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  1. Paolo Rispondi
    Il risultato sarebbe tagliare le gambe ai tantissimi piccoli e piccolissimi impianti idroelettrici che potenzialmente possono essere ancora installati in tutte le regioni d'Italia. Al contrario del grande fotovoltaico ed eolico, che hanno usufruito di incentivi enormi a beneficio di pochi grandi investitori, il mini e micro idroelettrico permettono di creare un circuito virtuoso di piccoli investimenti e piccole imprese ed aziende che operano nei settori edile, progettazione, produzione di quadri elettrici ecc...
  2. Paolo Bianco Rispondi
    fortunatamente la proposta è già stata spazzata via dai fatti: si stima un ricavo medio pari a 80 €/MWh quando il PUN in borsa è sceso stabilmente sotto quota 55 €, e si chiede l'introduzione di una tassazione addizionale sugli utili che per le società operanti nel settore dell'energia, rinnovabile o non rinnovabile, esiste già (Robin Tax si chiama): aggravandola solo per l'idroelettrico sarebbe evidente l'accanimento e la relativa incostituzionalità. inoltre, proprio perché le concessioni idroelettriche verranno tra breve messe a gara, se ci si carica sopra una tassazione aggiuntiva, gli operatori offriranno meno soldi per il canone, in un gioco a somma zero per il governo che otterrà soltanto il danno di immagine. perché nessuno parla invece del regalo al carbone e agli speculatori rinnovabili che è costituito dal modo in cui si forma il PUN, che remunera l'energia non al prezzo offerto (come sarebbe in qualsiasi sistema "sano" di mercato), bensì al prezzo marginale più alto, costringendo il consumatore a pagare il kWh da carbone allo stesso prezzo di quello prodotto da gas metano, nonostante la differenza di danno ambientale, e agli speculatori di ottenere un sovrapprezzo rispetto all'incentivo già abbondante lucrato? da stime approssimative, eliminando il PUN e remunerando ciascun operatore in base al prezzo offerto sul MGP, la riduzione di costo (per TUTTI) potrebbe raggiungere i 2,3 miliardi di euro annui, un valore diverse volte superiore alla promessa di Renzi.
    • Rinaldo Sorgenti Rispondi
      Condivisibile che, stante la prossima scadenza di tali concessioni, un intervento come ipotizzato potrebbe risultare sostanzialmente nullo. Certo che un'ipotesi di quel tipo potrebbe comunque basarsi su un'aliquota % sul PUN, così da evitare sbilanciamenti periodici. Riguardo al vantaggio che riceverebbe la produzione da Carbone (in una borsa che remunera con il prezzo marginale), questa è la evidente convenienza che avrebbe aumentare tale produzione anche in Italia che, invece, è la "Cenerentola" in Europa, per la produzione elettrica dal Carbone nonostante sia già penalizzata dalla NON produzione dal Nucleare che invece utilizziamo facendo ricorso cronico e significativo all'importazione. Ora, è noto che un diverso sistema "pay as bid" in breve produrrebbe un segnale di prezzo che non si differenzierebbe sostanzialmente al sistema attuale. Ben diversa è invece l'incredibile aggiunta che viene concessa alla produzione da FER che, oltre ai faraonici incentivi, viene ulteriormente finanziata con il riconoscimento del prezzo marginale, anche quando - come speculativamente qualcuno cerca ingannevolmente di comunicare - tale produzione da Solare FV viene quotata per poche ore ed in giornate particolari (Domenica) a "zero"! Insomma, un vero e proprio doppio regalo, prelevato senza scrupoli dalle bollette di tutti i consumatori. Fuorviante e sostanzialmente frutto dell'abituale disinformazione e collegati "luoghi comuni" il riferimento ad un supposto (maggiore) danno ambientale. Un approfondimento tecnico di merito aiuterebbe a superare tale psicosi e magari aiuterebbe il Paese a realizzare l'assoluta necessità per il nostro "MIX delle Fonti" di essere DIVERSIFICATO ed EQUILIBRATO, per consentire un vero calo del costo dell'elettricità, contemporaneamente sensibilmente riducendo il consistente e maggiore rischio strategico per gli approvvigionamenti di energia in Italia rispetto ai nostri principali concorrenti Ue. La "piccola" Germania produce il doppio dell'elettricità di quanto sappiamo fare noi in Italia e lo fa per il 47% dal Carbone (quindi circa 8 volte di più) e non risulta che la Germania sia considerata un "lazzaretto" ne tantomeno che ai tedeschi non interessi l'ambiente e la salute. Per l'abituale sindrome "Nimby" e le demonizzazioni fuorvianti di certe lobby, importanti progetti di modernissimi nuovi impianti rimangono in "stand-by" da 5-9 anni, mentre le esuberanti Centrali a Gas, debbono rimanere spente perchè non competitive!
  3. Marco Rispondi
    Non sono per niente d'accordo con la proposta, che penalizza l'unica vera fonte perpetua e pulita di energia e va a indirettamente a "favorire" le altre produzioni, come lo scandaloso eolico (che ha distrutto angoli bellissimi del nostro paese) ed il fotovoltaico, spesso usato in maniera poco intelligente (si pensi a tutti i tetti invasi da pannelli che avranno bisogno di manutenzione ordinaria; come faranno a sostituire le coperture? togliendo tutti i pannelli? Mah) e comunque positivo solo per cinesi (fanno i pannelli) e tedeschi (le tecnologie sono tutte loro). Non capisco perché quando la mente umana individua una tecnologia valida, invece di favorirla la si attacchi. Prima gli ambientalisti che non volevano le dighe (e che ora si stanno ricredendo da più parti), ora gli economisti, ai quali desidero ricordare che benché ovviamente limitata, la produzione idroelettrica ha ancora tantissima potenzialità nelle nostre regioni, che hanno ancora tantissimi luoghi sfruttabili con impianti a bassa o bassissima potenza.
  4. Monica Tommasi Rispondi
    Non sono affatto d’accordo con la sua proposta e spero quindi che il presidente del Consiglio non la prenda in considerazione. I motivi sono i seguenti: nel bilancio energetico nazionale del 2012 l’idroelettrico contribuisce per il 12,6% con una potenza installata di 18.232 MW mentre il fotovoltaico contribuisce per il 5,7% con una potenza installata di 16.419 MW (l’eolico per il 4,1% con una potenza di 8.119 MW). E’ evidente che l’idroelettrico è molto più produttivo del solare fotovoltaico di circa 1000 ore in più all’anno o dell’eolico. Per contro al fotovoltaico sono stati erogati, 6,7 miliardi di incentivi nel 2012 e a tutte le altre fonti rinnovabili elettriche (nuovo mini idro, geotermico, bioenergie e eolico) sono state assegnate 4,5 miliardi di euro. E’ più logico che lo Stato vada a recuperare almeno parte dei grandissimi profitti che molti hanno ottenuto con gli impianti fotovoltaici ed eolici piuttosto che con l’idroelettrico che, per la gran parte, si è sviluppato e produce da oltre un secolo senza alcun incentivo.
  5. marco Rispondi
    Mi sfugge la ratio di una proposta che alla fine danneggerà gli investimenti nell'idroelettrico a favore di quelli assai meno redditizi nelle carissime rinnovabili "ecologiche".