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  1. Giovanni Rispondi
    Ahimè, pensavo che M. Renzi fosse "diverso" da coloro che sono stati al potere fino ad ora. Questa della riduzione del 5% dei contratti pubblici, è una delle pagliacciate più ridicole del 2014! Motivo? Vi porto un semplice esempio: un'impresa che gestisce l'illuminazione pubblica, pagando le bollette della luce (che non sono quelle di casa) , si vede ridotto l'importo del contratto, ma all'Enel,Edison etc ... che gli frega? :D Inoltre, riducono del 5% ma non pagano ugualmente, mai! Insomma, non so a chi sia venuta questa brillante idea, però posso dirgli che è stato un genio ;) Mai nessuno ha pensato di far fallire tante imprese in maniera "legale" come questa :D Continuate così, che fra qualche anno si vivrà meglio in Africa, che in Italia! Ops ... Italia? Oramai ci sono più clandestini che Italiani.
  2. Enrico Rispondi
    Corretto procedere alla riduzione della spesa per beni e servizi esterni, ma ho l'impressione che la PA stia ribaltando indiscriminatamente i risparmi da conseguire nei soli beni e servizi esterni, senza riguardo alla effettiva necessità di tali servizi. Comunque la riduzione della spesa la stanno già facendo e ben più del 5% : non pagano
  3. Piero Lisi Rispondi
    Ma il futuro deve iniziare oggi, altrimenti se inizia sempre da domani non inizierà mai! 32.000 stazioni appaltanti esistono solo in Italia.
  4. Dario Carta Rispondi
    Veramente le convenzioni Consip riguardano più servizi che beni. Comunque, l'aggregazione degli acquisti importanti (milioni di euro) sulle Centrali di committenza avviene in tutto il mondo, tranne che in Italia. 32.000 uffici acquisti dovrebbero acquistare piccoli importi e ordinare sui contratti stipulati da pochi acquirenti competenti (Consip e Centrali regionali) il resto.
  5. Vincesko Rispondi
    Prima si comincia meglio è, poiché è un lavoro lungo e che comporta (come traspare chiaramente dallo stesso articolo) un investimento di volontà politica, di risorse materiali e di qualità tecniche e soprattutto morali delle persone, in particolare dei responsabili. Io sono stato responsabile del controllo di gestione di una grossa azienda ed ho già raccontato una mia esperienza diretta nel campo specifico della riduzione della spesa agendo sui prezzi-costo dei beni e servizi acquistati e mi sono reso conto che le maggiori resistenze non sono tecniche, né esterne, ma interne all’organizzazione (cointeressenze dei responsabili degli approvvigionamenti). Data l’enorme messe di dati (prodotti/servizi e prezzi) e i notevoli divari di prezzo tra gli Stati e le Regioni (altro che un risparmio del 5%), è anche consigliabile accentrare ed operare i controlli apicali (gestiti da personale all’altezza del compito) stabilendo una griglia di selezione del tipo “abc” in termini di movimentazione quali-quantitativa e a valore e adottando il cosiddetto principio di eccezione nel valutare lo scostamento rispetto allo standard. Poiché le malversazioni e in generale le inefficienze possono riguardare anche l’aspetto quantitativo, va tenuto presente che il costo standard equivale o al prezzo standard (nel caso di prodotti utilizzati senza ulteriori trasformazioni) o al prodotto delle quantità standard x i relativi prezzi standard. Ad esempio, a me consta che le tangenti alla ‘ndrangheta versate dalla mia grossa azienda appartenente alle Partecipazioni statali (anni ’80-90) venivano pagate gonfiando le quantità (mc, ore, etc.) e non i prezzi unitari.
  6. Piero Thor Rispondi
    E non tiene conto che anche la Consip è un magna magna. Per sperare di ridurre il costo degli acquisti.. servirebbe una durissima legge anti-corruzione che né i politici né gli imprenditori (cioè coloro che comandano) vorranno mai perché non gli conviene. Così l'unica cosa che faranno è tagliare altra carta igienica alle scuole.
    • Dario Carta Rispondi
      La GdF fa indagini da 14 anni e trova ruberie fuori Consip.
  7. IC Rispondi
    Peccato che se ne parli da anni. Vi era quindi tutto il tempo per razionalizzare gli acquisti. Questa è la scusa tipica quando non si vuole fare qualcosa. Iniziamo comunque ora senza ulteriori indugi.