due anni, poi si vedrà.