logo


  1. Filippo Ottonieri Rispondi
    A me pare che l'affermazione che la spesa sanitaria sia "sostenibile" sia una petitio principii. E un taglio, per essere chiamato tale, deve essere una riduzione rispetto alla spesa effettiva dell'anno precedente, e non rispetto a una spesa tendenziale messa a budget apposta per essere "tagliata". Da questo punto di vista, mi pare che una riduzione di 3 miliardi in 3 anni in una fase di recessione non si possa chiamare "taglio". E' sconfortante che nella discussione sulla spesa sanitaria si sia persa ogni traccia dei "costi standard" e della determinazione della spesa sulla base di servizi e costi commisurati a un benchmark e non alle prassi locali.
  2. Arnaldo Campese Rispondi
    Perché sarebbe preoccupante la "riduzione dell’offerta di servizi"? Poiché, come dicono gli autori, "il contenimento della spesa sanitaria continua a essere ascrivibile principalmente alla riduzione dei costi del personale (ormai soggetto a una pluralità di vincoli, a rischio di effetti perversi) e ai risparmi sulla farmaceutica convenzionata", è proprio la riduzione dei servizi la frontiera da passare per rendere più efficiente la spesa sanitaria. Insomma, per esser rozzi appunto: - smettiamola di prescrivere esamini a pensionati novantenni in modo da occupargli la mattinata (e intasare le strutture) - riformiamo gli accessi ai pronto soccorso ripensando strutture di primo intervento e "triage" - accorpiamo strutture inefficienti - verifichiamo il lavoro di alcuni Irccs inefficienti ma politicamente forti. Insomma va ripensato l'equilibrio fra la Sanità per tutti sempre e comunque e la sua sostenibilità, poiché perseguire la prima non penalizza il consenso elettorale la seconda sì.
  3. Andrea Rossi Zadra Rispondi
    Un articolo di dati confortanti. Per due ragioni: la prima, lo sforzo di comprimere una voce di spesa elevata ha dato effetti validi, alla luce della contingenza storica di contrazione del Pil; la seconda, di sollievo per sperare di non dover più attendersi tagli alle prestazioni. Immaginiamo poco realistico ipotizzare che la riduzione del finanziamento alla Sanità non porti un taglio ai servizi ai cittadini, in quanto già ora le prestazioni sono ridotte in quantità, qualità e tempistica di attesa: il servizio sanitario è oggi in crisi. Ogni ulteriore macro-dato conforta la sostenibilità della spesa tendenziale: rispetto all'Europa abbiamo in Sanità la minore spesa pro capite, la minore spesa rispetto al Pil, e pure la minore spesa rispetto al Pil pro capite. La spesa pubblica per ogni cittadino è di 2340 dollari, contro i 4000 dei Paesi Bassi e i 3200 della Francia (valori Istat). Le previsioni di ulteriori risparmi non sembrano giustificati da esigenze contabili, e la reiterata "sostenibilità" insiste sul fatto che un sistema pubblico, gratuito e universale non sia alla portata di questa nazione. La comunità scientifica è al corrente dei riflessi in termini di salute dei tagli imposti con l'Austerity. La rivista Lancet ha pubblicato i dati degli effetti drammatici sulla vita dei malati greci, e ogni operatore sanitario in Italia può confermare che le prestazioni sono ridotte. Attendiamo in un futuro prossimo gli indicatori di salute con verosimili discontinuità importanti tra il prima e il dopo austerità. La scelta di ulteriori sofferenze non sembra più dovuta a ragioni tecniche, ma squisitamente di indirizzo ideologico. Cui prodest?
  4. Massimo Matteoli Rispondi
    Ottimo articolo che fa giustizia di molti luoghi comuni sulla sanità e che spero trovi un seguito su la Voce anche per altri settori. Troppo spesso confondiamo l' inefficienza della spesa pubblica italiana con l'eccesso di spesa. Più che spendere meno penso che la vera emergenza italiana sia di riuscire a spendere bene. Far funzionare molto meglio di ora la burocrazia pubblica è un imperativo ineludibile se vogliamo mantenere una società, ma pure un sistema economico all'altezza dei paesi più sviluppati, ma per fare questo una politica di tagli ciechi e generalizzati è peggio del male che vorrebbe curare.
    • Franco Rispondi
      La spesa sanitaria è già "sostenibile" ma lo sarebbe di più se si facessero veramente (magari con un campione più rappresentativo di quello che immagino sia l' attuale) i controlli sulle esenzioni: sono sicuro che gli eventuali extra costi si ripagherebbero abbondantemente. Inoltre, i nomi di coloro vengono individuati non dovrebbero essere coperti dall'anonimato; credo che questo sarebbe un forte deterrente.
    • Aldo Rispondi
      Infatti mia moglie lavorava in un ospedale convenzionato, per i tagli ha chiuso nonostante i costi fossero inferiori all'Asl, è andata quindi in una Residenza Sanitaria Assistita (Rsa) gestita da cooperativa dove ora si vede arrivare gli stessi malati che avrebbero bisogno del medico 24h al giorno e invece solo 2h al giorno. Non vi posso spiegare l'amarezza di mia moglie per questi malati!