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Il Punto

Il rischio di deflazione nell’eurozona spinge la Bce a impegnarsi ad attivare misure non convenzionali di politica monetaria. Ma non è affatto chiaro di cosa si tratta. Forse la cosa migliore sarebbe far svalutare l’euro, che si è apprezzato nei confronti del dollaro nonostante fondamentali peggiori. Il quantitative easing in senso stretto sarà in ogni caso difficilmente praticabile finché la Corte di giustizia europea non si sarà pronunciata sugli interventi della banca centrale sul mercato dei titoli di stato.
Basso il take-up della nuova social card, nonostante le domande siano state superiori a quelle preventivate. Molte famiglie che hanno fatto domanda non avevano i requisiti e molte famiglie che avevano i requisiti non hanno fatto domanda. Un’esperienza che serve per migliorare controlli e informazione.
A 20 anni dalla prima presentazione del progetto del terzo valico ferroviario (a Nord di Genova) il ministro Lupi ha promesso di rendere pubblica una analisi costi-benefici. Nell’attesa, noi ne presentiamo una -indipendente- che non può essere perfetta ma è seriamente indicativa. E dà un risultato molto negativo.
Renzi ha promesso di ridurre il costo dell’elettricità. Come? La via obbligata sembra un taglio degli oneri di sistema che gravano sulla bolletta. Magari finanziato da una tassa sulla rendita dell’idroelettrico.

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Le nuova social card al banco di prova*

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La Svolta Buona e il Def

  1. Piero

    Purtroppo penso che l’annuncio del qe di Draghi rimanga solo verbale, non seguiranno i fatti. In ogni caso l’acquisto titoli sul secondario non è vietato, se vuole può farlo, il problema è che lui non ha nessuna intenzione di adottare tale strumento non convenzionale, lo ha fatto per fare vedere in questo momento elettorale una Bce più attenta ai bisogni dei cittadini, al fine di fare fronte ai partiti antieuro.
    In ogni caso il qe è l’unica manovra possibile per salvare l’area valutaria, deve essere un intervento notevole, da effettuare proquota per i singoli stati: si avrà un’aumento di liquidità nel sistema, una riduzione dei tassi e un indebolimento dell’euro sul dollaro, con i notevoli vantaggi sul l’export. Ricordiamoci che il rafforzamento dell’euro sul dollaro è dovuto principalmente alla politica monetaria espansiva fatta dall’America (qe mensili di 80 miliardi mese, da circa tre anni).

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