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  1. Gianfranco Rispondi
    Non si possono considerare con leggerezza i fatti che conducono ad affrontare la piaga della droga, oggi. Se la droga, in termini assoluti, soddisferebbe un bisogno di alienazione, risulta evidente il contrasto con ogni tipo di norma che invece garantisce per un bisogno di appartenenza. Il problema dei costi, del mantenimento dell'ordine social e di altri servizi, può essere contenuto solo da una domanda della collettività che crei un sistema di compensazione nel quale la tipologia di offerta da parte degli enti e di quanti interessati nel partecipare alle iniziative di raggiungimento di traguardi che seppur abbiano un'efficacia limitatamente al breve termine, conducono ad alimentare quel network costitutivo di reti,rispondendo ad un'aspettativa individuale e sociale, crei un mercato che nel funzionamento complessivo di una società è capace di trasferire i costi con la prerogativa del recupero e l'attesa di adattamento. Il sistema dei costi ripartiti riconduce ad una responsabilità condivisa. È chiaro che la validità di ogni azione si basa su un presupposto oggettivamente significativo: la mancata partecipazione di un soggetto ad un progetto sociale per qualsiasi scelta di vita civile che una comunità intende promuovere, è un indebolimento della stessa struttura societaria che ne minaccia il benessere collettivo. Gianfranco
  2. Pingback: Pil criminale, l’Europa “trucca” i conti grazie a droga, prostituzione e contrabbando | Il Dettaglio - Il blog di Andrea Intonti

  3. Michele Intorcia Rispondi
    A questo servono gli economisti. E' davvero una scienza triste. Ottimo articolo. Grazie.
  4. idea liberale Rispondi
    Non vedo cosa ci sia di male e inviterei a non confondere liberi atti di scambio produttivi di reddito, come commercio di stupefacenti e prostituzione, che sono i tipici reati artificiali, ossia di mera creazione legislativa, con i delitti naturali che in genere non producono vero reddito (il bottino del rapinatore corrisponde alla perdita del rapinato, tanto per dire) e che quindi non sono stati presi in considerazione. La ratio di questo affinamento della misurazione del PIL è solida e non mi sembra strumentale: si è passati a includere non solo come accadeva prima il sommerso, cioè tutte quelle attività di principio lecite che violano norme previdenziali fiscali o amministrative, ma finalmente anche alcune attività "delittuose", che sono tali però solo per scelta ideologica del legislatore, ovvero i reati senza vittima.
  5. Marco Rispondi
    La crisi non è stata causata dall'economia reale, ma dalla finanza, cioè da numeri. Mi pare giusto che aggiustando altri numeri se ne possa uscire.
  6. Stefano Gamberoni Rispondi
    Un regolamento europeo per "truccare" le statistiche. Siamo alla canna del gas. Mi ricorda quando con il governo Craxi negli anni 80 fu possibile mettere la stima del sommerso nel Pil, ed il nostro socialista andava poi in tv a spiegarci che grazie a lui l'Italia aveva superato l'Inghilterra nelle classifiche del Pil: si è visto come è finita nel '92 (il suo delfino Amato primo ministro, scampato a tangentopoli, poveri noi). Poi leggo: "Il rapporto deficit/Pil diminuirebbe di 0,03-0,05 punti, con una maggiore disponibilità di risorse da spendere tra i 15 ed i 31 miliardi". Ora da un lato si inserisce un trucco contabile, e immediatamente si pensa di poter spendere 15-31 miliardi, di soldi veri! E dove li prendi 15-31 miliardi? Dall'economia reale che già è dissanguata dalle tasse.
    • giulioPolemico Rispondi
      Sono felice di notare che non solo io ho avuto l'acume di cogliere la cialtroneria craxiana e, in definitiva, italiana: nel 1989 "eravamo" la quinta potenza industriale, superando il Regno Unito, etc. Talmente potenti che 3-4 anni dopo non siamo stati in grado di rimanere nello Sme (ed è precisamente in quegli anni che inizia il lungo, triste, inevitabile, e tuttora presente declino del rating dei nostri titoli di Stato, fino ad allora equivalente a quello dei titoli tedeschi).
  7. MG_in_Progress Rispondi
    Se si considera che alcune attività producono reddito gli si dovrà allora anche far pagare le tasse (ad esempio per la prostituzione). La revisione statistica in questione è purtroppo il risultato di una rivisitazione libertina delle teorie di Mandeville secondo cui comportamenti viziosi ancorché illeciti generano comunque prosperità collettiva, ovvero Pil. Poi magari Robert Kennedy ci ricordava invece che il Pil è un'altra cosa. https://www.youtube.com/watch?v=95yXGNbtrBw
  8. Confucius Rispondi
    1) Il fatto che soltanto ora si sia deciso che sesso, droga e contrabbando devono essere considerati nella valutazione del Pil non dipende forse dal fatto che rientrare nelle richieste del Fiscal Compact si è rivelato troppo oneroso, non solo per l'Italia, ma anche per qualche altro paese, per cui si ricorre ad un trucco contabile? Non potendo contare su una crescita economica effettiva, si gonfia il Pil con nuove voci discrezionali; 2) molto edificante il fatto che le spese militari vengano considerate investimenti mentre quelle in infrastrutture no; ecco perché si devono acquistare gli F35!
  9. Riccardo Pizzirani Rispondi
    Il fatto che il debito pubblico cresca del 4% all'anno non lo vogliamo menzionare mai? Se il Pil crescesse del 2,6% saremmo a metà strada per mantenere il rapporto debito/Pil al 137% come adesso.
  10. EzioP1 Rispondi
    Non vedo indicato come reddito illegale quello delle tangenti che mi pare non siano solo un problema italiano, anche se da noi sono molto più rilevanti che in altri paesi.
    • Gusbrand Rispondi
      Ma le tangenti sono contabilizzate, solamente sotto una voce fasulla.
  11. Paolo Rispondi
    Cioè: basta legalizzare spaccio di droga e prostituzione per risolvere metà dei nostri problemi?
    • Gusbrand Rispondi
      Per lo meno lei evita di pagare due volte per questi delinquenti. 1° non pagando le tasse che quindi lei è costretta a pagare per loro. 2° sottraendo ricchezza costringono lei a pagare più interessi. Pertanto se, con questo sistema, si riesce almeno ad evitare di pagare gli interessi, ben venga.