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  1. marcomassimo123 Rispondi
    MI pare che le diseguaglianze si siano allargate già abbastanza e sono state alla base della crisi insieme ad altre sregolazioni da pazzi; però Lei può pensare che non sia ancora abbastanza perché si sa che "ogni scarrafone è bello a ceto suo"; tra l'altro coi soldi che i poteri finanziari hanno tratto dall'aumento delle diseguaglianze, si sono potuti comprare anche università e centri di ricerca e finanziare studi come i suoi.
  2. piertoussaint Rispondi
    "Nella media dei paesi coinvolti, nell’indagine Wvs che segue una crisi finanziaria (rispetto a quella che la precede), i cittadini si dichiarano sistematicamente più favorevoli alla proprietà pubblica in campo economico (domanda E036), credono che la concorrenza sia svantaggiosa (E039), chiedono livelli maggiori di redistribuzione del reddito (E035) e preferiscono una società più egualitaria rispetto a una incentrata sulla concorrenza individuale (E066)". E' proprio questa la mega-fregatura per il popolo, che è stato reso sistematicamente "dipendente" e impaurito dal sistema del keynesismo, che lavora in sinergia con la democrazia rappresentativa. Unica soluzione, la "società partecipativa" secondo sussidiarietà.
  3. eccettodoveindicatoaltrimenti Rispondi
    Vi siete salvati con la conclusione, dato che pare che i dati siano stati letti per dimostrare, se non per avallare, questa conclusione. Almeno l'avete scritto esplicitamente.
  4. Paolo Rispondi
    C'è un punto in cui si afferma che gli individui in certe circostanze sarebbero favorevoli all'intervento pubblico nell'economia e contemporaneamente non avrebbero fiducia nelle istituzioni. La contraddizione è nelle risposte degli intervistati o nella ricostruzione che se ne fa?