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  1. tobi Rispondi
    Qualcuno conosce il modello alto atesino in questo campo?!
  2. Enrico Rispondi
    Prof. Pastore, perdoni la mia nota critica, ma sono completamente in disaccordo con la proposta di far accedere all'università solamente chi ha fatto il liceo. Non si capisce su che basi ci debba essere una tale discriminazione, nell'articolo si parla di liceo e istituti professionali (mi sto riferendo all'ITIS ad esempio), ma l'unico criterio è quello del nome della scuola (se l'ITIS si chiamasse liceo tecnico sarebbe meglio?). Sarebbe preferibile un confronto in termini di programmi e materie Personalmente ho fatto l'ITIS (ed ho anche una laurea), la preparazione scientifica non era da meno dei miei conoscenti iscritti al liceo.
  3. massimo Gandini Rispondi
    Un tempo la scuola professionale (gli istituti professionali per l’industria e l’artigianato) erano una cosa seria. Le lezioni si tenevano per 40 ore settimanali di cui almeno 20 in officina. Adesso purtroppo gli unici che si iscrivono sono studenti extracomunitari con gravi problemi disciplinari, le attività pratiche si sono ridotte al lumicino come ultimo retaggio, non ancora del tutto superato, della licealizzazione generalizzata dissennata che aveva interessato la scuola superiore negli anni passati. Per gli istituti tecnici si dovrebbero affermare come valida alternativa all’università gli Its che, laddove funzionano, stanno dando ottimi risultati
  4. Marina Rispondi
    E' dal 1955 che verifichiamo come l'apprendistato in Italia non funzioni, nonostante le numerose riforme (vere o fittizie). Certamente ci sono mestieri e professioni che si possono apprendere "On the job", ma lasciamo perdere i "corsi di formazione per...." Non hanno mai avuto successo ( almeno che non vogliamo prendere sempre ad esempio il Trentino) Magari potenziamo i tirocini che tutto sommato, in occasione di valutazioni anche comparative con altre misure per l'inserimento al lavoro, hanno sempre mostrato una discreta performance.
  5. Stefano Rispondi
    Non capisco perché rimuovere la libertà di accesso all'università facendola dipendere dalla tipologia di titolo ottenuto in precedenza. Io sono diplomato tecnico-commerciale e non vedo perché avrei dovuto sostenere un (peraltro inutile, dato che la mia formazione all'uscita a volte era quanto se non superiore quella dei miei colleghi liceali) esame. Mi sfugge proprio il senso logico, dell'utilità nell'ottica della riforma del sistema scuola+apprendistato. Ah dimenticavo di sottolineare: sono laureato.
    • SimoneCaroli Rispondi
      Sono d'accordo, Stefano, ma credo che il prof. Pastore intendesse che bisogna dare risalto alla formazione tecnica professionale, (quella dei 3+1 anni dopo la scuola media inferiore) che può far accedere all'istruzione terziaria non accademica (istruzione formazione tecnica superiore, IFTS) ma non all'università. Beninteso, se dopo il 4° anno di diploma tecnico si vuole comunque intraprendere un percorso accademico, esiste già il 5° anno integrativo che consente l'accesso all'esame "di maturità" che abilita all'iscrizione a corsi universitari.