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  1. ING Rispondi
    La ferrovia consuma meno risorse (territorio, energia, materiali), quindi è necessario muoversi in tal senso. Se si evita accuratamente la pianificazione del territorio la conseguenza è solo più trasporto su gomma, più spreco di risorse, più debito ambientale e più impoverimento.
  2. luca antonellini Rispondi
    Personalmente la domanda che mi porrei è la seguente: possiamo permetterci di continuare ad investire risorse pubbliche in opere infrastrutturali che non presentano - al momento - le benchè minime possibilità di rientro (economico, finanziario) dell'investimento? La riposta che do è la seguente: per ora NO. In sintesi: 1) perchè il passato ci dimostra che a fronte di ingenti investimenti in ferrovie il mercato (cioè la merce) ha scelto un'altra strada perchè il servizio ferroviario è molto rigido in termini di qualità e livello dello stesso 2) perchè di cattedrali nel deserto ce ne sono fin troppe 3) perchè gli anni '80 (in Italia) ci hanno lasciato un debito pressochè irrecuperabile 4) perchè non si può continuare a pensare al trasporto solo in termini di nuove infrastrutture e mai di servizi e delle esigenze delle merci che tali infrastrutture utilizzano/dovrebbero utilizzare.
  3. Carlo Turco Rispondi
    Credo che la questione dovrebbe essere considerata anche dal punto di vista: possiamo ritenere plausibile, economico (e salutare) che il traffico merci su strada continui ad aumentare ai ritmi indicati in questo stesso articolo? E se la risposta, come credo, debba essere negativa, la programmazione e realizzazione di una alternativa ferroviaria reale ed appetibile non passa anche attraverso la creazione di infrastrutture che, rispetto all'evoluzione spontanea (ed anarchica), possono apparire ridondanti?