logo


  1. Luigi Oliveri Rispondi
    in Italia vi è una propensione altissima ed eccessiva a non utilizzare i canali ufficiali di ricerca, per paura della burocrazia o dei costi. Non a caso, la percentuale delle mediazioni attribuita alle agenzie di somministrazione è molto bassa. Trattandosi di una propensione, non stupisce che al sud sia più elevata che al nord la tendenza ad utilizzare i canali delle amicizie personali. Questo è ciò che rende il mercato del lavoro opaco e poco democratico, in quanto non rende tutti i cittadini nelle stesse potenziali condizioni di reperire un lavoro. Un sistema al quale pensare vi sarebbe: ferma restando la assoluta autonomia e libertà dell’impresa di reperire i lavoratori come meglio crede, sarebbe da pensare di obbligarle ad effettuare sempre una pubblicazione della propria domanda di lavoro su un portale specificamente dedicato a questo. Potrebbe essere Cliclavoro o una piattaforma ad hoc. La pubblicazione dovrebbe durare almeno 5 giorni, per permettere ai cittadini di segnalarsi, ma anche ai servizi pubblici e privati di segnalare lavoratori presenti nelle proprie banche dati. L’impresa, poi, potrebbe comunque scegliere. In questo modo si avrebbe il tracciamento vero della ricerca e della mediazione. Basterebbe incrociare le comunicazioni obbligatorie con le pubblicazioni, per verificare se l’assunzione abbia avuto a monte o meno la pubblicizzazione della vacancy. E prevedere che laddove le aziende saltino il sistema di pubblicità non possano avvantaggiarsi di...