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  1. dryocopus66 Rispondi
    Il problema potrebbe essere meno serio di quanto appaia basandosi sulla composizione media del debito pubblico italiano. Il bilancio di Intesa Sanpaolo al 31.12 (vedi le slides: http://www.group.intesasanpaolo.com/scriptIsir0/si09/contentData/view/content-ref?id=CNT-04-00000001C90F4 p. 74), per esempio, riporta una durata media di soli 2 anni dei 61,5 mld di titoli di stato italiani classificati come pertinenti all'attività bancaria. Presumo che questo porterà ad un haircut medio applicabile ben sotto l'8,2% citato.
  2. Piero Rispondi
    Tre considerazioni: - giusta la valutazione della rischiosità del debito italiano con questa politica monetaria, l'Italia è una bomba ad orologeria, si è vero che non abbiamo chiesto gli aiuti ma in cambio abbiamo un tessuto economico che sta muovendo tra un paio di anni torneremo tutti a fare gli agricoltori, la terra è l'unica cosa che la Merkel non potrà togliere agli italiani; quindi quando esploderà il debito italiano il taglio dovrà essere del 70% (naturale che questa non è il mio augurio). - l'unione bancaria così come concepita porterà ad una ulteriore restrizione creditizia pari a 150 miliardi ( stima in difetto), ciò aggraverà la situazione del credito per le pmi italiane, aumenterà il grado di mortalità delle pmi italiane, si fa saltare tutto, anche lo stato che al momento vive con le imposte pagate dai lavoratori dipendenti. - L'euro è un fattore di instabilità e non di stabilità, si è vero con la politica monetaria di Draghi, a nessuno fino ad oggi ha provveduto a fare uno scenario se la Bce di fosse comportata come la Fed fin dal caso della crisi Grecia, non sarebbe successo nulla, la ricchezza dei paesi nordici poteva essere erosa in termini di potere di acquisto dall'ingrazio e che a mio avviso non superava il. 2%, oggi abbiamo 0,4% di inflazione! si paventa la deflazione! Sarà per i paesi nordici il danno peggiore.