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  1. Pingback: I modesti effetti degli 80 euro in busta paga - Blog-VoxPopuli | Blog Economia | Blog Politica

  2. paolo olimpio Rispondi
    E' vero, mancano misure a contrasto della povertà. In compenso sono rimaste (introdotte da Letta e Monti) misure che favoriscono l'impoverimento. Cosa si può dire di quel signore che ha lavorato una vita alle dipendenze di un datore di lavoro che non gli ha permesso di evadere neppure un centesimo e che con sacrifici enormi ha acquistato anche un appartamento al mare, per esempio a Cervia (Ra).Adesso è in pensione con un assegno (sommato a quello sociale della moglie) di poco più di 1500 euro. Gli hanno detto che a causa della enorme evasione delle imposte sul reddito adesso la tassazione bisogna spostarla dal reddito ai beni, perciò l'Iva passa dal 20 al 22%, le accise sulla benzina crescono di 25 centesimi in una sola volta, l'IMU sulla maledetta seconda casa rispetto all'ICI addirittura triplica (quasi raddoppia la base imponibile e raddoppiano le aliquote), e grazie a Renzi la tassa sulle rendite finanziarie passa dal 20 al 26%, quando solo lo scorso anno era passata dal 12,5 al 20%!!! Ma lui le imposte sul reddito le ha sempre dovute pagare come adesso le paga sull'assegno della pensione, Come deve pagare le addizionali regionali, comunali, per la Provincia, l'IVA e la marea di altre imposte che gravano sulle utenze, la tassazione sui Consorzi di Bonifica, quella sulle polizze assicurative, i bolli per la patente, la carta di identità e ogni altra mostruosità che questo Stato horror si è inventato per rendere impossibile la vita di questo signore. Adesso deve pagare anche questa IMU triplicata (una rendita catastale di 150 mila euro diventa con i coefficienti di rivalutazione quasi il doppio e comporta una IMU di 2.900 euro. E' la pensione di due mesi! Non ce la fa. Deve vendere quella maledetta seconda casa che acquistò vent'anni fa con il TFR. Sono mesi che ha messo il cartello vendesi. Non ha ricevuto neppure una telefonata. E' stato un provvedimento giusto? Forse per cercare di far pagare qualcosa a chi non ha mai pagato le imposte su quello che guadagnava (commerciante, artigiano, imprenditore, professionista, dentista ecc.). Ma per lui non era il caso di tenere in conto che le imposte le ha sempre dovute pagare ancora prime di vedere lo stipendio? Non è il caso che per lui l'IMU sia una imposta più ragionevole?
  3. gp Rispondi
    L'obiettivo di politica economica di questa manovra è esplicito e dichiarato: ridurre il cuneo fiscale (cioè la differenza tra costo del lavoro del datore e netto in busta paga del lavoratore). Questo riguarda i lavoratori dipendenti per definizione, non per qualche oscura macchinazione, e risponde alla richiesta di abbassare la tassazione sul lavoro che è stata rivolta all'Italia in sede internazionale. Dato questo obiettivo, in subordine la scelta di tipo equitativo (che non era scontata) è stata quella di concentrare le risorse più sui lavoratori dipendenti che sulle imprese e più sui lavoratori a reddito medio-basso che sugli altri, pur con i limiti che derivano dall'uso di un meccanismo analogo alle detrazioni fiscali (esclusione degli incapienti dal beneficio, riferimento al reddito individuale anziché a quello familiare). Se si rimuove l'obiettivo, che può naturalmente essere criticato indicando quali sarebbero le vere priorità (magari confermare l'irrazionale riduzione della tassazione sulla casa realizzata nel 2013?), si passa dal dibattito sulle scelte di politica economica alla tribuna politica pre-elettorale.
  4. Marco la Colla Rispondi
    Mi sono chiesto e vi chiedo se non si fosse potuto limitare il versamento degli 80 euro ad ogni nucleo familiare utilizzando così il risparmio ottenuto per corrispondere la cifra anche agli incapienti? In un nucleo familiare dove lavorano in due o addirittura in tre, entreranno 160 0 240 euro mensili, mentre chi guadagna solo 700 euro ( meno di 8000 annui) non prende niente. Era una cosa così complicata da attuare tecnicamente o non si è voluto fare per qualche motivo a me non molto chiaro? Penso che tali domande possano interessare molti dei Vostri lettori e spero quindi possiate darmi una risposta nei prossimi giorni.
    • gp Rispondi
      Senza volere sottrarre la parola agli autori: ci sono vari motivi tecnici. Il primo è che a fini Irpef rilevano solo i familiari a carico. Il sostituto d'imposta conosce solo questi, e in generale non è informato sull'esistenza né tantomeno sul reddito corrente degli altri: quindi non potrebbe operare in automatico come previsto dal decreto, ma solo su domanda da parte dei beneficiari, le cui autocertificazioni sarebbero impossibili da controllare. Il secondo è che sarebbe complicato individuare una serie di regole per stabilire a quale dei familiari debba spettare in via prioritaria. Il terzo è che, trattandosi di una misura di riduzione del cuneo fiscale e non di un generico sussidio alle famiglie, come detto in un altro commento, sarebbe illogico che il cuneo restasse immutato per alcuni potenziali beneficiari per motivi diversi dalle loro condizioni individuali.
  5. Bahira Belabed Rispondi
    Io guadagno 28.000 € figli a carico e non prendo nessun bonus. Una famiglia con marito che guadagna 22.000 € con moglie reddito 20.000 € prendono due bonus! Bravo Matteo, genio del male!
  6. Alessandro Rispondi
    Regalare 80 euro a chi ha già ferie, malattia, tredicesima, cassa integrazione, maternità, etc... Noi partite IVA (e specifico a gestione separata, non i vari avvocati e mestieri vari artificialmente drogati dallo statalismo) 1500 euro al mese ce li sognamo la notte e di tutte quelle belle cose che ho elencato non ne vediamo manco l'ombra
  7. Piero Rispondi
    Manovra puramente elettorale, certo non fanno male gli aumenti in busta paga, i veri provvedimenti economici non li ho ancora visti, aspettiamo prima di bollare questo governo di annunci. Si vedrà il suo comportamento dopo le europee, adesso tutto quello che si dice ha solo valenza elettorale.
    • Enrico Rispondi
      Concordo pienamente. Colgo l'occasione anche per sottolineare come questi 80€ facciano ridere in confronto all'ammontare della tassazione che grava sul cittadino. Da profano non voglio dare definizioni da copia&incolla, ma ogni cosa che faccio (ma proprio ogni cosa) incontra una tassa, il tutto utilizzando denaro al netto delle imposte (il mio stipendio è già tassato al 50%!).
      • Piero Rispondi
        Voglio ridere quando gli italiani scopriranno la nuova tassa inserita, denominata Tasi che colpisce anche la prima casa, avremo l'Imu, la Tasi e la Tares, chiaro che a questo aumento dell'imposta locale non è seguita una diminuzione dell'imposta nazionale Irpef o Iva, anzi l'ultima e' aumentata. Poi vi è il riordino del catasto che porterà inevitabilmente ad un aumento delle rendite, quindi vi sarà un aumento del totale dell'imposta legata sulle rendite, che sarebbe sia l'Imu che la Tasi.
  8. Asterix Rispondi
    Renzi non darà 80 euro al mese in busta paga nel 2014 ai lavoratori. Ma solo 53 euro come avreste scoperto se invece di dividere per 8 mesi (come fanno tutti i giornalisti servili) li avreste divisi correttamente per 12 mesi. Il beneficio ha efficacia per l'intero anno 2014, mentre è chiaro che il sostituto di imposta applicherà il beneficio solo dalla prima retribuzione utile, cioè da maggio, ripartendo il beneficio spettante per l'intero anno sui mesi di paga restanti. Quindi se Renzi voleva veramente dare 80 euro al mese in busta paga doveva dare 960 euro all'anno di beneficio come infatti era previsto nelle prime bozze del Decreto legge per l'anno 2015, ma poi per ovvi motivi di gettito è stato tolto l'anno 2015. Almeno voi del La Voce cercate di dare informazioni obiettiva. Grazie
    • massimo baldini Rispondi
      Nel testo c'è scritto "80 euro al mese per otto mesi (da maggio a dicembre)".
  9. margherita Rispondi
    "Un sostegno alle famiglie della classe media?" Proprio non direi, semmai un aiuto a quei pochi operai e bidelli comunali rimasti in servizi non esternalizzati, le commesse e i commessi del terziario ai primi impieghi e i lavoratori part time che molto spesso per sopravvivere fanno anche doppi e tripli lavori ma in nero. Ancora una volta arrivano pochi spiccioli che non attenuano, anzi, rispetto ai monoredditi di 28/29000 eu, con affitti a carico, aggravano le disparità. Non si fa redistribuzione, equità, rilancio dei consumi e sviluppo con l'elemosina colbertista dei bonus o delle carte di povertà di tremontiana memoria!
    • massimo baldini Rispondi
      L'approccio sociologico (e il dibattito politico) definisce le classi rispetto alla posizione nella professione (operai, bidelli, etc); in economia è più frequente il riferimento al reddito, e si ritiene "classe media" chi ha reddito nella fascia centrale o medio-alta della distribuzione. Visto che noi guardiamo ai redditi familiari, la distinzione cruciale è tra le famiglie con un solo reddito da lavoro e quelle che ne hanno due o più.
      • Alessandro Rispondi
        Baldini, però, non capisco questo vostro entusiasmo per una manovra di fatto iniqua. Noi in famiglia siamo entrambi lavoratori autonomi a gestione separata, 1500 euro al mese li prendiamo, a volte, in due. È una scelta, non ci pentiamo della scelta fatta etc, ma perché - come al solito, ahimè - alcune scelte pagano più delle altre? Perché la nostra scelta deve essere penalizzata? Queste manovre sono solo fumo negli occhi e spot elettorali, perché le vere manovre sono utili per tutti, non solo per chi vota un certo partito (e qua non potete di certo negare che gran parte delle persone che "riceveranno" questo "bonus" fa parte del bacino elettorale del PD). Sinceramente non vedo molta differenza tra queste manovre e un comportamento corruttorio di compravendita di voti. È solo fatto su larga scala. Senza contare che oltretutto per 80 euro che danno se ne riprenderanno 150 tra aumento della TASI, IMU, etc.... e purtroppo questi aumentano anche per chi non becca 80 euro al mese se vota PD
    • gp Rispondi
      Le figure marginali e minoritarie che lei cita non spiegano come il beneficio possa arrivare a riguardare quasi il 40% delle famiglie, come calcolato nell'articolo. Evidentemente la società reale è più complessa di certe rappresentazioni semplificate. Dispiace anche dover leggere continuamente espressioni come "pochi spiccioli". 640 euro all'anno (per il 2014, 960 gli anni successivi) non possono essere in buona fede definiti come una somma trascurabile. L'argomento del diverso trattamento di lavoratori dipendenti con redditi tra loro non molto distanti (e quindi delle "trappole della povertà" implicite nel provvedimento) è invece fondato, e deriva dalla brusca decrescenza del bonus segnalata dagli autori e rappresentata nella figura 1 (da 640 euro a zero in soli 2.000 euro). Sarebbe necessario inserire meglio il bonus nella struttura della detrazione da lavoro dipendente, rispetto alla quale al momento è più o meno un corpo estraneo.